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EXTRA_ ZAC!

Si fa così: ZAAAAAAAAAAAAC!

BÖLUM 21_ Ode al gatto

Praticamente sono dappertutto,

in ogni angolo di strada

sono nutriti

coccolati

venerati

non sono aggressivi

non sono selvatici

grazie a loro una metropoli come Istanbul

è priva di orde di roditori

porta pestilenze.

Io li adoro.

A breve passerò un’intensa giornata sul Lago del Van.

(prima di arrivare nel paese che NON nomino

perchè il mio amico Luigi ha paura)

Sapete la storia del gatto e del  mostro del Van?

Si?

Va beh qualcosa la devo scrivere quindi ve la racconto.

Il gatto della regione del Van è una razza abbastanza pregiata

con pelo bianco medio lungo e la particolarità di avere un occhio azzurro e uno giallo-dorato,

(è proprio del Van a Istanbul gli occhi li hanno dello stesso colore)

Si vocifera sia in grado di nuotare

(beato lui!)

Comunque! E’ talmente simpatico

che gli abitanti della regione del Van

gli hanno dedicato una grande statua al centro della città

(se imparo a nuotare me la fanno anche a me la statua??).

Van Gölü Canavari

è il cugino turco del mostro di Loch Ness però maschio.

Nell’immaginario collettivo ha assunto nel tempo svariate forme

lontra, serpente, drago

ma era un lariosauro!

Di cui Google© non dispone di immagini

in quanto animale molto timido.

Gli abitanti del Van

ci sono talmente affezionati che chiamano la squadra di calcio locale

Canavarilar

e hanno fondato l’associazione:

“tutela dei mostri nei laghi”

quindi niente gadget e cazzabubbole varie

turisti da lonely planet che non siete altri!

in_Utilissimo!

kedi_ gatto

Van Gölü Canavari_ mostro del lago di Van

Canavarilar_ mostri

Lonely Planet_ cazzate poco economiche

Van (region del)_ situata nella parte orientale dell’Anatolia

ad alta concentrazione curda

-praticamente una polveriera-

il bacino del Van, chiuso e salato, è situato a 1720 m di altezza s.l.m.

Il treno per Teheran (ops!)

sosta quasi 24 ore a Van prima di arrivare a Gaziantepe.


EXTRA – TRENTAMILA!

Ciao amiche, amici, lettori, soci nonché sbadati estimatori di ‘donne che scopano con scimmie video’ tratti in inganno dall’indicizzazione di questo blog. Vi voglio bene. Non solo agli zoofili, intendiamoci.

Voglio bene a tutte le persone che hanno attraversato questo blog negli ultimi mesi rendendolo vivo ed accompagnando le vicende di emigrazione di tre giuovini italici alle prese con tre paesi diversi. E pure un po’ a Giuliano Ferrara che ci ha fatto compagnia con la sua aria da simpatico Hutt.

Penso sia necessaria una breve introduzione, a vantaggio dei lettori dell’ultima ora: Io sono Luigi e sono amico di Gesù, oltre che primo autore in ordine cronologico di questo meraviglioso blog che fa ridere ma anche riflettere. Come uno specchio deformante o la satira fatta bene.

Vi scrivo per annunciarvi che Emigration for Dummies è stata raggiunta dal suo visitatore numero TRENTAMILA (eee!), cosa che riempie di gioia me, Lucha e Babel e ci rende fieri e stasera si va tutti a festeggiare e ci si ubriaca e ci si racconta le storielle tipo “eh, ti ricordi quando eravamo solo a 15974?” “non ci sono più i contatti di una volta” e tutte quelle cose che ti racconti quando sei ubriaco a sufficienza da vedere i tuoi amici che stanno in tre città diverse. Se qualcuno vuole unirsi è libero di farlo. Ci scambiamo poi commenti qui.

Questa è una resistenza da 30.000 Ohm. Sta a rappresentare Emigration for Dummies, che resiste dopo trentamila visite. Figata, eh? E poi dicono che le menti scientifiche non sanno esser poetiche.

Emigration for Dummies, che blog! Eh, lo dico con l’aria un po’ commossa ed un po’ soddisfatta da genitore che vede la propria creatura crescere, prendere la propria strada e non diventare fascista. Perché succede anche nelle migliori famiglie che ti distrai un attimo ed il tuo adolescente preferito si ritrova nel giro di amici sbagliati e si condanna ad una vita senza donne. Perché, non lo sapevate? Tutti i fascisti sono brutti. Me l’ha detto Gesù. Gliel’ha fatto come dispetto: tu metti una camicia nera o una croce celtica e subito ti viene la forfora e ti si accorcia la fronte.

Ma non divaghiamo, che parlavamo del blog che cresce, si arricchisce di nuovi autori e nuovi stili e prosegue nel suo cammino radioso verso la vetta della blogosfera. Che poi devo ancora capirlo che cazzo sia questa blogosfera, che dal nome mi sembra una roba alla Dragonball. Comunque, grazie grazie grazie, amici e soci, lettori e commentatori, visitatori occasionali e tutte voi persone meravigliose che avete donato un pezzo della vostra vita a questo blog raccontandoci il vostro vissuto e le vostre esperienze. Spero di poter tornare su queste pagine tra qualche anno e vedere che il blog è ancora in funzione e che nuovi emigranti si sono aggiunti alle sue schiere, e perché no, anche quelli attuali ancora qui. Direi che per l’ultimo punto ci sono pochi dubbi: tornare a vivere in Italia è una scelta così masochistica che è considerata troppo hardcore anche per il peggior giro BDSM di Berlino. Parlo di quella gente che reputa accettabile farsi appendere coi ganci al soffitto mentre si guarda Porta a Porta con i gancetti a la Ludovico Van.

Comunque, sono arrivato qui come visitatore 30.001 che c’erano ancora i campanellini tintinnanti, e i confetti nell’aria (è così che chiamano i coriandoli, in America. Lo sapevate? Chiamano anche pepperoni il salame. Penso sia un qualche scherzo male interpretato che si trascina da generazioni) ed ho fatto in tempo ad incontrare il visitatore 30.000 di cui vedrete uno screenshot a fine articolo.

Emigration for Dummies è stato il mio modo di rimanere in contatto con il mio mondo quando mi trovavo nel Nuovo Mondo™ ed è stato lo strumento con cui molti dei miei conoscenti mi hanno conosciuto un po’ meglio e, devo essere sincero, ha avuto un’importanza non sottovalutabile nel raggiungimento della mia felicità presente. Sì, perché se ho iniziato ad avere uno scambio epistolare con quella che ora è l’altra metà della mia vita è stato per via dei nostri rispettivi blog, dopo un fortuito incontro di in quel di Times Square. Ma se avete seguito il blog già la sapete questa storia : )

Aggiungo solo che Gesù è attualmente in tour per l’Europa a presentare il suo nuovo vangelo e che presto emigrerò di nuovo, in compagnia della mia cara Frida, ed arricchiremo le pagine di Emigration for Dummies di nuove mirabolanti avventure. Nel frattempo vi lascio ai cari Lucha e Babel e, se qualcuno si decidesse, ad una nuova infornata di sferzanti autori da luoghi esotici e misteriosi.

Un ringraziamento speciale a tutti quelli che ci seguono dalla prima ora e che hanno lasciato traccia di se tra queste pagine : )

Un altro ringraziamento speciale a Sandro Bondi per non aver mai lasciato traccia di se tra queste pagine.

Un ulteriore ringraziamento speciale a Quentin Tarantino per Inglorious Basterds.

Un ennesimo ringraziamento speciale a me perché mi faceva piacere.

Un millesimo ringraziamento speciale a Joule peri l suo importante lavoro sulla termodinamica.

Un incredibile ringraziamento a Berlusconi che tra poco sconfiggerà il cancro. Parole sue. Gli altri cavalieri d’oro sono molto preoccupati e si chiedono se Silvio aspiri anche alla carica di Gran Sacerdote di Athena.

Un ciao. A presto.

Il nostro fortunato visitatore numero 30.000, che ci segue sin dal principio. Lui vi odia e vi mangerà il cuore mentre dormite. Non è vero, scherza. È in tour con Gesù, se lo vedete salutatelo. Ma occhio al cuore. Non ci si può fidare di un clown. Vale anche per Berlusconi, capivatelo una volta per tutte.

PS: auguri al buon vecchio Marco Anakin che oggi diventa vecchio : D

EXTRA – meglio tardi che mai™

Ciao, sono tornato. Dov’ero? In Italia. Innamorato. Ora sono qui e presto finisco di raccontarvi di New York, finalmente. Meglio tardi che mai. Contenti?

clutched°bokeh

Io e Frida ❤. Photo ⓒ 2009 notoca.deviantart.com

Vi racconto una fiaba moderna, di quelle che fanno commuovere la parte romantica che sta nascosta nell’armadio del vostro cuore disincantato di abitanti del ventunesimo secolo. Sì, una di quelle cose da film che succedono solo ad altri o di cui leggete e vedete le vicende su internet o al cinema quando su Torrent si trova solo la versione con audio brutto : |

Sono arrivato a New York agli inizi di agosto con un atteggiamento realmente disincantato verso la vita ed una specie di delusione bruciante per una pseudorelazione sbagliata e tutto quello che consegue. Non che fossi depresso, intendiamoci: avevo appena vinto una borsa di studio ed un nuovo continente si apriva davanti a me. Ero giusto girato di palle perché quella che al tempo pensavo fosse La persona importante per me era uscita dalla mia vita dalla porta di servizio senza una vera discussione. Vi è mai successo? Spero di no.

Comunque, New York: la metropoli, le luci, le giornate da 20 ore, uscire, l’università, i dolla, ancora luci, traffico, metro, wooh, tutto fighissimo e di colpo mi sono trovato ad essere il piccolo centro caldo del mondo. Di giorno stavo all’università, la sera posti nuovi  e  gente curiosa ed ero sempre su di giri e piano piano la delusione per la pseudorelazione è andata a morire.  Meglio tardi che mai.

L’unica notte di pioggia di agosto, il 22 per la precisione, quando l’ultimo film di Tarantino si è affacciato all’Empire sulla 42^, ci siamo incontrati per la prima volta. Al tempo ho pensato solo “ehi, simpatica” e quando le ho lasciato la mia felpa per evitare che morisse cristallizzata nel megacinema surgelante non c’era nessun intento di abbordaggio. Era giusto l’amica del mio amico Blake in visita dall’Italia ed una delle persone più affascinanti che abbia mai conosciuto. Provare per credere.

Il racconto della serata lo potete avere sia dal mio punto di vista che dal suo. Sì perché la signorina blogga. Dannatamente bene, tra l’altro. E fotografa pure, come avrete modo di vedere se seguite l’ultimo link. Ma andiamo con ordine.

È estate, sono a New York, sto vivendo con disincanto e decadenza tanto che non penso di avere niente più a cui appassionarmi realmente e di colpo ho un flash di “wow” e poi riparte e non ci vediamo più e rimango lievemente sognante. Fortunatamente per lo svolgimento della fiaba moderna, qui nel ventunesimo secolo siamo tutti dotati di sistemi di messaggistica istantanea e, un po’ coi blog, un po’ per email, un po’ via skype io e la bella e misteriosa viaggiatrice, blogger e fotografa abbiamo continuato a sentirci e parlare parlare parlare scoprendo che “wow, è wow”. Non c’è stato bisogno di consultare specchi magici ed oracoli nel bosco. Ed avremmo fatto volentieri a meno anche degli gnomi malvagi che tramano nelle tenebre.

Sì, perché in ogni fiaba che si rispetti c’è qualcuno che ordisce contro i protagonisti, che comunque sono troppo fighi e si amano ed alla fine ci sono il lieto fine con la luce radiosa, uccellini e tutta quella roba fastidiosissima per le persone antipatiche che ci godono quando le storie finiscono male. Crepate, stronzi.

Facciamola breve: a New York mi sono divertito tantissimo, ho conosciuto tante persone (anche biblicamente) ed ho mandato in pensione la mia vecchia vita e le preoccupazioni e l’atteggiamento da ex romantico disincantato affogandolo nel degrado creativo (cose ‘e pazzi, amici miei. Vi dirò un giorno davanti ad un bicchierino.) eppure avevo sempre in testa l’idea fissa che una volta tornato in Italia avrei messo tutto via e focalizzato ogni attenzione su quella persona che mi aveva stregato. E così ho fatto. Non senza difficoltà, in effetti.

Ho smesso da tempo con l’idea di “sedurre” qualcuno: è una stronzata. Se qualcuno ti piace per qualche motivo glielo dici e se c’è qualche interesse, per come sei, ok. Se devi sbatterti per mostrarti diversamente per sedurre qualcuno stai sbagliando qualcosa. O lo sbaglio lo sta facendo l’altra persona a darti retta. Tuttavia ci vuole il contesto giusto. Mica puoi telefonare a qualcuno e dire semplicemente “Ciao, ti trovo interessante, vuoi farmi due gemelli?” perché come minimo l’altra persona sparisce e nella peggiore delle ipotesi ti trovi pure una segnalazione in questura.

Per creare la mia situazione ideale sono tornato dall’America un giorno prima rispetto ai piani originali, sbarcando in un aeroporto lontano ed organizzando dal niente una MegaFesta for Dummies in un appartamento in cui non avevo mai messo piede prima senza avvertire adeguatamente gli attuali inquilini che mi hanno (direi anche giustamente) odiato per via delle centinaia, tra persone e bifolchi, che hanno attraversato quelle stanze la notte del 17 Ottobre. Qualcuno di voi c’era e magari si ricorda di me. Qualcunaltro magari invece c’era pure, però di me non ha visto neppure una traccia.

Dicevo, quando ti interessa qualcuno non hai che da dirlo. Effettivamente invitare milioni di persone ad una festa enorme e poi non considerarle per dedicare tutta l’attenzione alla persona desiderata può aiutare a far risaltare l’importanza dell’interesse. O forse no, comunque quando incontri la persona che ti rende tachicardico solo a guardarla e che si incastra perfettamente come l’altra metà della mela di Platone (l’avete mai letto il Simposio? Leggevatelo) o come un gatto tra le gambe incrociate, l’unico modo che hai per fare breccia nel suo cuore è mettere giù tutte le armi, i trucchi, le strategie etc ed entrare dalla porta principale con un sorriso salutando e dicendo le cose come stanno. Sì, le buone maniere pagano. L’ho imparato ora. Meglio tardi che mai.

Ok, la parte dolce è questa: quando sei gggiovane e non hai avuto modo di vivere e vedere e provare e prendere le musate e tutto non sai quanto possa essere vero quando pensi “ok, amo questa persona”. È veramente importante aver provato di tutto per poter essere sicuro che la persona che hai di fronte, finalmente, che ti vede esattamente come tu vedi lei e che sente le stesse cose è La persona giusta. Io sono la persona più fortunata sulla terra, o almeno mi sento tale. E mi ci voleva un po’ di fortuna. Come ho ripetuto già mille volte oggi, meglio tardi che mai. Dato che stai leggendo in questo momento aggiungo anche un messaggio per te: Ti Amo ❤.

Non ho scritto in queste settimane perché ero un attimo preso a riconfigurare la mia vita. Avrei un sacco da raccontare, ma preferisco farlo di persona ed in compagnia, così potete anche capire meglio ciò di cui parlo. Sabato ho fatto il primo dei passi che mi riporteranno in America l’anno prossimo, per ora sto tra Pisa e Firenze a cercare di laurearmi e sperimentare uno stile di vita tutto nuovo. Sarò in Sardegna la settimana prossima e conto di fare un po’ di viaggi random in Europa da qui a maggio. Ovviamente accompagnato. Se qualcuno avesse voglia di barattare ospitalità per buona compagnia frizzante non ha che da dirmelo. Portiamo anche gioia e felicità. Gli uccellini però li lasciamo a casa, la Disney ci ha citati per plagio.

Lucha ha già rispolverato il concorso di ricerche buffe sui motori di ricerca ed a breve tornerà il FantaFotoConcorso con una sorpresa. Dovremmo avere anche pronti alcuni altri nuovi autori da varie parti del mondo e se tutto va bene anche io vi scriverò qualcosa per aggiornarvi sullo stato della mia (nostra) emigrazione imminente. Non è mai troppo tardi per farsi un’infanzia felice. All’estero. Insieme.

PS – ho trovato ieri notte un log esilarante sul mio mac. Vi aggiorno presto, restate sintonizzati. L’avessi trovato lo scorso inverno ci sarebbe stato veramente da ridere. Meglio tardi che mai.