Archivio | Sotto l'asfalto, la sabbia RSS for this section

DÍA 271 – metro de madrid informa

Qualcosa di oscuro aleggia nell’aria. Forze oscure avanzano all’orizzonte. La Civiltà è di nuovo in pericolo….

Forse che orde di orchi avanzano alle frontiere a est? Oppure una setta di maghi malvagi si è risvegliata da un sonno secolare? O forse che dallo spazio sciamano navette aliene ostili?

Molto peggio. La metro di Madrid è ferma.

Dura verità annunciata da giorni. I sindacati dei lavoratori della metro sono sul piede di guerra perché il governo regionale, proprietario di Metro Madrid, a causa della crisi, vuole fare un po’ di “aggiustini” al contratto collettivo firmato un anno fa, tra cui una diminuzione del 5% degli stipendi.

Ieri (lunedì) hanno iniziato lo sciopero, mantenendo i servizi minimi del 50% dei treni. Dato che per tutta risposta il governo regionale sempre ieri ha approvato il suo piano di tagli (PP a favore, PSOE astenuto, IU contro), da ieri i lavoratori di Metro Madrid riuniti in Assemblea Generale Permanente (con le maiuscole) minacciavano di sospendere anche i servizi minimi da oggi (martedì).

Secondo me non gli credeva nessuno, dato che chiudere la Metro è un po’ come far collassare Madrid. Gli autobus non ce la fanno nel traffico e i trenini delle Cercanias sono troppo poco fitti. Per cui gli han riso in faccia ed oggi sono tutti appiedati (o abbiciati).

Qui trovate un interessante campione di lamentele del madrileño medio. Qualcuno osservava che era l’occasione buona per imparare ad andare in bici in città. Intanto, il governo regionale già fa sapere che nel caso il taglio degli stipendi sarà solo del 2.5%.

Lo sciopero dovrebbe durare fino a domani, però i lavoratori minacciano di continuarlo a tempo indeterminato finché non si arriverà ad un accordo. Nel frattempo, immagino la gioia dei taxisti.

y tengan cuidado para no introducir el pie entre coche y anden.

DÍA 220 – murales a la Latina

Intanto, vi presento la prima foto fatta con pessima luce (ma è ciò che il Signorecristoiddio ci ha concesso per oggi) della neo-rinata bicicletta. Il nome non è ancora stato deciso…

I governi dovrebbero eliminare tutte le auto, così che le biciclette possano eliminare tutti i governi. (da http://23.noblogs.org/)

Piuttosto, approfittando delle pessime condizioni attmosferiche, ho fatto un giro per un parchetto dalle parti di Puerta de Toledo (la Latina), per soddisfare all’autoerotismo murale di un amico.

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DÍA 189 – pastinaca

ho scoperto una verdura nuova.

ieri sono andato a ritirare una borsa di verdure vari latti&latticini ad un gruppo di consumo al posto di una mia coinquilina che è momentaneamente in Palestina (si, è una moda). e dentro, ci ho trovato questa:

La Pastinaca

Signore e Signore, ecco a voi la Pastinaca! (TA-DAN!)

Dopo lunghe ricerche su internet ho scoperto chi era. Tradizionale nella cucina povera, è sparita a seguito della standardizzazione dei tuberi e all’avvento di MacDonald, nonché la caduta del muro di Berlino. In cucina, si comporta come se fosse un incrocio tra una patata ed una carota.

Una patota.

Sono cose che succedono almeno una volta nella vita, per qualcuno due.

DÍA 172 – bailamos

stanotte ho fatto un sogno strano. eravamo in una fabbrica, dismessa, con tutti questi passaggi, passatoie e passaggi, livelli e sopralivelli, tetti tettoie e tette, perché la fabbrica è piena di persone, che la stanno occupando. Io sono con loro, che novità.

Fuori c’è la polizia, che è venuta a sgomberare. quindi tutti corrono di qua e di là, salgono, scendono, corrono, fermano, abbassano, alzano la testa. Turbinii, folla, caos.

Il tutto però si svolge come un musical di Broadway, senza ansia né panico, ma a ritmo di musica, e tutti questi ballerini-occupanti che saltellano sui tetti, giravoltano sui passanti, scivolano nei corridoi, si accovacciano, si slanciano.

Bello.

A Lavapies c’è questa gente che si riappropria di spazi aperti tra i palazzi (ricordi di palazzi abbattuti, piazzali, cortili, cose così) per crearvi spazi autogestiti e sociali per il quartiere. Detti spazi aperti si chiamano solar. Uno molto attivo, il Solar di C/ Olivar 48, verrà chiuso perché ci costruiranno sopra un asilo. In che è anche cosa buona. Nel detto Solar di Olivar ci hanno costruito una cupola (tecnicamente, una cupola geodetica), per fare una specie di gazebo, avere uno spazio semi-chiuso e ripararsi e riparare le cose dalle intemperie.

Dato che era un peccato lasciarlo lì, hanno deciso di trasportarlo ad un altro solar. Così, due sabati fa, un centinaio di persone, tra cui il sottoscritto, hanno inscenato questa processione surrealista, praticamente uscita da un film di Kusturiza, per traslocare la cupola.

Accompagnati dalla banda musicale di Vallecas, con un’età media di 6 anni, un furgoncino con della musica per le pause, molta energia e molta allegria, un carnevale popolare (in piena quaresima, osservano a Lavapies) ha trasportato a spalla contro ogni logica, rispetto del codice stradale, nonché un paio di leggi fisiche sulla resistenza delle strutture sottoposte a compressione la cupola per circa mezzo chilometro che separa i due solar. Non è stato facile, che c’erano alberi e pali in mezzo, macchine parcheggiate, bidoni, un sacco di ostacoli, però c’è l’abbiamo fatta. Non è stato facile, però è stato

Bello.

Quando la distanza tra i sogni e la realtà, è soltanto una cupola geodetica.

DÍA 126 – die Wände sprechen

Qualcosa che mi ripromettevo da tempo.

Un favore ad un amico acrilico.

Non sono la fotografa ufficiale del blog.

Non ho una macchina fotografica professionale.

Non ho neanche una macchina fotografica, me l’ero fatta prestare.

C’era nuvoloso.

Avevo sonno.

Godetevele. (Se volete l’alta definizione, chiedete pure.)

Era così bella che ho dovuto fare una panoramica (grazie Gimp)

DÍA 86 – viaggi fuori dai paraggi – revolutions

il terzo capitolo della saga, è quello che non vede nessuno.

DÍA 56 – valium tavor serenase

Non usare il letto per altre attività oltre al sonno.
(da Wikipedia)

I rifugiati politici argentini, un giorno vanno in bicicletta, il giorno dopo profumano.
(da Amanece, que no es poco)

Per fare rivoluzione servono belle parole.
(Slam X – Milano)

peli politici, peli epidermici, pelosità ontologiche varie.
(fastidio)

Insomma le ideologie erano finite, le bandiere non c’erano più ma ancora non si poteva scopare liberamente ne’ c’era licenza di esplorazione di altri pianeti.
(femminismo a sud)

Buy Nothing Day

Domani (o dopodomani, oppure ieri: le opinioni divergono da paese a paese e non ho capito a quale scuola si inscriva l’italia) è la giornata del Non Acquisto – il Buy Nothing Day È un giorno in cui si propone si astenersi dal consumo e dall’acquisto di merci e prodotti, per ricordare al mondo e a noi stessi la nostra libertà nei confronti del mercato. L’idea nasce dagli Adbusters, che mi sono simpatici.  Per partecipare non c’è da fare niente di particolare, anzi non c’è da fare una cosa in particolare, quindi è semplice. Un piccolo sforzo!

(il titolo è perché stanotte non sono riuscito a prendere sonno. verso le 6 mi sono messo a girovagare a caso sperdendomi per le vie di Malasaña. divertente, a suo modo…)