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EXTRA_ se fate così…mi emoziono.

Grazie cari lettori,grazie di cuore e non per il traguardo dei trentamila, oramai acqua passata, (attendiamo pullulanti i 50.000) ma perchè quando sono triste, annoiata o semplicemente il CAD decide di pensare in maniera indipendente e autonoma e mandarmi a quel paese (se non l’avesse capito ci sono già), decido di scrivere qualcosa per il blog del mio amico Luigi ™ (lo trovate in vendita in confezione singola, doppia o con kit completo, da oggi potete collezionare anche i suoi amici ossopoffobalosso, loschiacciapoldo, ildottoguaglione e il Male batterie non incluse nel prezzo, come anche la qualità); ma il più delle volte mi soffermo sulla pagina delle statistiche, che assieme al thè all’arancia, alla cioccolata e allo stregatto vicino di casa è il miglior antidepressivo in circolazione (peccato..ne possiamo usufruire in pochi).

Raccolgo la lacrimuccia faticosamente versata (ho comprato un kg di limoni per queste eventualità) e continuo a ringraziarvi, si può ufficialmente sentenziare che emigration for dummies sezione lonely planet for dummies è seguito dagli amanti di:

mercati istanbul palpate

si sta parlando di roba di fino, niente a che vedere con l’ormai logoro e demodè facite ammuina

e:

tettone turche treno

youtube culi donne turche

(almeno qualcuno lo ha capito che su google l’unico risultato ottenibile è il link di un agenzia di viaggi)

Vorrei inoltre segnalare la visita dell’Intelletuale:

poppe, tette e donne nude

(come so che è intelletuale?

ha messo tutte le doppie al posto giusto e con un tocco di classe ha usato la virgola dopo poppe)

e di un non folto gruppo (nel numero di 1) di ragazzine depresse per l’altezza:

ragazze basse

tanto non crescete tranquille, inutile guardarsi i forum di protesta contro

i concorsi di bellezza per ragazze alte belle e snelle.

Racchie.

E io che pensavo di scrivere una marea di cazzate. Invece è proprio così.

Senza dubbio.

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DÍA 167 – ritardi

Qualche appunto che potrebbe essere utile ai viaggiatori a bajo presupesto che devono raggiungere l’aeroporto di Madrid-Barajs ad orari improponibili la mattina (thank you low cost).

Perché purtroppo la metro funziona bene e collega efficientemente l’aeroporto di Madrid con praticamente qualunque punto della città, però chiude all’1:30 di notte e riapre alle 6 del mattino, rendendola inutile per riuscire ad arrivare in tempo -per dire- per prendere un volo alle 7 del mattino.

Dev’essere colpa della lobby dei tassisti che non c’è un bus notturno che collega l’aeroporto. Del resto commentavano giustamente, se devi prendere un aereo alle 6 del mattino ALLORA sei un turista e se sei un turista devi pagare. Anzi, hai da pagà.

Io ho scoperto quanto segue: esiste un autobus di linea (diurno), che parte alle 5:20 davanti all’Intercambiatore di Avenida de America. Numero 200. Arriva ai terminal T1-T2-T3 attorno alle 5:35, ed in contemporanea parte il 204 che invece arriva al T4. Occhio che se lo perdete, il successivo è alle 6…

Quindi, il problema si sposta ad arrivare ad Avenida de America per le 5:20. Una maniera possibile è prendere la linea notturna N4, che parte da Plaza Cibeles (come tutte le linee notturne) alle 5:10 e passa alla stessa fermata del 200/204, spero si aspettino dato che l’N4 deve fare 5-6 fermate e passa da Avenida de America per le 5:15.

Come arrivare a Cibeles (o direttamente ad Avenida de America)? Una soluzione pratica: a piedi. O in bici (però poi se la lasciate lì ve la ruberanno). Altenativamente, una decina di minuti in taxi, a quell’ora, nel centro, prenotandolo la sera prima, mi sono costati un pochino di più di 10€. Che è molto – paragonato al prezzo dell’autobus che è un biglietto semplice o 0 se avete un abbonamento – ma anche poco – paragonato al costo di un taxi fino all’aeroporto, che si aggira attorno ai 30€. (Chiaro che se viaggiate in gruppi la cosa costa meno.)

Se invece dovete arrivare a Barajas mooolto prima, l’N4 in realtà finisce la sua corsa proprio Barajas, però mica passa dall’aeroporto, eh no, troppa grazia madama la marchesa, sarebbe troppo facile. Vi lascia a Barajas città, piccolo sobborgo che penso debba essere vitale ed affascinante come Malpensa, specialmente alle 4 del mattino. Comunque, se scendente 3 fermate prima del capolinea, l’aeroporto dista un po’ meno di un kilometro, potete farvela a piedi, per la croncaca su google maps ho trovato un passaggio pedonale sopra l’autostrada che separa aeroporto dalla città.

Tutto ciò, sempre per amor di completezza, per arrivare alle 5:35 all’aeroporto, passare i controlli di sicurezza (no, stavolta non ho suonato, ma hanno reputato ugualmente necessario perquisismi le tasche. sia mai che potessero contenere dell’acqua.), ed arrivare all’imbarco verso le 6, giusto in tempo per scoprire che il tuo volo è stato ritardato alle 10.

E stavolta non viaggiavo con rayanair, sennò non riesco proprio ad immaginare che cosa avrebbe potuto succedere.

Li odio.

BÖLUM 16_ Oh oggi è giovedì!

Grazie alla gente come noi, il paese va a rotoli

Mentre nella mia living room si pianificano azioni di boicottaggio contro l’università turca X,nella fattispecie falsificare moduli Y per passare esami ZalphaZ

mi fulmina per un momento una certezza

“Oh domani è giovedì”

ora è già un sentimento.

domani inizia il fine settimana.

Dopo sedici (16) capitoli

posso affermare con certezza che nella vita notturna a Istanbul

ci sono delle costanti.

Il popolo della notte

si raduna a Taksim

tutti i giorni 24/7

in un fiume colorato di variegata umanità:

il nongiovane, il truzzo (la maggior parte dei casi)

il fighetto accompagnato dalla fighetta (il mondo è paese)

i turisti (all’80% spagnoli, 20% giapponesi)

gli erasmus (80% tedeschi 20% italiani)

i venditori di castagne

i venditori di pamuk şeker

i venditori di paşima

i poliziotti a mitra spianato

i poliziotti a mitra spianato che ti minacciano se giochi a schiaffo o bufetto con un amico

i poliziotti a mitra spianato che ti minacciano se barcolli sbronzo per la strada

i poliziotti a mitra spianato che ti minacciano se svieni in preda a una crisi epilettica;

l’onda gialla dei taxi

la morte gialla che t’investe anche nelle aree pedonali.

Le aree pedonali sono poche,

una di queste è Nevizade

il tempio dei pub,

interessante,

ma io non bevo birra

figuriamoci l’EFES

da frequentare assolutamente in primavera/estate

nel caso in giornate non piovose

i locali hanno solo tavolini all’aperto

l’interno sono tane di topo ragno

corredati di karaoke;

no, l’Istiklal non è pedonale,

se riuscite a scansare il tram Taksim-Tünel

non è detto che sopravviviate alla camionetta della polizia

o peggio ancora!

ai carretti dei venditori di simit

o ai raccoglitori di cartone

(a Buenos Aires li chiamano cartoneros e con quelli della mia zona ci avevo anche fatto amicizia,

qua ti vogliono solo fare fuori).

Tra i locali più frequentati per tutti i generi di musica:

il JOKER e WTF quelli che hanno avuto il fegato di farci suonare

locali per erasmus con un range di età tra i 19 e i 22 anni

alcool abbastanza economico per gli standard della metropoli,

l’unico incoveniente a  parte la musica di merda

è la moschea di fronte,

da sbronzi l’entrata si confonde con il muro e il guardiano è sempre armato di scopa e bottiglia.

Decisamente un posto da giovedì sera in chiusura di serata.

Sperando che il guardiano dorma profondamente.

Il Nayah di recente scoperta

è un locale che di reggae ha solo le bandiere jamaicane

vari murales raffiguranti rastafariani

pagamento all’ingresso

e ballerini di colore che danno un tono alla serata

o ti fanno capire quanto tu sia scarso ballando

e ti senta figo con il tuo passo ciondolante

e l’anca penetrante.

Il Nayah è da giovedì piovoso quando in giro non tentano neanche di ucciderti.

Il dogz star invece è uno dei miei locali preferiti

uno dei pochi dove l’ingresso non ti costa un rene sotto formalina

e la musica è quasi sempre live e di “quasi” qualità.

Il genere di locale surf rock

con due piani per la musica live

e la terrazza fumatori con selezione di musica rock anni settanta

(ahi la nostalgia).

Se non morite sulle scale tutte con gradini diversi la serata può iniziare e finire li.

Di elettronico da dita nella presa

ci sono le serate all’OTTO Santral

che è al tempo stesso club- ristorante- bar- repubblica indipendente- ex centrale elettrica- museo

situato in un posto straaaa figooo

a Eyup

e per arrivarci anche il prezzo del taxi è fighissimo.

Un’ipoteca sulla casa a/r.

Anche i prezzi dei biglietti per i concerti sono proibitivi

ma almeno la scelta varia dai Digitalism agli MFO.

Robba Zeria®.

Ingiustamente ignorato per 5 mesi è il Pixie Underground

ottimo drum’n’bass per una capienza pari a quella del Fiorino negli anni ’80

Dj ingabbiati in una cava nel muro

arredamento che comprende oltre ai dj e la loro gabbia due sedie e un bancone dove a stento ci sta la spina

e pareti echeggianti Takashi Murakami

ingresso a pagamento 5YTL + spina di EFES

in Italia per questo prezzo ti danno un bicchiere di carta bucato con acqua di scarico.

Infine a chi piace (a me si)

il Riddim e il Ghetto

HipHop/R’n’B/Rap

il primo millanta live di artisti oltreoceano

ma il massimo che ho visto è un tale dj Ice fare le selezioni

il secondo li porta e punto.

La fauna del Riddim consiste in una schiera di ballerini/maestri di danza/galline

che si dimenano per terra e

si sforzano in movimenti da ortopedia

per pagare l’ingresso è meglio vendere un rene

e non si ha neanche il tempo di pensare che ne è valsa la pena

solo il preserata è Hh il resto è noia.

Il tempo di digerire la cena e slogarsi una caviglia.

Il Ghetto varia da settimana a settimana

e se il venerdì c’è l’orchestra da camera di Kuala Lumpur

il giorno dopo portano Xbit.

I due modi per tenersi aggiornati con le serate a Istanbul sono:

internet e che cavolo

e la Time out Istanbul

non ci credevo ma è davvero utile

è mensile è economica è in inglese (da non sottovalutare)

e ti da un’idea della marea di locali che pullulano a Istanbul.

(Prima o poi vi dovrò parlare della parte asiatica e dei pub)

Cioè in realtà ne potrei elencare almeno un’altra decina

magari vi volete fare un giro da queste parti

quindi segnate:

serate live con ingresso a pagamento:

Babylon-Peyote-Ritim

Nardis Jazz live cafè

Jazz Cafè

Kafepì

Pulp

Jolly Joker o Balans

sui siti trovate i programmi settimanali.

Da Aprile inizieranno anche i concerti all’aperto

Istanbul è la capitale della cultura 2010:

http://www.en.istanbul2010.org/index.htm

La vita diurna è decisamente più movimentata di quella notturna.

Le nottate di solito si chiudono

con un panino con cocoreç

o le cozze fritte con la crema d’aglio

accostamenti da fame chimica

ma anche con qualcuno sotto i fumi della vodka turca che decide di farsi ammazzare

da tutti i gestori di locali e bordelli, friggitori di cozze imbottitori di panini della via

a quel punto ti chiedi perchè non ci sia la polizia a mitra spianato.

Cose turche.

Meglio del Valium

In_Utilissimo:

pamuk şeker_ cotone di zucchero (zucchero filato)

paşima_ niente di troppo esotico solo le sciarpe che da noi usano gli intelletuali radical chic

EFES_ L’unica Pilsner più soporifera della Quilmes ( e io non bevo birra)

simit_ il pane più mangiato in turchia. ciambelle di pane bianco con sesamo e aromi,spezza fame del metà mattinata

taxi(sti)_ oruspu çocuklar

oruspu çocuklar_ figli di buona donna.

cocoreç_ panino ripieno di frattaglie tagliate a pezzi e speziate con peperoncino piccante cotte alla griglia

(A Sassari lo “abbiamo”

si chiama zimino

e ora si trova solo tramite amici degli amici)

DÍA 159 – i mercanti nel tempio

Sfogherò un mio lamento.

Uno piglia la metro per andare in università (male, dici, dovevi prendere la bici! è così, è colpa mia, smettete di leggere e andare a preoccuparvi del TAR del Lazio).

Eh vabbé, nella metro ci sono i cartelloni pubblicitari grossi. Pace, è “normale”, così va il mondo.

Poi uno arriva alla fermata Ciudad Universitaria della linea 6 – grigia, scende, sale le scalinate, schiva le 2-3 persone che sono a dare flyer e volantini di: ripetizioni, vacanze, feste, taglio di capelli, e chi più ne ha più ne metta (ma non sia mai che ci sia un volantino di un gruppo politico, mah…). Li schiva perché per il primo mese si faceva ancora impietosire da questi sfigati che distribuiscono pezzettini di carta per chissà quanti pochi euri all’ora, però dopo 159 giorni passati a ricevere dalle mani di questi poveri cristi la super-offerta-della-quale-non-puoi-fare-a-meno e a gettarla, senza leggere, nel cestino 5 metri più in là, ho pensato che la cosa non avesse davvero un senso e ho smesso di prenderli.

Poi oggi, grande festa: la promozione della Burn, la marca delle bevande energetiche (tipo la Red Bull) della Coca Cola (tipo quella che ammazza i sindacalisti in Colombia). Uno sciame di giovani bellocci con felpina bianca di ordinanza (marchiata Burn), capello corto, che girano in bici (marchiate Burn) con carrellini annessi (marchiati Burn) pieni di lattine (di Burn) da offrire ai poveri studenti che come potranno mai laurearsi senza la taurina, con annesso pickup (marchiato Burn) con rimorchio (marchiato Burn) e perfino un’intero camion (marchiato Burn) con una scritta (Burn) così grande che lo potevi vedere dal fondo dell’Avenida Universitaria.

Non so a voi, ma l’unica associazione mentale che mi viene tra Coca-Cola e Burn è questa

Burn Coca-Cola Burn!

Inizi a passeggiare (di fretta perché sei quasi in ritardo) verso il tuo dipartimento e vedi fermate degli autobus e pannelli per gli annunci ricolmi, stracolmi, strabordanti, vomitanti annunci pubblicitari, fai le tue vacanze lì, dos copas para 5 €, prendi lezioni di francese a poco prezzo, impara l’informatica con le sonde anali.

Arrivi in facoltà, e sai già che di solito dentro i muri sono più o meno nella stessa situazione (volete andare in marocco per 350€?). Invece FNROD oggi non contenti, davanti alla mensa, DENTRO la facoltà, nell’atrio con le sedioline c’è un bel banchetto della Apple, un banchetto con un bel telone dietro di taglia 2 metri per 3 metri, nero e col logo della Apple, e puoi provare un Mac Book Pro Apple e un Mac Book Apple e puoi partecipare ad un concorso Apple e vincere uno sconto Apple per un acquisto Apple di un prodotto Apple. Non sto a fare le ™ che non ho voglia e mi viene male al mignolo a furia di AltGr+Shift+8.

A fianco del banchino che regala il Pais (dev’essere perché è finita la carta igienica in bagno).

Esci dalla facoltà, ti domandi se davvero vale la pena l’offerta 8×7 del mojito, ritorni alla fermata della metro, dove alla BURNBURNBURN si sono aggiunti i banchetti abusivi di un venditore di caramelle e dei freakkettoni che vengono paccottiglia, ed entri in un buco per terra dove c’è uno strato uniforme di flyer per terra, incollati da liquido BURN probabilmente per l’eternità, con bottigliette di alluminio più o meno vuote in ogni angolo e su ogni superficie orizzontale presente nel raggio di 3km. Bottigliette Burn, ovviamente.

Io vi odio, e anche Gesù.

DÍA 156 – orari sbagliati

Madrid non dorme mai.
(Frasi fatte)

Madrid è diventata noiosa come Oslo.
(Almodovar in tempi recenti)

La musica verrà spenta tassativamente alle 23:30.
Il CSOA dovrà essere totalmente vuoto per le 24:00.
Grazie per la collaborazione.
(Cartello in un centro sociale occupato autogestito a Madrid)

Madrid, movida, notti lunghe, infinite, musica, birra, divertimento. Un cazzo.

O vabbé. Se vi va bene rinchiudervi in una discoteca, che sia alternativa o meno, che metta musica post-punk o pre-rock o semplicemente pop, che sia gay-friendly o grrlz-only, con o senza drag queen o drag king, allora potete ballare fino alle 6 del mattino (o finché vi reggono le gambe).

Se invece avete fame, c’è un posto relativamente famoso e relativamente poco economico (ma non così caro da renderlo improponibile) che serve churros e cioccolata a qualunque ora del giorno e della notte, 24/7, 365 giorni l’anno, festività comandate e non.

Se invece volete stare tranquilli ad un tavolino seduti a chiacchierare, cercando di superare il livello di voce dei vicini e quello della musica senza tornare a casa e non riuscire più ad emettere suoni, c’è pieno di barini barettini posticini carini carini piccini picciò con quattro cinque tavolini in legno-ferro battuto-quel che sia dove potersi svaccare e prendere qualcosa da bere in un orario che va dalle 6 di pomeriggio alle 2-3-4 del mattino, dipende dai casi, dai giorni, dall’allineamento lunare, dal segno zodiacale della cognata del fratello del barista.

Ci sono perfino dei meravigliosi bar “illegali” che operano senza licenza e per entrarci bisogna sapere dove sono, andare alla porticina, suonare il campanello e farsi aprire, come in america negli anni ’20.

Però: i centri sociali, quando fanno le feste ed i concerti, chiudono a mezzanotte. Mezzanotte e mezzo, se siete fortunati. Alle 11, se siete sfigati, spengono la musica. Noi di solito siamo sfigati, e da bravi italiani ci presentiamo ai concerti attorno all’ultima canzone. Giusto in tempo per sgomberare il campo.

Io capisco i vicini, il problema del rumore, la polizia, le multe, la gente che piscia per strada, la reputazione, lo sporco, il fatto che la gente lavora, produce e crepa, i giornali, la stampa ed i media, che ci sono problemi più grandi, e che bisogna adattarsi. Pure a me sta sul cazzo la gente che si lamenta per l’orario di chiusura delle serate, quelli che siccome hanno pagato 3 euri di obolo pensano di stare in un locale e quindi pretendono che la loro opinione valga qualcosa in proposito.

Però.

Detto con amore e amicizia da uno che ha passato più e più notti dietro un bancone costruito con tubi innocenti a servire piscio-birra e a scacciare via gli ultimi riottosi festaioli del sabato sera, a pulire per quanto possibile capannoni ad orari improbabili e a tornare a casa giusto in tempo per una sfornata di cornetti caldi della pasticceria sotto casa: ma alle undici di sera? ma davvero? qua la gente CENA a quell’ora! è come se in italia i concerti fossero dalle 7 alle 9 di sera, e poi per le dieci cercassimo di buttare fuori tutti e chiudere.

La gente neanche ci viene ad un concerto prima delle 11-11:30 a pisa. (Forse ha ragione Filippeschi, riguardo ai ggiovani che fanno troppo casino e dovrebbero andare a letto prima).

Comunque lo so che non è colpa vostra. È la repressione. Brutta storia.

(L’unico posto a Madrid dove le feste durano fino alle 3 è El Dragon. Ve ne avevo già parlato. Dev’essere perché, avendo occupato un cimitero, i vicini sono morti da almeno un paio di secoli. Non che sia diverso da certi palazzi di vecchiardi, però almeno nelle tombe non hanno il telefono per chiamare la polizia.)
(Al massimo, si vendicheranno tirandovi le coperte di notte.)

DÍA 129 – ogni sgombero

mentre io ero a vagare per le terre palestinesi, il 5 gennaio 2010, sgomberarono il Patio Maravillas.

In quanto lettori del mio blog, vi reputo persone sensibili ed attente, quindi vi ricordate cos’è.

Il giorno stesso, circa dodici ore dopo lo sgombero, fu rioccupato un altro palazzo, in Calle del Pez 21, poco distante.

Il vecchio Patio è rimasto dietro casa mia, abbandonato.

Degli operai hanno murato le finestre. Il posto è stato sigillato e riportato sotto la sana gestione della speculazione edilizia.

A circa un mese di distanza, il caso ha voluto regalarmi quanto segue. In ricordo di un amico che non c’è più.

EXTRA_ Blog utilissimo!

Sono conscia che scrivo una marea di cazzate.

Per questo vi segnalo un VERO Blog per seguire cosa succede in Turchia.

Se vi importa.Ovviamente!

Ma se volete un consiglio, dateci uno sguardo ogni tanto:

http://coseturche.blogosfere.it/

Vi anticipo che il ministro del lavoro turco ha formulato una proposta di legge

per evitare che le donne lavorino durante il “loro periodo”/lune rosse/le cugine/le baronesse/ le signorine..

Si dice mestruazioni!

E lo so che quel ‘stru’ in mezzo suona male,

ma è il loro nome.

E comunque al peggio non c’è mai fine

e i Ministri del Lavoro

italo/turchi

hanno la stessa mamma.