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Capítulo 6_ Il gioco dell´oca

Richiedere la proroga per il visto turistico in Brasile

é come giocare al Gioco dell´Oca.

Solo che i soldi in gioco sono veri e non quelli del Monopoli di tua sorella piú grande.

Facciamo che il tabellone é l´immensa São Paulo.

Casella Uno> decifrare nel sito della polizia federale i link  utili per scaricare i moduli da compilare (in stampatello miraccomando).

Tirare i dadi.

Avanzare.

Casella Stampa i documenti> questa é una delle molte caselle che rallentano il gioco, specie se il computer dell´internet point sotto casa legge i documenti solo se scritti in aramaico antico.

Si potrebbe rimanere fermi almeno un turno.

A meno che! il tuo compagno non capiti nella stessa casella a quel punto si tira il dado per : 10 minuti di internet.

Fatto! dopo due settimane di studio si arriva al link per scaricare i documenti in un colpo solo.

Tirare i dadi.

Avanzare.

Casella Paga la tassa di 67 reais alla Loterica: fermi per un turno. il Pos non legge le VISA ma neanche le MASTERCARD bisogna prelevare.

Fare il giro dell´isolato e rifarlo un´altra volta, bendati possibilmente.

Passato il turno del pagamento si riprende con il tirare i dadi.

Fortuna!

casella con le oche o con il ponte o solo un ônibus verde con il piso baixo central

L´autobus diretto per la Polizia Federale non tarda ad arrivare.

Anzi diciamo che passa talmente veloce che devi correre come le oche con il caffé in una mano lo zucchero dall´altra e

la tua portamine nello zaino che decide di bucare la stoffa  e tatuarti la sua marca sul fianco sinistro.

Si avanza veloci di 18 caselle.Tante sono le fermate da Praça Julio Mesquita -Centro Republica- fino al dipartimento della Polizia Federale a Barra Funda o giú di li.

Autobus 8400-10 direzione terminal piricatuba (credo si trovi fuori dal tabellone di gioco)

Casella 42 “il labirinto” o Distretto della Polizia Federale:

praticamente un girone di uffici, tornelli, disperati e poliziotti alti due metri piú o meno incazzati perlopiú con il progettista dell´edificio.

Gli ascensori funzionano a piani alterni e anche le scale, quindi potrebbe passare del tempo prima che troviate la via d´uscita.

A meno che non siate aiutati da un´inserviente-oca.

Tocca tirare i dadi.

Sei li con il passaporto in mano, i documenti ben compilati, una tua foto di quando avevi 5 anni per convincere tutti che eri un bravo bambino

tiri i dadi, potrebbe essere l´ultima volta.

Casella Lo scheletro: é l´ultima volta.

Si torna al punto di partenza o si cambia stato, ma ambedue le cose non ti daranno 30 giorni in piú in Brasile.

“Il visto turistico di 30 gg non verrá rinnovato ai cittadini italiani e ai cittadini francesi, causa la recessione economica”

A questo punto ti aspetti che due dei giganti che hai visto all´ingresso arrivino richiamati da una sirena e dai lampeggianti

attivati dal funzionario.

Sei pronto a urlare che sei un rifugiato politico e che una volta alle medie hai fatto occupazione.

E che comunque il tuo visto vale ben 9 giorni. nei quali potresti comprare un´intera piantagione di caffé.

Lascia stare.

“Noi il visto non lo proroghiamo, ma se proprio avete il biglietto di ritorno tra un mese,potete rimanere in Brasile e pagare 8,25 Reais al giorno come tassa extra”

Come dire: noi non vi vogliamo, ma i vostri soldi sono ben accetti.

La morale di Mamma Oca é:

se volete visitare il Brasile non fidatevi della Farnesina fate un biglietto non superiore ai 3 mesi;

nel caso vogliate studiare in Brasile ricordatevi di fare il visto in Italia. Il visto non puó essere fatto nel paese dove si richiede la residenza provvisoria, ma nel caso degli italiani

neanche in consolato in Argentina.

Per il resto se proprio vi volete trattenere, pagate la tassa e lasciate perdere droga armi e qualsiasi tipo di problema.

Gli 8,25 reais non vi rendono legali, diciamo che aiutano solo a tollerarvi fin quando non andate via.

(Io alla fine i 67 reais pagati per la tassa per prorogare il visto li ho recuperati,

ho fatto un picchetto pacifista davanti alla sede della Loterica dove poche ore prima avevo versato i soldi.

Ancora per nove giorni me lo posso permettere.)

Oca di Oscar Niemayer

Cose Utili & Bifolche

OCA :con il termine Oca si indica la struttura delle tende indiane. A São Paulo con il nome di Oca é conosciuto il padiglione costruito nel 1951 per il IV centenario della cittá da Oscar Niemayer, il quale si ispiró alla struttura della casa indigena.

LOTERICA : le loterica sono come per noi le lottomatica, terminali per pagare le bollette, ricaricare il cellulare, comprare gratta e vinci.

ÔNIBUS : é il comune autobus, se di recente fattura ha il piano centrale ribassato per l´accesso agevolato. Di solito il biglietto si compra direttamente sull´autobus

dall´addetto che sblocca il tornello.Chi paga si ritrova dall´altra parte e chi non paga viene rincorso se tenta di scappare.

Uno dei misteri brasiliani é perché ci sia un tornello al centro di un autobus se tanto é comunque possibile farla franca e i piú formosi o i portatori di handicap non riescono a passare.

Distretto della polizia federale o DPFhttp://www.dpf.gov.br/ nella sezione Estrangeiros trovate quasi tutto quello che vi serve.

Capìtulo 5_ Carioca vs Paulisti

Citando Nelson Rodrigues (1912-1980):

“A pior forma de solidão é a companhia de um paulista”.

Forse.

Ecco cosa succede se si visita Rio durante un “ondata anomala di freddo”.

L’attenzione cade tutta sugli abitanti della città. con qualche eccezione per i luoghi di singolare bellezza che hanno costruito

il mito di Rio de Janeiro.

Principali differenze tra carioca e paulisti:

I) I carioca adorano chiaccherare. conversazioni dal principio piacevoli si trasformano in monologhi senza fine.

(i temi sono principalmente il calcio, il campionato, pelè, il calcio, il campionato, neymar e qualche sentenza di politica estera)

II) I paulisti parlano se interpellati. Le conversazioni con i paulisti si basano sul palleggio di domanda/risposta.

(Le risposte non devono mai essere più articolate del SI/NO/FORSE, per non distrarre il paulista dal discorso principale.

I temi di base sono economia interna, lavoro, metro, stanchezza, lavoro, economia interna, quello stronzo del capo)

III) I feriados carioca vanno dai due ai quattro (4) cinque (5) giorni.

IV) i feriados paulisti: mezza giornata, quando va bene una intera.

V) a Rio è impossibile perdersi, per strada ci sono sempre 5 (cinque) o sei (6) carioca disposti ad accompagnarti, o ad indicarti la strada anche se non richiesta.

VI) a Sao Paulo è più probabile che finiate nelle mani di qualche taxista mercenario che vi farà fare il giro della città prima di arrivare a destinazione. o molto più probabile ottenere informazioni sbagliate e prendere l’autobus in direzione opposta a quella desiderata.

VII) a Rio le informazioni si ottengono chiedendo ai passanti.

VIII) a Sao Paulo è sempre meglio chiedere nei negozi perchè, affermano i paulisti, il passante potrebbe seguirti fino a casa e derubarti.

IX) Gli ostelli a Rio costano come una camera in Hotel 4 stelle solo che la colazione è fatta di pane raffermo e una fetta di formaggio, il personale è scorbutico e probabilmente in camera vi capiterà una settantenne dell’Ohio che si lamenta del vostro stomaco che brontola, oppure dei ratti.ma loro non si lamentano come la signora dell’Ohio.

X) Circolano voci che negli ostelli a Sao Paulo ci si trova bene. la sottoscritta non può confermare.

Cose che vale la pena fare a Rio (nonostante la pioggia)

1) andare a Niteroi in batello. Niteroi ospita la fondazione Niemayer e il museo MAC. Vi sentirete in 2001 odissea nello spazio.

Solo più infreddoliti.

2) Il bar Boa Onda Antartica (si, quelli della birra con i pinguini). Finalmente le donne pagano meno degli uomini all’igresso.

3) bere una qualsiasi cosa alcolica venduta di contrabbando per strada e tirata fuori da una cassa di legno (sempre di contrabbando)

5) affittare una bici senza freni e con le ruote sgonfie per strada e trattare sul prezzo per mezz’ora.

6) contrattare il prezzo delle birre anche dentro ai bar,dando i soldi sottobanco al cameriere.

7) salire al corcovado.ma solo per vedere le ville coloniali abbandonate nel mezzo della foresta

8) mangiare in un buffet 100 gr circondati da vecchi chiaccheroni

9) Andare in giro senza ombrello.tanto vi bagnerete lo stesso

10) sedersi a Ipanema a osservare as garotas che passano per la spiaggia.

feriados : giorni non lavorativi

Capìtulo 4_ di (naturale) violenza

Scoppia un temporale, normale.

Sono le quattro (4) del pomeriggio e la pioggia arriva con una puntualità inusuale per i brasiliani.

La pioggia è violenta. Ti fa male, rinunci anche a ripararti, l’ombrello è un accessorio inutile e fuori moda.

Meglio portare le hawaianas. E’ solo l’inizio dell’autunno e la mattina picchiano ancora i 30 gradi.

La pioggia non lava la città,la sporca.Ed ecco le formiche.

Laboriose. Formiche che raccolgono gli ultimi sorsi di cachaça da 2 (due) reais, la coperta lisa e sporca,

il cartone, quello che un tempo era un materasso, la vita.

o quello che ne rimane.

E cominciano a camminare, veloci, non a correre a camminare.

Non si lotta contro la pioggia.

In un attimo spariscono,gli abitanti della strada.

Tutto il giorno, tutti i giorni si gioca a evitarli.

e poi arriva la pioggia che sporca la città

che tira via la spazzatura che fa esplodere le fogne che fa esondare i fiumi.

Vanno via, sfrattati da un’inquilina più chiassosa e più forte di loro.

E per un paio di ore la violenza quotidiana di Sao Paulo si ferma.

La violenza che non picchia e non lascia lividi, somministra ogni giorno la dose quotidiana di orrore

e in poco tempo ti ritrovi a navigare nell’insensibilità.

A Sao Paulo di giorno si cammina veloci per sorpassare il resto del mondo.Nella paura del ritardo.

Nell’angoscia di essere sconfitti dalla metro troppo piena o dal treno che passa troppo veloce.

A Sao Paulo di notte si cammina veloci per paura del buio, della strada di perdere la propria identità.

Sequestrata con il cellulare e qualche centinaio di reais.

A Sao Paulo quando piove si cammina lenti. Inutile correre ci si bagna solo di più.

Ci si può riparare sotto la tettoia di un portone e aspettare che passi. Osservare un bambino giocare

come se ci fosse il sole.

Guardarlo intensamente mentre riproduce la sua quotidiana violenza nei giochi con gli amici.

E’ la pioggia. Che ti costringe a fermarti e a osservare. Più violenta dell’uomo ti fa assistere allo spettacolo della povertà umana.

E se ti sei allenato per un mese a non vedere se non oltre la strada che ti porta a lavoro,

per mezz’ora raccogli i tuoi pensieri, le tue miserie e il tuo egoismo, li riordini e li riponi nel cassetto della tua esperienza.

Aspettando un’altra mezz’ora che forse, puntuale come la pioggia, arriverà.

 

EXTRA_ Prado: riduzione fai-da-tea.

Museo del Prado informa:

Orario

Aperto

Da martedì a domenica: dalle 9.00 alle 20.00 (festivi compresi).

Chiuso

Tutti i lunedì dell’anno (festivi compresi) e i giorni: 1 gennaio, Venerdì Santo, 1 maggio e 25 dicembre.

 

Tariffe

Collezione del Museo Nacional del Prado

Biglietterie

Il pagamento può essere effettuato con carta di credito o in contanti.

Ingresso intero: 8 €

Ridotto: 4 €

(Presso la biglietteria, sarà richiesta l’esibizione del documento ufficiale corrispondente, valido e non scaduto)

Avranno diritto ad uno sconto del 50% sul prezzo d’entrata:

  • Cittadini UE membri di famiglie numeroses
  • Studenti di paesi non appartenenti all’Unione Europea sotto i 25 anni di età
  • Titolari della Carta Giovani

 

Lonely planet for Dummies informa:

Se avete più di 25 anni l’animo di un ottantenne e le caviglie rotte, n0n avrete nessuno sconto al museo del Prado.

Non bastano le due ore gratis per visitare le sale del rinascimento spagnolo, il rinascimento fiammingo, il rinascimento spagnolo influenzato dal rinascimento fiammingo, il rinascimento fiammingo influenzato dal rinascimento spagnolo,

e qualche altra opera a caso tipo un certo trittico delle delizie di uno che si fa chiamare Bosco in Spagna ma nel suo paese il panettiere lo conosce come Bosch (avrà avuto problemi di immigrazione pre EU?), l’autoctono Goya, i tricolori Raffaello, Tiziano, Fra Angelico, conto salato dallo psicanalista per svariate sindromi di Stendhal.

Nonostante mi sia mossa con l’animo del turista, l’anno da studente squattrinata in una grande città pronta a vendere cipolle per strada pur di avere qualche spicciolo in più mi è rimasto dentro.

L’ingresso per i vecchi oltre i 25 (anche solo di qualche mese) al museo del Prado è di 8 euros, più un euro virtuale per l’armadietto porta oggetti.

Virtuale?

Virtuale, si!

Mi suggeriscono di scrivere virtuoso, l’euro virtuoso.

Bene il miglior modo per otterene una riduzione del biglietto al Prado è ispezionare gli armadietti in cerca delle monetine perdute.

( precisazione: gli armadietti porta oggetti del Prado funzionano come  i carrelli dei supermercati. Inserisci un euro e scatta la chiusura/apertura della serratura)

Orde di nipponici frettolosi che non ritirano il loro euro alla chiusura dell’armadietto.

Tutta una casualità data dalla svista di un turista e dalla vista troppo acuta di due italiani.

Eureka!

In fondo pizza pasta e mandolino non sono le nostre uniche qualità, italiani brava gente.

 

Prezzo totale biglietto 5 euro.

più di una riduzione.

contando che abbiamo diviso per due.

biglietto + copa de cerveza= prezzo intero per il biglietto del museo del Prado.

 

 

MUSEUM LIBERATION FRONT.

Via i ticket dai musei!

 

 

DÍA 147 – me llaman calle

pubblicare video di tutubi è molto meno faticoso che scrivere de verdad.

Questo è Manu Chao, il bar è il Palentino , dove sono stato a “mangiare” l’altra sera. Fanno dei panini con formaggio decisamente buoni, per essere panini col formaggio. Tra l’altro, uno dei portoni davanti al quale si vedono le donnine sedute in terra, è Calle del Pez 21, attuale sede del Patio Maravillas.

Pensa te. (Malasaña non smette mai di stupirti).

DÍA 129 – ogni sgombero

mentre io ero a vagare per le terre palestinesi, il 5 gennaio 2010, sgomberarono il Patio Maravillas.

In quanto lettori del mio blog, vi reputo persone sensibili ed attente, quindi vi ricordate cos’è.

Il giorno stesso, circa dodici ore dopo lo sgombero, fu rioccupato un altro palazzo, in Calle del Pez 21, poco distante.

Il vecchio Patio è rimasto dietro casa mia, abbandonato.

Degli operai hanno murato le finestre. Il posto è stato sigillato e riportato sotto la sana gestione della speculazione edilizia.

A circa un mese di distanza, il caso ha voluto regalarmi quanto segue. In ricordo di un amico che non c’è più.

DÍA 126 – die Wände sprechen

Qualcosa che mi ripromettevo da tempo.

Un favore ad un amico acrilico.

Non sono la fotografa ufficiale del blog.

Non ho una macchina fotografica professionale.

Non ho neanche una macchina fotografica, me l’ero fatta prestare.

C’era nuvoloso.

Avevo sonno.

Godetevele. (Se volete l’alta definizione, chiedete pure.)

Era così bella che ho dovuto fare una panoramica (grazie Gimp)