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SON BÖLUMDE_ o quasi!

Ci siamo.

Ultimo capitolo dalla Turchia.

Una settimana per rivivere İstanbul, non vi spaventate se qualche i perdera’ il puntino durante la narrazione. E’ la tastiera turca.

Per agevolarvi ve la presento subito, lei e’ la ı. E si trova esattamente al posto della nostra i.

Ho fatto molto poco turismo, mi sono spaventata al prımo ri-approccio

con l’umanita/societa’.

Non so cosa mi abbia spinto a compiere una pazzia, ma ın un’ afosa gıornata dı settembre con ıl termometro sopra ı 30 gradı ( ebbene si, a İstanbul e’ ancora estate) ho decıso dı ıntraprendere un lungo vıaggıo da beşiktaş, quartiere assai carino con vista sul bosforo ampia zona pedonale, mercato del pesce incluso, verso sultanhamet area della citta’ rınomata per essere da decenni sotto ıl controllo delle popolazionı barbare note con ıl nome dı Turıstı.

I turisti che assediano la penısola storıca dı Costantinopoli ın questo periodo sono perlopıu’ spagnoli e giapponesi. Pensateci orde di Giappognoli pronti a farsi fregare al Grand Bazar anche dal piu’ stupido deı gatti. Incredibile.

Si, incredibile come in due mesi ci si possa dımenticare quanto si e’ odiato quel pezzo dı storia della citta’.

E’ come essere Dante che si innoltra nell’inferno ma senza Virgilio.

Di Beatrice non ne parliamo.

Quindi, costretta sopra al tram nel tratto di linea Karaköy-Kabataş, ho iniziato a pensare a quante cose davo per scontato fıno a qualche mese fa e che questa settimana ho trovato curiose, irritanti o nuove.

Per esempio tra le cose nuove:

ın Turchia la RU486 la si acquista senza ricetta medica

(cioe’ nel caso vi serva una scorta,chennesso);

Nel referendum del 12 settembre ha vinto il partito del Si ‘Evet’;

http://www.unita.it/news/103455/turchia_in_vantaggio_i_s_al_referendum_costituzionale

Sono iniziati i lavori che tutti attendevano, tutti quelli che abitano a beşiktaş, lınea metropolitana beşiktaş – taksim. Addio pace dei sensi.

Tra le cose curiose e conosciute:

in Turchia e in generale a İstanbul non si puo’ bere birra in tutti i ristoranti, non ho mai capito come funzionı la licenza di vendita alcolici,

ma sospetto si tratti a discrezione della fede religiosa del gestore o se il locale ın questione sıa lontano 4 campi da pallacorda dalla piu’ vicina moschea.

İl metrobus e’ ıl mezzo piu’ veloce per muoversı a Istanbul nonostante sia su gomma. Rimbalza.

Tutti pagano sull’autobus.

L’acqua si ordina ın damigiane da 19 litri direttamente da casa e li viene recapıtata al costo dı due euro e cıanquanta.

C’e’ sempre un uomo sulla cınquantina in tutti ı quartieri che fa panini con le köfte (polpette). Praticamente dopo uno di questi panini stai male due giornı e allontani ı vampiri.

I signori che pescano sul ponte dı Galata non sono cartonati, sono veri anche quando si passa a mezzogiorno e  ci sono 32 gradi.

La birra nei pub e’ sempre e solo la EFES. Non si ha scelta.

Se prendı rakı e patatine fritte tutti rıderanno di te. Sappilo.

Tra le avventure irritanti come non ricordare:

il tram/autobus/metrobus strapieno e puzzolente dalle 8 alle 12 e dalle 12 alle 20.  24/7. Sempre.

I mercenari del Grand Bazar.

Comprare ı gettonı per i mezzi pubblici sapendo che a casa sı ha un akbill con sconto studente che ti aspetta.

la sovratassa applicata dall’autista del pullman al normale prezzo del bıglietto, totalmente a sua discrezione.

İl venditore ambulante dı pane che urla nel cuore della notte.

Ma chi compra le pagnotte rafferme alle tre dı notte?

Istanbul mi manchera’.

Gli autobus turchi: NO.

BÖLUM 27_ Cipollotti

Riassunto:

sono rientrata a casa sana e salva da ben 8 giorni,

giorno più giorno meno

anche Maszimo noto Massimo è rientrato,

è stato avvistato intento a parlare ungrico con il porta ombrellone.

Dato che il parco foto e l’enciclopedia di cazzate© di cui dispongo

bramano gloria e fama

oggi vi propongo una delle sane abitudini alimentari turche:

ta-da!

Il cipollotto.

Si noti come il pane le verdure e le uova siano solo di contorno alla liliacea

dal delicato profumo.

Esistono varianti della ricetta:

con formaggio fresco

simit (ideale per la colazione)

burro

carne

il tutto per esaltare

l’aroma dell’ Alium Cepa.

Afiyet olsun!


EXTRA_ Uscite di sicurezza.T

Ebbene si, sono in Italia.

Com’è stato il rientro? Traumatico.

–  °C sull’aereo Blu-Express? 12 °C.

– Italiani in sala d’aspetto che parlano in dolby sorround con il loro Black Berry? Troppi.

“ma come non ti ricordi il bruuuuuuuunch con l’Ing.Meneguzzi”

“Certo Dottore organizzo io il brain storming..”

“No ma cara sono impegnata, dopo il massaggio thailandese e i fanghi del Gange devo tritare manioca per la mia cena vegan-brasiliana”

(Aaaaaaaaaaaaaaaaaaah, e io che litigavo con il SUDOKU per un attimo ho pensato di traffigermi la giugulare con il rapidografo punta 0,3)

– Troppe erre ammosciate, io che ne uso almeno 3 alla volta per stare sicura.

Prima tappa. Milano.

Decompressione,

un atterraggio direttamente nel giardino di casa sull’isola

avrebbe potuto provocare seri problemi al sistema nervoso.

A Istanbul ho lasciato:

– 12 kg di vestiti/ 9 kg di scarpe (fossi stata XX non sarebbe successo)

– il Borek della domenica mattina

– il sapore inconfondile della vodka turca. Formalina è bello!

– non capire le pubblicità

– non capire i negozianti

– non capire gli amici indigeni

– non capire un tubo.

– lo smog di Mecidiyekoy

– il traffico di Mecidiyekoy

– il venditore di tavuk doner ustu pilav

– il ristorante IMRE. Grande amico degli studenti senza soldi.

– Il Gattaro

– la Gattara

– il Muezzin stonato di Mecidiyekoy.

– le sorprese del destino dell’ultimo minuto.  Con colonna sonora reggae.

Torno in Turchia:

– a settembre

– per le sorprese del destino dell’ultimo minuto. Con colonna sonora reggae

– per i 12kg di vestiti/9 kg di scarpe

-per stare a Besiktas

– per visitare San Salvatore in Chora dentro.

– per visitare Gaziantep e mangiare solo baklavà per una settimana.

– perchè mi mancheranno i metal detector all’ingresso del supermercato.

Penso che mi mancherà svegliarmi la mattina con l’umore nero e dover salutare 13 persone, a volte di più in almeno 4 diversi idiomi.

Vi starete chiedendo come mai l’articolo appaia nella sezione EXTRA della Lonely Planet for Dummies.

Ebbene, nonostante sia in suolo italico da 24 ore i miei racconti sulla Turchia non sono finiti.

Ancora non vi ho svelato tutto e proprio tutto sulla cultura dei nipoti degli Ottomani.

Spero ti tornare presto (circa ottobre 2010)

con i racconti dal Regno delle Moules Frites.

Barbara “Babel”

DÍA 248 – visioni digitali

l’altra sera abbiamo trovato in TV su Popular Maria Vision un film di Sherlock Holmes, per cui ci siam beccati una versione ridotta di questo spot. Lo condivido con voi perché è una esperienza mistica:

EXTRA_ Volti scuri.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/05/31/visualizza_new.html_1817836582.html

Oggi è il primo giorno degli esami finali. Oggi dopo aver dormito neanche due ore mi sono alzata per andare all’ università.

Con il solito perenne ritardo non controllo quotidiani, mail e s.n. Se non fossi stata in ritardo di circa mezz’ora sull’inizio dell’esame e fossi stata informata forse tutto questo non mi sarebbe apparso così strano. O forse si.

Arrivata al dipartimento di architettura per la troppa fretta non noto che la bandiera rossa/mezzaluna/stella è a mezz’asta.

La notizia mi arriva mentre prendo il caffè con i miei colleghi dopo l’esame. E’ la prima cosa che dicono:

“Barbara sai stamattina sono morti 19 turchi. C’è stata una strage, gli Israeliani hanno sparato contro un ong”.

Mi sorprendo delle reazioni. Sono arrabbiati, non parlano d’altro e anche quando non traducono quello che dicono in inglese si capisce che non usano un linguaggio cordiale verso gli israeliani (ricordate la mia dimistichezza con le parolacce turche).

Ora sono rientrata a casa. Sfinita, mi aspetta un’altra lunga nottata di lavoro. Mi rilasso un po’, leggo della strage su vari quotidiani italiani e esteri. Controllo la posta e apro il mio social network preferito.

Oggi i post sono una mitragliatrice mg (scusate l’immagine ma penso sia la più calzante) continua di insulti e inveimenti contro l’esercito israeliano e talvolta l’intero popolo israeliano. Come se li ci fosse stato un bambino di sei mesi a sparare.

Qualcuno dice che ha pianto. Qualcuno è in piazza e protesta.

Io sono confusa. Non mi è mai capitato di pensarci, ma io non ho mai reagito così. Si un iniziale sconcerto ma poi si razionalizza subito: “è un rischio che si corre,che tu sia italiano, spagnolo o macedone.”

Loro piangono, sia che i morti siano militari sia che appartengano a una Ong.

Noi, se sono militari, in fondo pensiamo sempre che: “erano pagati per farlo” e mi scuso per questo pensiero con chi perdendo un militare ha perso un marito, un figlio, una persona cara.

E se volete sostituite il Noi all’ Io.

Ecco un’altra sfumatura del nazionalismo con cui fare i conti.

E se noi italiani fossimo stati come i turchi?

Se avessimo avuto un amore profondo per la nostra patria nel bene e nel male, che andasse oltre i mondiali di calcio la pizza e il mandolino, se al posto di un dittatore in pose ridicole senza potere ma con gerarchi potentissimi, avessimo avuto un padre della patria, un presidente della repubblica non a destra ne a sinistra, non a nord e non a sud, innovatore e portavoce della coesione nazionale.

Come sarebbe stata l’Italia oggi?

Avrei pianto per 19 italiani morti per una causa in cui credevano o per dei militari in missione per una causa alla quale forse non credono?

http://www.hurriyetdailynews.com/n.php?n=thousands-of-turks-protest-israel-attack-on-aid-flotilla-2010-05-31

BÖLUM 25_ In_ Utilissimo: Fidanzata o Prostituta?

Premessa (che poi non è altro che una sintesi di quello che trovate su Wikipedia)

Con l’inizio XX sec., in seguito ai cambiamenti e alle riforme del paese, Mustafa Kemal Ataturk con la sua filosofia di Occidentalizzazione del paese decise di cambiare la lingua fin’allora parlata. Adottando l’alfabeto latino  e purificando la lingua dagli idiomi e dalle parole arabe e persiane che avevano influenzato il linguaggio letterario dell’Impero Ottomano. Questa notevole trasformazione fù però di difficile attuazione nella realtà, ci sono voluti moltissimi anni prima di arrivare all’attuale lingua moderna turca in quanto in quel periodo il tasso di alfabetismo era meno del 20%. Ancor’oggi ci sono alcune difficoltà di comunicazione tra vecchia e nuova generazione.

La dialettologia è un mistero per i Turchi.

La forma colloquiale dominante è l’Istanbul Türkçesi.

Svolgimento:

da una lingua nata in una notte di tempesta

con il router non funzionante

ci si deve aspettare una serie di fraintendimenti/ errori di traduzione per mancanza di lessico/ figure di merda.

Siamo stati svezzati con l’inglese

quando per definire la sessualità di un nostro amico/a si entra in panico

“a girlfriend of mine”

e mezz’ora di spiegazione

per ovviare agli sguardi arrapati del turco che hai davanti

o torvi se si tratta di una turca.

In turco è la stessa identica cosa:

amico si traduce con arkadaş

quando si vuole definire il sesso del proprio amico:

bayan (donna) arkadaş

bay (uomo) arkadaş

(parole utilissime quando siete alla ricerca di un bagno pubblico,

una delle poche cose che in Turchia si trova in abbondanza)

Ma?

Si c’è un ma.

bayan arkadaş traduce:

– amica

– fidanzata

– prostituta

Eeeeeeeeeh?

Si, nello slang di Istanbul vi potrebbe capitare di avere problemi a parlare di un’amica definendola

bayan arkadaş

prima ragione per cui è meglio evitare di parlare turco.

Quindi è meglio che vi istruisca sull’uso proprio della parola puttana in turco:

orospu (la più utilizzata)

fahişe

kaşar (che vuol dire anche formaggio)

meter

da orospu l’espressione: orospu çocuğu

letteralmente: figlio di puttana

Anatomicamente parlando:

vagina è vagina

mentre figa (volgare) è am, amcik, kestane (castagna) e per i più esuberanti pilav (riso)

domatesi pilav (riso al pomodoro) lo lascio alla vostra fervida immaginazione;

dalla parola figa nasce l’espressione: amına  koyayım

scritto anche amına koyiiim

e nel linguaggio msn: a.q

Traduzione letterale: ti fotto la figa.

(You’re welcome!)

L’organo di riproduzione maschile: pene

volgarmente cazzo si traduce con: yafrak, sik, dalga, malafat

da sik l’espressione: siktir gıt

letteralmente una sorta di vaffanculo

e canımı sikma

letteralmente: non mi rompere il cazzo.

Non anatomicamente parlando

a meno che non siate i figli di Robocop che anzichè starnutire faceva il caffè dal naso

accendino si dice:

çakmak

chiedere da accendere e nello specifico se si ha un accendino:

çakmak var mı?


La risposta: çakmak var e vi verrà dato da accendere


Nel caso la risposta sia qualcosa di complicato del tipo: çakmak ile şaka yapmak


traduzione letterale: usare l’accendino per spaventare


o non letterale: mettere fuoco a qualcuno (in questo caso chi chiede l’accendino)

Vi stanno prendendo per il culo in turco göt


da culo l’espressione: göt lalesi


letterale culo tulipanato

questa proprio non l’ho capita.


Come d’altronde molte altre cose.

Quindi se dovete chiedere da accendere è meglio usare l’espressione:


ateş var mi?

hai del fuoco?


Nessuno proverà a bruciarvi vivi.






State (quasi) sicuri.



L'autrice di questa foto ha un cognome lungo come quello del vulcano.

Quindi se evitate di chiedere:



riso, castagne e accendino


se evitate di identificare il sesso dei vostri amici


e siete allergici ai formaggi

potete stare sicuri che troverete qualche altro modo per fare figure di merda (bok).

E cosa ancora più importante:

mettete YAAAAH alla fine di ogni parola

da veri Istan-bulliti

Siktir gityaaaaaaaaaaah!



EXTRA_ precisazioni: BÖLUM 24

(una voce calda e pacata  introduce la sintesi del capitolo precedente)

Nella puntata precedente su EMIGRATION FOR DUMMIES:

Babel decide di scrivere un nuovo articolo.

Ci pensa e ci ripensa (sottofondo White rabbit- Jefferson Airplane)

continua a pensarci, nel frattempo intraprende conversazioni dementi nella redazione virtuale di EFD.

(La musica si ferma)

Qualcosa nella testa di Babel si è messo in moto. O forse è l’intestino, va beh che importa, eppur si move!

Immagini mosse fuori fuoco sovraesposte

tette culi tette su pattini tette in bicicletta,

ah no scusate questa era la sigla di Baywatch

Alle ore 11 P.M. Ora locale turca.

riesce a dare a vita a un aborto di articolo sui cessi

(da ben distinguere dalle cozze, che non appaiono nella sigla di Baywatch)

tenta anche di dargli un tono postando video a caso

in lingue sconosciute che manco a Paperissima,

spaventando Lucha e creandogli dei traumi con il gabinetto parlante.

(IT a confronto è Candy Candy).

Babel è soddisfatta, la blogsfera ora sa che cosa è un bagno alla turca

e lo sa distinguere da un bagno turco o almeno spera.

Fine episodio.

NEL FRATTEMPO:

(Qualcosa dev’essere successo se sto qua a farneticare no?)

Ho scoperto che un quasi perfetto sconosciuto legge EFD

e ieri dopo un concerto nel quale ho dato il meglio di me,

cantando in playback

e indossando occhiali orrendi

sono stata interrogata sulla differenza tra:

un cesso VESPASIANO  e un cesso ALATURKA

Ma non vedevo l’ora!

Sto raggiungendo il traguardo di saccente in materia, il che è il sogno di una vita

assieme al diventare un’albicocca e Indiana Jones, non so bene in che ordine.

Magari apro un blog e ve ne parlo. Magari anche no.

Dicesi VESPASIANO il bagno pubblico a forma di edicola fortemente voluto

dall’imperatore Tito Flavio Vespasiano, solitamente l’orinatoio è rialzato

e ricorda il comune vaso da gabinetto.

Vedete?Lì al centro ci stava un orchestrina e i bagni erano unisex

Il bagno ALATURKA è un buco per terra. O nell’acqua.

ctrl+C ctrl+V

http://www.ehow.co.uk/how_4494183_use-turkish-toilet.html

P.s: Il bagno alla turca aiuta la defecatio.

P.p.s: nel bagno alla turca la pipì si fa in posizione acquattata.