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Capìtulo 2_ Non è un quartiere per signore.

Trovare casa al centro di Sao Paulo è difficile.

Ma si può riuscire.

Certo magari se si ha fretta di affittare non si notano alcuni dettagli.

Tipo:

– il tuo quartiere è popolato da uomini molto più alla moda e con una pedicure più curata della tua.

– nei bar sotto casa tua nessun uomo cerca di molestarti.

– nei bar sotto casa tua l’unica persona che ti parla è una drag queen.

e solo perchè ti vuole vendere il suo divudì dove insegna a pulire casa a passo di danza-queer

– non ci sono negozi di vestiti per donna.

– Nella discoteca all’angolo gli uomini entrano per 20 Real e tu per 60.

(non ti assicurano che non verrai scambiata per la cameriera del locale)

– la camionetta della polizia ha tutti i colori dell’arcobaleno.

– la notte vengono messe in scena telenovelas in presa diretta a tutto decibel proprio sotto la finestra della tua camera.

– al posto di ortofrutta e macellerie o anche supermercati ben forniti di frutta proliferano parrucchieri per signor(I)e.
centri estetici e profumerie. Sono a dieta.
Questo è il centro di Sao Paulo.BABY!
Largo Aruche dove abito è un sottomondo di Republica.
(Republica il quartiere non il lazzaretto per studenti)
Republica è conosciuta per:
– la linea rossa della metro
– la Praça Republica con annesso mercatino della domenica.
– il tempura fritto e rifritto (alla brasileira) della domenica al mercatino.
– le amache del mercatino della domenica
– uno dei posti meno consigliati per le visite notturne.
– la gente che dorme per strada.Sport Nazionale.Dopo il calcio e il churrasco della domenica.
– i poliziotti a cavallo.
– il COPAN.
-le formiche che circolano per casa nostra.come se pagassero l’affitto.
Largo Aruche e i suoi LGTB bar
ARCHI-informa.
EDIFICIO COPAN.
L’edificio Copan ad opera di Oscar Niemeyer, risale intorno agli anni ’50
e la sua costruzione fu finanziata dalla compagnia Pan-americana Hotel e Turismo.
E’ a cavallo tra l’edificio simbolo e la decadenza della città brasiliana.
Il progetto fu maneggiato talmente tante volte che venne rinnegato da Niemayer e fu concluso
solo 10 anni dopo dal primo esecutivo.
 Dato che non è raro che pezzi di calcestruzzo lascino il brise-soleil di loro spontanea volontà.
Il COPAN è alto 140 metri ha 36 piani e 1.1060 alloggi per un totale di circa 5.000 inquilini.
Il piano terra è una galleria commerciale corredata di Chiesa dei fedeli dell’Avvenire e ristorante
giappo-messicano.
Anche io mi redimerei dopo aver ingerito della sushi-fagiolata.
Il copan. l'onda di Sao Paulo.
In-Utilissimo.
PALESTRA_ Conferenza.
(quando mi hanno proposto di andare a una “Palestra” ho risposto: No,grazie non ho le scarpe da tennis)
PRESIDIO_ Galera o posto di detenzione.
(Tipo che io ho proposto un presidio sanitario sociale in una favela, come dire un carcere sociale..)

EXTRA – Dove da qui?

Ciao,
Emigration for Dummies ha chiuso il 2010 all’insegna del relax iberico: le nostre nuove collaboratrici si sono sicuramente perse tra una sangria e l’altra o non hanno più trovato i loro dati d’accesso al blog dopo una festa particolarmente ben riuscita. Beate loro :)

Il blog rientrerà a regime anche se non so dirvi precisamente quando: Babel ha una mezza idea di cambiare continente tra non molto e pure io e Frida ci leveremo dalle palle al più tardi per settembre, quindi stay tuned per un’altra badilata di post inutili. È anche previsto un restyling del sito.

Nel frattempo, se non sapete che fare, potete seguire il mio altro blog, Acido Placido dove ci sono soprattutto racconti ed altre frivolezze.

Buon anno e tante care cose.

EXTRA – A volte ritornano

Post mobile: sono all’aeroporto a ricevere il nostro inviato da Madrid di ritorno in un paese molto peggiore di quello che ha lasciato l’anno scorso. Spero che presto lui mi ricambi il favore e mi accompagni all’aeroporto in direzione civiltà :)
Nel frattempo speriamo di non morire male o sparire. Scherzo, ma non troppo.

Ne approfitto per dirvi che l’aeroporto di Firenze è opprimente e grigio, che l’aereo è in ritardo e che ho finito gli spicciolo per il parcheggio, ma che possiamo uscire tranquillamente sollevando la sbarra che è fatta di lego.

Visto che luha tarda vi anticipo anche il rientro di babel e maszimo. State comunque tranquilli perché la prossima ondata di emigrants for dummies è già pronta a partire. Tipo korkoi, o Ciro il pasticcere alla corte di re Abdul. Uno dei due esiste solo nella mia fantasia, mentre l’altro deve sbrigarsi a scrivere prima che perda la pazienza.

DÍA 206 – aldo dice 26×1

update: oggi ho visto il Comandante Diavolo. Si proprio lui. Ad una festa meravigliosa e piena di gente.

Luigi mi ha chiesto di scrivere di lui, dice dovevo fargli un intervista. Io una intervista non gliel’ho fatta, però qualcosa di molto breve da dire ce l’ho, in barba alla diversa sintesi del mio amico.

L’ho visto e m’è sembrato triste.

BÖLUM 21_ Ode al gatto

Praticamente sono dappertutto,

in ogni angolo di strada

sono nutriti

coccolati

venerati

non sono aggressivi

non sono selvatici

grazie a loro una metropoli come Istanbul

è priva di orde di roditori

porta pestilenze.

Io li adoro.

A breve passerò un’intensa giornata sul Lago del Van.

(prima di arrivare nel paese che NON nomino

perchè il mio amico Luigi ha paura)

Sapete la storia del gatto e del  mostro del Van?

Si?

Va beh qualcosa la devo scrivere quindi ve la racconto.

Il gatto della regione del Van è una razza abbastanza pregiata

con pelo bianco medio lungo e la particolarità di avere un occhio azzurro e uno giallo-dorato,

(è proprio del Van a Istanbul gli occhi li hanno dello stesso colore)

Si vocifera sia in grado di nuotare

(beato lui!)

Comunque! E’ talmente simpatico

che gli abitanti della regione del Van

gli hanno dedicato una grande statua al centro della città

(se imparo a nuotare me la fanno anche a me la statua??).

Van Gölü Canavari

è il cugino turco del mostro di Loch Ness però maschio.

Nell’immaginario collettivo ha assunto nel tempo svariate forme

lontra, serpente, drago

ma era un lariosauro!

Di cui Google© non dispone di immagini

in quanto animale molto timido.

Gli abitanti del Van

ci sono talmente affezionati che chiamano la squadra di calcio locale

Canavarilar

e hanno fondato l’associazione:

“tutela dei mostri nei laghi”

quindi niente gadget e cazzabubbole varie

turisti da lonely planet che non siete altri!

in_Utilissimo!

kedi_ gatto

Van Gölü Canavari_ mostro del lago di Van

Canavarilar_ mostri

Lonely Planet_ cazzate poco economiche

Van (region del)_ situata nella parte orientale dell’Anatolia

ad alta concentrazione curda

-praticamente una polveriera-

il bacino del Van, chiuso e salato, è situato a 1720 m di altezza s.l.m.

Il treno per Teheran (ops!)

sosta quasi 24 ore a Van prima di arrivare a Gaziantepe.


BÖLUM 20_ Yastık Savaş

Il miglior modo per dimenticare Pasqua&Pasquetta

è: Yastık Savaş!

Che cosa è?

Una manica di repressi, frustrati studenti non studenti bambini non bambini giovani non giovani

che si radunano in un posto random e se le danno di santa ragione con dei cuscini.

Le uniche regole del gioco erano:

Non indossare occhiali

io li indossavo

non usare cuscini imbottiti di piume d’oca

nel mio c’era tutta Paperopoli e qualche altro esemplare

rispettare l’organizzatore/ arbitro

domani gli porto i fiori in ospedale.

Una cosa del genere mi è capitata di vederla a Buenos Aires qualche anno fa

nel parco di Recoleta

(ah! la Paris del Sud America, nostalgia nostalgia)

ma meno violenta.

Insomma a sto giro

alcuni cuscini erano riempiti di ghiaia!

La falange più estrema erano i bambini

le loro aggressioni con cuscini di spiderman e ataturk

miravano giusto alle rotule

e una volta alla loro altezza

(con me hanno perso, sono già alla loro altezza)

tante preghiere e piume d’oca dappertutto.

E’ stata solo una battaglia,

nani malefici

la guerra sarà mia e la vincerò con fodere di Gesù e padre Amorth.

Da buoni tradizionalisti la pasqua l’abbiamo festeggiata

non tanto per la pasqua

ma per il riso e bacalao

generosamente donato da tre quarantenni che passavano di casa per caso

e ovviamente un barbeQ in grande stile da 50 invitati.

Yastık Savaş_ guerra di cuscini

Ah!

Per la sezione Anti Conformismo.

A pasquetta ho dato un esame.

DÍA 184 – Frijoles a la cubana

Oggi, la Cooperativa Artigiana Pentole e Coperchi vi propone la Ricetta della Settimana, i Frijoles a la Cubana. Ovvero, fagioli neri con riso.

Per una pura coincidenza astrale, non ci fu possibile comprare le cose che avremmo voluto comprare, in particolare buona parte delle cose che vedrete dovrebbero provenire dal Commercio Equo e Solidale e/o dall’Agricoltura Biologica, o meglio dal vostro orto o balcone di casa… chiediamo scusa ai Lettori e a Vandana Shiva per la disattenzione…

Ingredienti per 4 persone

Per il soffritto:

  • 1 peperone verde piccolo, oppure ½ peperone verde grande
  • ½ cipolla o quanta ve ne piace
  • 1/2 spicchi d’aglio (cioè uno o due, non ½)
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 cucchiaio di aceto bianco (non balsamico)
  • olio di oliva (extravergine è meglio, però mica sono vostra mamma)

Per i fagioli

  • 250 gr. di fagioli neri
  • spezie e sali minerali: sale, pepe, origano, cumino, alloro q.b. (per l’alloro 2-3 foglie è quanto basta)

Per i riso

  • 4 bicchieri (per 4 persone, quanto ne mettete di solito) di riso. Il Basmati secondo me ci sta proprio bene.

Svolgimento:

La sera prima, mettete i fagioli neri a bagno in abbondante acqua dentro una ciotolina in cucina.

La sera dopo la sera prima, o quando volete preparare questa ricetta, li scolate (gettate l’acqua dell’ammollo), li sciacquate, e li mettete a cuocere in pentola a pressione in acqua senza sale, per circa 45 minuti dopo il fischio.

Nel frattempo, potete fare una passeggiata, bervi un bicchiere di vino bianco se ne avete due, oppure tagliare e affettare nella forma che più vi piace cipolla, aglio, peperone, e farli soffriggere in una padella.

Quando sono passati i 45 minuti dal fischio di inizio, le squadre vanno negli spogliatoi per l’intervallo: voi aprite la pentola a pressione come sapete sicuramente fare (this tutorial is not for dummies!) senza farvi esplodere, e aggiungete sale, spezie e il vino bianco. Se ve ne avanza, potete berne un po’ anche voi.

Lasciate cuocere a fuoco medio, per un po’: quando è pronto il soffritto, o vi sembra il momento giusto, o vi chiamano al telefono o vi appare Gesù, versate anche il soffritto e l’aceto bianco nei fagioli, e continuate a cuocere finché non si ritirano un po’ (diciamo 15-20 minuti).

Nel frattempo fate due chiacchiere coi vostri amici, guardate le stelle nel cielo fuori, o iniziate a cuocere il riso: in un pentolino con acqua bollente, sale, un filo d’olio.

Quando tutto è pronto, mettete una mestolata di riso in un piatto, e copritela o affiancatela con una, due o 1e½ mestolata di fagioli. BUON APPETITO!

Una interessante variante alla ricetta è non far asciugare i fagioli ma usare l’acqua per cuocerci il riso (magari tirandolo nel soffritto). Insomma, largo alla fantasia.

E come bonus gradito, è tutto vegan!

p.s. se vi siete mai chiesti come faccio a tenere conto dei giorni, la risposta è

#!/usr/bin/python
from datetime import date
oct = date(2009,10,1)
print date.today() - oct