EXTRA_ Volti scuri.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/05/31/visualizza_new.html_1817836582.html

Oggi è il primo giorno degli esami finali. Oggi dopo aver dormito neanche due ore mi sono alzata per andare all’ università.

Con il solito perenne ritardo non controllo quotidiani, mail e s.n. Se non fossi stata in ritardo di circa mezz’ora sull’inizio dell’esame e fossi stata informata forse tutto questo non mi sarebbe apparso così strano. O forse si.

Arrivata al dipartimento di architettura per la troppa fretta non noto che la bandiera rossa/mezzaluna/stella è a mezz’asta.

La notizia mi arriva mentre prendo il caffè con i miei colleghi dopo l’esame. E’ la prima cosa che dicono:

“Barbara sai stamattina sono morti 19 turchi. C’è stata una strage, gli Israeliani hanno sparato contro un ong”.

Mi sorprendo delle reazioni. Sono arrabbiati, non parlano d’altro e anche quando non traducono quello che dicono in inglese si capisce che non usano un linguaggio cordiale verso gli israeliani (ricordate la mia dimistichezza con le parolacce turche).

Ora sono rientrata a casa. Sfinita, mi aspetta un’altra lunga nottata di lavoro. Mi rilasso un po’, leggo della strage su vari quotidiani italiani e esteri. Controllo la posta e apro il mio social network preferito.

Oggi i post sono una mitragliatrice mg (scusate l’immagine ma penso sia la più calzante) continua di insulti e inveimenti contro l’esercito israeliano e talvolta l’intero popolo israeliano. Come se li ci fosse stato un bambino di sei mesi a sparare.

Qualcuno dice che ha pianto. Qualcuno è in piazza e protesta.

Io sono confusa. Non mi è mai capitato di pensarci, ma io non ho mai reagito così. Si un iniziale sconcerto ma poi si razionalizza subito: “è un rischio che si corre,che tu sia italiano, spagnolo o macedone.”

Loro piangono, sia che i morti siano militari sia che appartengano a una Ong.

Noi, se sono militari, in fondo pensiamo sempre che: “erano pagati per farlo” e mi scuso per questo pensiero con chi perdendo un militare ha perso un marito, un figlio, una persona cara.

E se volete sostituite il Noi all’ Io.

Ecco un’altra sfumatura del nazionalismo con cui fare i conti.

E se noi italiani fossimo stati come i turchi?

Se avessimo avuto un amore profondo per la nostra patria nel bene e nel male, che andasse oltre i mondiali di calcio la pizza e il mandolino, se al posto di un dittatore in pose ridicole senza potere ma con gerarchi potentissimi, avessimo avuto un padre della patria, un presidente della repubblica non a destra ne a sinistra, non a nord e non a sud, innovatore e portavoce della coesione nazionale.

Come sarebbe stata l’Italia oggi?

Avrei pianto per 19 italiani morti per una causa in cui credevano o per dei militari in missione per una causa alla quale forse non credono?

http://www.hurriyetdailynews.com/n.php?n=thousands-of-turks-protest-israel-attack-on-aid-flotilla-2010-05-31

5 responses to “EXTRA_ Volti scuri.”

  1. Nevermore says :

    Al solito, i migliori pezzi su questo blog sono tuoi. Brava B. Qui la mia dolce Frida auspica che tu diventi una famosa cronista, perché il talento non ti manca e neanche la presa sullo Zeitgeist.

    • JahKimon says :

      …..e bbrava B…dovresti dormire qualche ora in più peròò!!!!

      p.s: B. viene chiamato silvio da Travaglio & Co…ottimo

  2. lucha says :

    secondo me sarebbe stata perfettamente identica a quella di oggi.

    in italia non c’è mancanza di nazionalismo. c’è un eccesso di nazionalismo.

    io ieri notte quando ho letto la notizia ho pianto, e non perché i morti fossero nati nello stesso pezzo di terra dove sono nato io, ma perché andavano a fare le stesse cose in cui credo io. perché potevo essere io. si chiama empatia.

    l’empatia non deriva da una bandiera. questo concetto in italia è così sconosciuto da sembrare assurdo. in italia ognuno ha la propria nazione, che sia tricolore, che sia bianca, che sia verde, che sia rossa. sempre nazionalismo è.

    • BabeL says :

      Noi il nazionalismo non lo conosciamo. Il nostro eccesso di nazionalismo lo sfoghiamo una volta ogni quattro anni.
      Empatia, questo concetto sconosciuto. Quando lo si conosce è bene usarlo per cause storicamente riconosciute,perchè pensare di sedersi a un angolo di strada e insegnare la propria lingua a uno straniero,oH! ma che penso, ancora più fuorviante passare la domenica pomeriggio con dei bambini che l’unica famiglia che abbiano mai vista è quella di Otto sotto un tetto.(senza 8×1000 fidati).
      Forse la maggior parte di noi incanala male tutta questa empatia.

  3. M.Arco says :

    un gran bell’articolo, davvero. i miei più sinceri complimenti.

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