SZÜLÉS 1 – Lingue straniere e funzioni cerebrali

Quando si sente parlare tutto il giorno una lingua completamente sconosciuta può capitare che si verifichi un fenomeno bizzarro. Questo fenomeno bizzarro è stato probabilmente oggetto di studio da parte degli psicologi di tutto il mondo, però adesso non ho voglia di guardare come si chiama su Wikipedia, per cui lo chiamerò “sindrome di Budapest”. Sono certo che in futuro assegnerò questo nome a diversi fenomeni bizzarri che di quando in quando contribuiranno a rendere la mia permanenza in questo luogo meno noiosa e, alle volte, anche meno piacevole.

Vi descrivo il fenomeno bizzarro. Oppure vi parlo d’altro. No dai, mi metto un po’ di impegno e vi descrivo il fenomeno bizzarro.

Preambolo: un essere umano normale usa solamente il 30% del proprio cervello. Il restante 70% è composto da acqua (altrimenti perchè non usarlo?).

Ora vogliamo focalizzare l’attenzione su quel 30% composto da cervello. Non sono un neurologo, però certi fenomeni bizzarri come la “sindrome di Budapest” non possono certo ascriversi all’acqua. Lo ammetto: sto un po’ menando il can per l’aia perchè non so proprio come descriverlo questo fenomeno. Di sicuro so che ha a che fare con la percezione uditiva. In realtà credo si tratti di una funzione introdotta nel primo service pack rilasciato da Dio quando si accorse che Adamo ed Eva, sebbene creati a sua immagine, faticavano molto a scandire tutte le parole all’interno di un discorso. Realizzò dunque una patch che rendeva l’interazione tra l’orecchio e il mondo esterno più agevole, permettendo di comprendere il senso di una frase enunciata in una lingua conosciuta anche quando non veniva scandita ogni singola parola. Tra gli aggiornamenti rilasciati da Dio, questo fu senz’altro uno dei migliori insieme a quello che permette di trattenere la pipì.

Sta di fatto che la facoltà di dare un senso ai farfugliamenti nella propria lingua ha come effetto collaterale quello di dare un senso ai farfugliamenti nelle lingue incomprensibili degli altri (ad esempio l’ungherese), mentre la facoltà di trattenere la pipì ha come effetto collaterale quello di non avere un’attrezzatura adeguata a portata di mano in caso si verifichino dei problemi. Per fortuna (per ora) sto avendo a che fare solo con gli effetti collaterali della prima, giacchè nello studio in cui presto la mia opera come tirocinante sento tutto il giorno gente che chiacchiera in ungherese, più il cigolio della mia sedia, che però è comoda. Però, mentre il cigolio risulta abbastanza fastidioso, la percezione distorta della lingua magiara (che in ungherese significa “ungherese”) è divertente, e, alla lunga potrebbe risultare educativa:

E con questo siamo arrivati alla fine. Se non ci sono domande chiudo.

Sziasztok (vuol dire ciao a tutti)

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7 responses to “SZÜLÉS 1 – Lingue straniere e funzioni cerebrali”

  1. Nevermore says :

    : D

  2. Nevermore says :

    Da bravo editor mi sono permesso di fare quella piccola correzione che non implica transazioni in denaro.

  3. Nat says :

    ci sono guerrieri a cavallo nell’ufficio in cui lavori? Szia =)

  4. Nat says :

    Anzi due O_O (come invecchia…il tempo!)

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  1. SZÜLÉS 5 – No al bavaglio!! « Emigration for Dummies - 1 luglio 2010

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