BÖLUM 22_ N.H.R

1948

Bu geç vakit
bu sonbahar gecesinde
kelimelerinle doluyum
zaman gibi,madde gibi ebedi
göz gibi çıplak
el gibi ağır
ve yıldızlar gibi pırıl pırıl
kelimeler

kelimelerin geldiler bana
yüreğinden,kafandan,etindendiler
kelimelerin getirdiler seni
onlar:ana
onlar:kadın
ve yoldaş olan…
mahzundular,acıydılar,sevinçli,umutlu,kahramandılar
kelimelerin insandılar…

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
perole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole,amore
le tue parole,amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.

Capitelo Orhan Pamuk non è niente in confronto a questo signore. Anzi a dire la verità io il signor Pamuk un po’ l’ho odiato. Un odio da lettore annoiato. Istanbul, il libro non la città, mi ha esasperata, quasi mi faceva cambiare idea sulla meta erasmus. Io e Orhan ci siamo lasciati li, ogni qual volta vedo uno dei suoi libri sulla scrivania mi si annebbia la vista. Non ci posso fare niente. Quell’uomo rende noioso il circo visto dagli occhi di un bambino.

Opinioni personali. Se voi avete apprezzato Pamuk. Siete noiosi.

Il mio primo libro di Hikmet “poesie d’amore” (ecco ora non fatevi ingannare dal titolo, è una raccolta di scritti dal carcere durante il suo esilio. Si era un esiliato, nonostante fosse stato tra i primi a schierarsi dalla parte di ATA, ma fu accusato di marxismo e visto che tanto c’era denunciò il massacro degli armeni. Anno più, anno meno) era illustrato con foto di Istanbul in bianco e nero, solo anni dopo ho scoperto l’autore delle immagini.

Un tale, Ara Güler. Per la pace dei sensi letterari le stesse immagini le ho ritrovate anche nella prima edizione di Istanbul. Amen.

Il signor Güler un po’ vecchiotto oramai, lo si può incontrare a Istanbul in un caffè letterario sulla Istiklal, proprio di fronte al liceo francese del Galatasaray, lo stesso dove ha studiato Hikmet, com’è piccolo il mondo!

Esattamente qui:

maps?hl=it&tab=wl

Non potete sbagliare, è un viottolo stretto stretto con le gigantografie delle immagini di Istanbul.

tipo queste:

1948. Non ha niente a che fare con Orwell, l’ho sentita per la prima volta guardando il film di Ferzan Ozpetek: “Le fate ignoranti” recitata da Margherita Buy. Insomma ho fatto la citazione di apertura banalissima, non è una delle poesie più belle di Hikmet, è solo una delle più conosciute.

Una palla senza fine.

Per Info e Bio lo sapete meglio di me, c’è la luminosissima Wikipedia, che tutto sa e tutto vede. L’oracolo di Delphi a confronto era un dilettante.

Per questo articolo ho già esaurito il bonus:

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Nuovi aggiornamenti: conquisto la Persia e torno.

Tanti saluti da Serse.

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One response to “BÖLUM 22_ N.H.R”

  1. BabeL says :

    Maledetto smettila di mangiarti le mie mappe!Sputa l’ara cafè subitoo!!

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