DÍA 172 – bailamos

stanotte ho fatto un sogno strano. eravamo in una fabbrica, dismessa, con tutti questi passaggi, passatoie e passaggi, livelli e sopralivelli, tetti tettoie e tette, perché la fabbrica è piena di persone, che la stanno occupando. Io sono con loro, che novità.

Fuori c’è la polizia, che è venuta a sgomberare. quindi tutti corrono di qua e di là, salgono, scendono, corrono, fermano, abbassano, alzano la testa. Turbinii, folla, caos.

Il tutto però si svolge come un musical di Broadway, senza ansia né panico, ma a ritmo di musica, e tutti questi ballerini-occupanti che saltellano sui tetti, giravoltano sui passanti, scivolano nei corridoi, si accovacciano, si slanciano.

Bello.

A Lavapies c’è questa gente che si riappropria di spazi aperti tra i palazzi (ricordi di palazzi abbattuti, piazzali, cortili, cose così) per crearvi spazi autogestiti e sociali per il quartiere. Detti spazi aperti si chiamano solar. Uno molto attivo, il Solar di C/ Olivar 48, verrà chiuso perché ci costruiranno sopra un asilo. In che è anche cosa buona. Nel detto Solar di Olivar ci hanno costruito una cupola (tecnicamente, una cupola geodetica), per fare una specie di gazebo, avere uno spazio semi-chiuso e ripararsi e riparare le cose dalle intemperie.

Dato che era un peccato lasciarlo lì, hanno deciso di trasportarlo ad un altro solar. Così, due sabati fa, un centinaio di persone, tra cui il sottoscritto, hanno inscenato questa processione surrealista, praticamente uscita da un film di Kusturiza, per traslocare la cupola.

Accompagnati dalla banda musicale di Vallecas, con un’età media di 6 anni, un furgoncino con della musica per le pause, molta energia e molta allegria, un carnevale popolare (in piena quaresima, osservano a Lavapies) ha trasportato a spalla contro ogni logica, rispetto del codice stradale, nonché un paio di leggi fisiche sulla resistenza delle strutture sottoposte a compressione la cupola per circa mezzo chilometro che separa i due solar. Non è stato facile, che c’erano alberi e pali in mezzo, macchine parcheggiate, bidoni, un sacco di ostacoli, però c’è l’abbiamo fatta. Non è stato facile, però è stato

Bello.

Quando la distanza tra i sogni e la realtà, è soltanto una cupola geodetica.

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One response to “DÍA 172 – bailamos”

  1. Nevermore says :

    ma spettacolo! : D

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