DÍA 59½/60 – malarazza

Ieri ero pesantemente offuscato da postumi e dall’energie negative collettive scatenate dalla partita Real-Barca, vedo di recuperare in corsa oggi!

Venerdì una mia amica ex-erasmus mi consigliava per email di andare a vedere il concerto de La Malarazza sabato al Patio

Non è che non mi fidi della mia amica, però avevo chiesto in casa chi erano questi Malarazza, ed ho scoperto che il trombettista in questione è il fidanzato di una delle mie coinquiline. Curioso. Abbiamo concordato che, se vi interessa, vi facciamo avere il listino prezzi. Un autografo è relativamente a buon mercato, una notte di intimità è un po’ più cara.

Il concerto era proprio buono. Fanno una specie di folk urbano, un po’ ricordano i Gatti Mezzi con queste canzoni su Latina e Lavapíes e le biciclette, poi dato che uno dei membri è italiano ci hanno infilato anche una tarantella ed -ovviamente- una Malarazza (Modugno – Paci – Consoli). All’ultima pausa un gruppo tra il pubblico, che mi sono sembrati in parte italiani, hanno intonato un bella ciao, seguti a ruota da tutto il Patio che si è messo a cantare a sguarciagola. Divertente, gli spagnoli conoscono tantissimo bella ciao, borbottano le parole più difficili che evidentemente non capiscono, e (come molta gente in italia, del resto) ignorano totalmente le ultime due strofe (quale forma di discriminazione nei confronti dei fiori).

A quel punto, il gruppo riposatesi, ha ricominciato a suonare, proprio bella ciao, dal principio. Una buona conclusione, via, gliene dò atto. Poi siamo andati a festeggiare il compleanno dell’altra coinquilina, e questo è il motivo della resaca di ieri.

Volevo rendervi un po’ partecipi della spazzatura che passa qui in televisione. Per iniziare, un programma chiamato Intereconomía che viene trasmesso sul digitale terreste (così sapete cosa vi aspetta quando introdurranno il digitale terrestre anche in Non-Sardegna)

Se non avete la voglia né lo stomaco di guardarlo tutto, ve lo sintetizzo: i negri hanno l’aids perché c’è caldo, hanno le unghie lunghe, non sanno leggere e quindi il preservativo il africa non funziona. Io avrei aggiunto che ce l’hanno più grosso, ma evidentemente il giornalista (col quale mi complimento per essere andato fino davanti ad una farmacia per sparare stronzate che poteva dire tranquillamente nel suo studio – lui si che si suda lo stipendio) deve avere delle remore di ordine civile-morale-metrico riguardo alle misurazioni.

Quasi quasi è meglio il video di Fiore che scopa con la Mussolini. (Vengono in perfetto orario, osserva qualcuno in rete che non mi ricordo..). Brrr. Quasi peggio della storia tra Fioravanti e la Mambro. Per uscire dal loop ho dovuto leggere questo, spero possa aiutarvi anche a voi.

A proposito di Evangelizzazione e divinità: oggi tornando a casa dall’università, mi hanno fermato due ragazze dall’aspetto asiatico (maledetti charlie). Mi hanno chiesto se ero Cristiano (il portiere del Livorno, suppongo), se avevo letto la Bibbia e se ero curioso di conoscere Dio. Sono quelle persone a cui ti viene da rispondere in maniera ultra-acida, però un po’ manchi del giusto tempismo, un po’ della giusta faccia tosta, un po’ è che in fondo sei una persona gentile. Però io ho letto la Bibbia, molto divertente (forse un po’ troppo sesso), non so se sono curioso di conoscere Dio ma di sicuro lui non è curioso di conoscere me dato che ha mandato voi due ad allontarmi dal pranzo per avvicinarmi a Dio. Avrei voluto anche chiederle se avevano letto il Cartan e se erano curiose di conoscere l’Analisi Complessa, ma come già detto sono una persona gentile. Ho perfino sorriso.

Tornando alla Tv. Ecco il parto di qualcuno che evidentemente ha esagerato con le droghe e gli hanno lasciato in mano la sala di montaggio.dell’agenzia pubblicitaria di Wordl of Wordcraft.

Semplicemente un brutto trip.

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One response to “DÍA 59½/60 – malarazza”

  1. lafraaa says :

    Hai dimenticato la parte finale sulla migliore soluzione proposta dalla dottrina cattolica. No alla promiscuità e sì alle relazioni dove prevale il sentimento. In fondo è scritto in qualsiasi enciclopedia medica!!! Ah già ma gli africani non sanno leggere!

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