DÍA 35 – surplus

Oggi ho messo piede per la prima volta al Corte Ingles. È la principale catena commerciale di IperCentriCommerciali in Spagna, conta di espandersi in Italia a breve, ed è un po’ il piccolo Walmart locale. Possiede praticamente intere strade, vende qualunque cosa (ha perfino una diffusa compagnia di viaggi), c’è una fermata della metro con uscita direttamente nel centro commerciale. Insomma, è uno grosso.

Non so a cosa assomigli in italia. Non i posti che frequento io, o in cui comunque sono stato. Non è la Coop, l’Upim o la Standa. Entrarci è disorientante – non è tutto lineare come da Ikea. A parte che è assolutamente anti-intuitivo, e tra scale ascensori e ascensori per il parcheggio mi ci sono perso subito. Poi ci sono cose ovunque. Ogni singolo pixel del tuo campo visivo è occupato da una qualche merce in esposizione, che siano pentole, vestiti, dolcetti o cellulari. Ci sono così tante cose che non si riesce a vedere nulla. Io mi confondo moltissimo, troppi stimoli visivi, non guardi da nessuna parte in particolare, non riesci a fissare i dettagli. Disorientante. È come girare su se stessi un centinaio di volte, con della tequila in bocca, e poi mandar giù.

Ci ho messo cinque minuti a capire a quale dei 7 piani dovevo andare, e 15 a cercare un ascensore o delle scale che mi ci portassero. Arrivato al piano, oramai assuefatto all’atmosfera densa, mi sono aggirato per un po’ vagando a caso tra le varie zone, finché mi sono apparsi le lenzuola e le federe, che era quello che dovevo comprare (non sapevo dove altro andare). Il tempo -poco- di cercare una marca economica (di solito io non sono per il cheap ma per il bio, ma non potevo pretendere tanto dal tempio del consumismo di massa), e mi è piombata addosso una commessa, che mi ha mandato in paranoia mentre mi chiedeva che cosa mi serviva. Dopo per aver discusso per un po’ e aver visto le 4-5 dimensioni diverse di lenzuona e federe, abbiamo concordato che mi lasciava un attimo in pace a scegliere con calma il colore. La mia piccola forma di ribellione.

(alla fine, ho scelto con arroganza per il nero.)

il sogno proibito di ogni blocco nero.

Questo percorso che vedete indicato è la strada che devo fare per andare dall’uscita della metro nella ciudad universiaria alla porta della facoltà di matematica (qui la gerarchia universitaria è un po’ diversa, non ci sono i due livelli facoltà-dipartimenti). Dopo numerosi esperimenti e tentativi, posso dichiarare con assoluta certezza che è più rapido farla a piedi che con un bus. Il bus fa la stessa identica strada, non ci sono problemi di sensi unici o scorciatoie: solo deve fermarsi ai semafori, alle fermate per far salire e scendere la gente. Se esco dalla metro e di fronte a me c’è un bus fermo, ho scoperto che se invece di mettermi in fila per salire mi incammino a piedi, arrivo prima del bus. Quindi ricordate: non sempre un motore a benzina è il modo migliore per spostare un certo numero di persone da un posto A ad un posto B, e a volte andare a piedi conviene! Ovviamente, il mezzo più efficiente in ogni caso è la bici, però avremmo comunque dovuto trasportarcela fino a lì, mentre i piedi ce li abbiamo gratis. Sono un dono diiddio.

A tal riguardo -di iddio- mia madre mi chiede se in Spagna si festeggia l’8 dicembre l’immacolata concezione. Eh, pensate siano tutti laici e comunisti come il Zapatero della Guzzanti. In realtà, non è proprio così. Il PP è una cosa brutta – ve lo ricordate Aznar? E anche il Zapatero di Zapatero non è così ganzo come quello della Guzzanti. Si, si festeggia l’8 dicembre, ci sono le scuole cattoliche private che ricevono finanziamenti dallo Stato e hanno qualche crocifisso nelle aule.

Io sono scrupoloso al riguardo di dio
è a nostra immagine e somiglianza
io sono scrupoloso al riguardo di dio
è a nostra immagine somiglia a noi.

(Giovanni Lindo Ferretti prima di quell’incidente con quel vaso di fiori)
(G.L.F., quello che gridava “il mondo è pieno di sessuofobi e di maschietti repressi: fottetevi!”. Ora che si fotta.)
(G.L.F., dal 2006 riconosciuto ufficialmente come la prova principale a sostegno che l’eroina fa male.)
(Lindo: falla finita. Chiedilo al Settantasette se non sai come si fa.)
(glf, ti ricordi? Erano tre parole. Produci hai prodotto. Consumato hai consumato. Fai te.)

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