DÍA 28 – massacritica – parte 2

Esta noche dormes en el coche

(un simpatico coro per tranquillizzare gli automobilisti in coda sulla lunghezza della critical mass)

Scusate la differita, ho avuto di meglio da fare che aggiornare il blog :) (ma vi voglio bene)

Io nella mia breve vita sono stato a molte critical mass, ma mai in una città grande. Ora che ci penso, penso di aver partecipato solo a Pisa e a Vicenza. Mi pare di vedere, un po’ in giro per l’italia, tutta una serie di critical mass a tema, ovvero le critical mass a favore di o contro il. A Pisa, queste sono state tra le più grandi che si siano mai fatte: la critical mass contro la 133, le critical mass in difesa di Rebeldia, le critical mass contro il pacchetto sicurezza, etc. etc. A Vicenza c’ero stato durante il campeggio No Dal Molin del 2007, ci si spostava in bici e mi hanno fatto una foto mentre facevo, assieme ad una ragazza conosciuta in corteo, uno stencil sulla base americana Ederle. La foto è finita nell’archivo de il manifesto, e da allora ogni tanto la tirano fuori (in effetti è una bella foto). Per ora sono a quota 3 più una su Carta. Gli errori di gioventù si pagano cari (e si pagano tutti).

Però le critical mass non sono un corteo in bicicletta. Questo se lo ricordano in pochi, e sono anche eventi simpatici e cordiali abbastanza da sopportare di buon grado quando le necessità urgenti abbisognano di un momento del genere, che comunque oltre ad essere divertentissimo fa un bell’effetto e tutto quanto. Però non sono una maniera di bloccare il traffico e/o la strada. Le critical mass sono coincidenze organizzate di ciclisti che decidono di andare assieme, per difendersi meglio e divertirsi di più. Le critical mass vanilla version paiono essere meno frequentate di quelle a tema (a Pisa a volte si era in 15, ed era un sacco hardcore), però non meno divertenti.

Invece, a Madrid eravamo un sacco (era il 5° anniversario della Bici Critica madileña). Secondo il popolo 2000-3000, secondo la polizia 500 (che è già un sacco), secondo Feltri 5 di cui un trans. C’erano tre piccoli sound system, due tall-bike, una marea di pattini/scateboard/mezzi non-omologati. Purtroppo non ho visto nessun tandem o pedalate multiple. C’erano quelli col caschetto, lo specchietto retrovisore, le luci ed il giubbotto catarifrangente. C’erano quelli con le bmx, la felpa col cappuccio ed una maschera da halloween sul volto. Ce n’erano un sacco vestiti eleganti, giacca cravatta, cappello a cilindro, piume e cotillons, ma era perché all’arrivo al Dragon era prevista una festa anni ’20 (si, si anni ’20).

Questa è stata la partenza. Il percorso indicato era tutto occupato da biciclette. Per Google eravamo almeno quindi lunghi almeno un kilometro. Ed erano 4 corsie.

Davvero, le stradone sono meravigliose. Questi viali multi-corsie in discesa, da farsi senza pedalare, liberi dalle auto, facendo lo slalom sulle strisce. Ah. Mio dio, quanto cazzo era bello. Un momento magico. Ricordate solo una cosa: i pedoni hanno la precedenza. Altre regole, non ce ne sono.

A Madrid già c’è un sacco di traffico di suo. Potete immaginarvi quanto delirio possono provocare 2000 persone che viaggiano in bici sulle arterie della capitale. Essere in coda, aspettare una discesa, e risalire la massa in velocità, vedendo ad ogni incrocio gente che discute con tassisti arrabbiati. La fraterna autorganizzazione del fermarsi con la bici per bloccare le vie parallele. Le discussioni coi motociclisti che pensano di essere i più furbi. Gli applausi a chi spegne il motore, i fischi, i clacson, i cori. I campanelli. Il fatto che nessuno cade mai, nessuno si inciocca dentro la bici, nessuno che si arrabbia, nessuno che si stressa. La gentilezza e la dolcezza che si riserva ai chi pedala al tuo fianco. Che siano 14 o 1999.

(circa un millesimo della Bici Critica di ieri)

Una nota, se la merita, el E.S.O.A. el Dragon (E. sta per espacio). Vicino alla metro La Elipa, c’è questo grosso cimitero monumentale. (Si vede qualcosina da Street View). Ha un ingresso con un porticato in stile post/neo-gotico (credo), con ai lati due “casettine” a tre piani, soffitti alti, colonne che da terra arrivano al tetto a formare dei pinnacoli, insomma molto dark e molto residenza di batman. Questi qua hanno occupato una delle casettine.

hanno squottato un cimitero

beh, più o meno. Il posto è veramente bello. E fuori c’era un sacco di gente che suonava i tamburi. Ed un sacco di altra vestita anni ’20. Se lo decontestualizzate un po’, è surreale.

(esta noche fiesta grande in casa. per festeggiare i nuovi arrivi, le partenze, i morti. più che halloween, è la festa dei morti messicana. teschi ridenti e nachos. ora stiamo facendo un’assemblea per decidere: mojitos o tequila?)

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2 responses to “DÍA 28 – massacritica – parte 2”

  1. lafraaa says :

    tequila toda la vida!!!

    • lucha says :

      ed infatti, ha vinto la tequila. l’assemblea lascia libertà di scelta sulla scelta etica “sale e limone” vs. “bumbum” (che qui si chiama “golpeadito”).

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