DÍA 22 – jetlag

Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
Il cielo sopra Berlino

Il tempo è denaro.
Benjamin Franklin

Il tempo è uno spreco di denaro.
Oscal Wilde

Il tempo è una illusione. L’ora di pranzo è una doppia illusione.
Guida Galattica per Autostoppisti

Time flies like an arrow, fruit flies like a banana.
Groucho Marx

Una cosa a cui sarebbe bene preoccuparsi visitando la Spagna è il jetlag. Ovvero, dovrebbero dirvi chiaramente, prima di entrare in questo paese, che nonostante sia nello stesso fuso orario di Roma e Parigi (ovvero quello di Altdorf bei Nürnberg e Frittole), le cose avvengono circa due ore dopo rispetto a quanto succederebbe in Italia. Per intenderci, la pausa pranzo va dalle 14 alle 17, la siesta è appunto verso le 16-17, la cena è un concetto alquanto indefinito tra le 9 e le 2, la metro -come già detto- termina all’una e mezza, i negozi chiudono la sera verso le 9.30, i corsi iniziano -quando sei sfigatissimo- alle 9 del mattino, ma in media io vado a lezione tra le 11 e le 12. I pasti poi, sono una cosa che si fanno più o meno quando capita, non mi pare esserci un’orario ufficiale o una convenzione condivisa.

E con questo vinco il premio della citazione più banale della settimana.

E con questo vinco il premio della citazione più banale della settimana.

La mia giornata si svolge dunque così: mi sveglio verso le 9.30 (che è circa l’orario a cui mi svegliavo anche a Pisa, ma lasciamo perdere), se ho tempo faccio colazione a casa, altrimenti prendo subito la metro e faccio colazione al bar di matematica (dove hanno un dolce che fanno qui a Madrid, che è una sfoglia ricoperta di cioccolato di una dimensione spaventosa, grande come la mia mano – che non è piccolina). Seguo i corsi fino alle 2-3, poi torno a casa per pranzo (in teoria avrei un corso alle 18, ma ho deciso che non lo seguirò). Poi cazzeggio al computer per un po’, mentre gli altri fanno la siesta (che devo ancora sperimentare), poi verso le 18-19-20 esco di casa e vado a fare le mie cose. Quando capita, ceno. Poi torno a casa, e mi piazzo al computer fino alle 2-3  (a volte peggio).

Questo è il dolce al cioccolato - si chiama palmera. Non fatevi ingannare dalla foto: quello non è un piattino del caffè. È un piatto da dolce.

Questo è il dolce al cioccolato - si chiama palmera. Non fatevi ingannare dalla foto: quello non è un piattino del caffè. È un piatto da dolce.

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One response to “DÍA 22 – jetlag”

  1. fabio says :

    Già, è una delle cose che avevo notato anch’io durante i miei viaggi…

    Sinceramente non mi dispiace affatto il tempo X+2. Hai la possibilità di goderti di più le ore buie della giornata. Poi magari dopo un anno preferirei un tempo X+2+2, ma questo è un altro paio di maniche.

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