DÍA 15 – l’appartamento spagnolo

Fino ad ora tutte le case che ho visto a Madrid erano degli appartamenti molto grandi in grossi palazzi, tutti più o meno di questa forma:

Pianta stilizzata di un tipico appartemento spagnolo. Notate la particolare forma ad L. Solitamente un lato da sulla strada e laltro da su un patio interno, quando va bene. Le stanze generalmente sono molto più piccole di quanto sembrino qui. (WordPress non mi ha fatto inserire un .svg :|  ...)

Pianta stilizzata di un tipico appartemento spagnolo. Notate la particolare forma ad L. Solitamente un lato da sulla strada e l'altro da su un patio interno, quando va bene. Le stanze generalmente sono molte di più e molto più piccole di quanto sembrino qui.. (WordPress non mi ha fatto inserire un .svg :| ...)

C’è questo lungo corridoi, molto lungo e molto stretto, che ad un certo punto fa un angolo e forma una L. Di solito ci si entra dalla metà, ma non così spesso: anche l’entrata da uno degli estremi è frequente. Poi le stanze si aprono al lato di questo corridoio, dai due lati. Alle estremità di solito si trovano le stanze comuni, il salotto (che tutte le case hanno, anche quegli alveari da studenti) e la cucina. Il salotto è la stanza più grande, bella, e luminosa, e dove in effetti si vive, si mangia (spesso sul divano, il che è un sacco scomodo), si passa il tempo. La cucina, di solito non è minuscola ma non è enorme, ne ho viste ben poche in cui ci si potesse mangiare, o essere definita “abitabile”. Alcuni hanno i fornelli elettrici. Barbari.

In mezzo ci sono, oltre ai bagni, le stanze. Non so se sia tradizione millenaria locale, esasperato tentativo di speculazione edilizia, o il fatto che facciano più figli, ma qui fanno stanze da ogni cosa. Ho visto stanze della dimensione di ripostigli, senza finestra (o con la finestra su un’altra stanza, tipo il salotto), con improbabili soluzioni arredative per farci stare i sindacali letto-scrivania-armadio-comodino-mensola, in cui bisogna essere intimi per entrarci in due e libertini per entrarci in tre, il cui lo spazio per muoversi tra letto e armadio è virtuale. Affittate a prezzi che manco a Pisa, deh. (In compenso a Pisa il salotto è un opinione un po’ vaga).

Ho visto anche un uomo con la testa rotta ed un piccione in mano, ma voi umani manco ve lo potete immaginare!

Ho visto anche un "uomo" con la testa rotta ed un piccione in mano, ma voi umani manco ve lo potete immaginare!

TRIVIA: sapevate che Andreotti è 9 mesi più vecchio della Metropolitana di Madrid? Sapevatelo!

Lo spagnolo è l’unica lingua in cui aceite vuol dire olio, salida vuol dire uscita, largo vuol dire lungo, desajuno non è il digiuno ma la colazione, mentre invece broccoli è uguale in tutte le lingue. Inoltre, c’è una difficile arte, che gli spagnoli si tramando di padre in figlio sin dai tempi in cui scheggiavano le pietre per farci le lance, che è la tecnica di Ordinare il Caffè al Bar.

Non spaventatevi, gli spagnoli al tempo stesso sono molto ospitali e se andate al bar e si accorgono che siete stranieri, vi fanno un po’ di domande e vi fanno avere quel che volete, senza troppe preoccupazioni. Ma se volete, potete provare ad apprendere i rudimenti dell’Ordinazione del Caffè al Bar.

Lezione 0: un caffè, detto così, senza specificare altro, con quel fare sicuro di chi fa un gesto sovrappensiero dopo anni di abitudine (che quindi non vi riuscirà mai e risulterà in una domanda da parte del cameriere: “come lo vuole?”), che in italia si fa, accompagnato da un gesto della mano per indicare il numero dei caffè, solitamente guardandosi distrattamente attorno per domandare ai propri compagni -quanti caffè?- , per ordinarsi un caffè normalissimo, in spagna corrisponde al nostro macchiato. Insomma, metà caffè, metà latte caldo. Potete richiederlo freddo, il latte, magari aspettando -sempre con fare di chi sta pensando a cose importanti- dopo che il barista avrà avvitato il filtro alla macchina e premuto il pulsante.

Lezione 1: se invece voltete un caffé come da noi, dovete ordinare un caffè espresso che è un concetto che capiscono benissimo.

Lezione 2: se invece chiedete un caffè solo vi serviranno un caffé senza latte, ma più lungo di quello che fanno da noi (in pratica, un caffè lungo. non chiedetevi il perché: l’arte di Ordinare il Caffè va appresa con pazienza).

Lezione 3: qui andiamo sul complicato. Se chiedete un caffè corto vi serviranno un 1/4 caffè e 3/4 di latte (praticamente un caffèlatte), se invece ordinate un caffè cortado vi serviranno l’opposto, un 3/4 di caffè lungo ed una punta di 1/4 di latte.

Come potete vedere, la Scuola Spagnola dell’Ordine del Caffè al Bar è molto più pratica ed in qualche modo ingegneristica rispetto alla Scuola Italiana, che invece è molto più speculativa (“un cappuccino in tazza grande senza schiuma”)


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