BÖLÜM 4 – otobus cosmos

Ho consultato accuratamente la mia guida Lonely Planet

e non ho trovato alcun riferimento sotto la voce:

autobus ” come comportarsi”

( in realtà mi rendo perfettamente conto

che la maggior parte dei miei racconti

transitano per il mezzo pubblico comune

ma

passo ogni giorno almeno

tre ore della mia leggerissima esistenza

– leggerissima in quanto le mie azioni non hanno ancora inciso particolarmente sulle sorti del pianeta

per i fatti eclatanti aprirò un blog

arrivata ai 32 33 anni

cogliete l’ironia vi prego –

in mezzo a sconosciuti il più delle volte con forti problemi con la propria igiene personale).

Questo non è il mio autobus

Questo non è il mio autobus

Salire sull’autobus alle otto e mezza del mattino

nell’affollatissima Mecidiyekoy

è un po’ come entrare nella comunità europea:

quando sei fuori e fai la fila per salire e ti senti compresso tra gli umori

della folla

spingi il più possibile per raggiungere almeno il primo scalino

sai che da li ti manca solo un piccolo sforzo per ritagliarti un posto nel microcosmo

dei servizi pubblici

ma arrivati al terzo scalino

il tuo altruismo precipita subito dopo aver  “pushato” l’akbill

o comprato il biglietto dall’autista.

Da li in poi vorresti che si bloccassero le porte d’ingresso

che non salisse più nessuno e

che per le prossime dieci fermate

ci sia solo transito in discesa

in pratica

sei un egoista

e se sai di esserlo sai di essere umano

e quindi è un bene.

Ma allora?

Niente di nuovo vero?

Insomma in qualsiasi autobus di qualsiasi metropoli/grande città/ città/ paesello

all’ora di punta è difficile ritagliarsi lo spazio vitale.

Ma quanti di voi in Italia possono dire di aver passato dei soldi

di mano in mano (per un totale di almeno 40 – quaranta – mani)

sicuri

e dico

sicuri

non sicuri

che nessuno se li intascasse.

Io non lo so

ho chiesto a voi infatti.

A me è capitato solo una volta

nella mia città che di metropoli non ha proprio niente

di chiedere di farmi timbrare il biglietto su un autobus affollato

potete immaginare come è finita.

No?

Ho viaggiato alla portoghese.

Ecco come misuro la civiltà.

In turchia se un autobus è affollato

-per affollato intendo l’intera popolazione dell’entroterra sardo

racchiusa tra finestrini e sedili scricchiolanti-

ed entri dalle porte posteriori

puoi essere certo che tutti

pagheranno il proprio biglietto passando i soldi

di persona in persona

o il proprio akbill

o la propria tessera.

Ovviamente non è il magico mondo incantato

tutto questo avviene tra le urla dell’autista che intima di stringersi verso il fondo per fare spazio

le frenate brusche

che uccidono ginocchia

come il diserbante gli insetti

le palpate di culo

(vd. BOLUM_2)

gli imprechi incomprensibili

e gli aliti al retrogusto di crema d’aglio e cozze fritte.

Ma funziona.

L’ho provato.

Ho passato dal fondo dell’autobus il mio akbill anonimo con attaccate le mie chiavi di casa e dopo

due minuti

è tornato.

Sa di magico

proprio come nel mondo delle fate.

Si questo è il mio autobus.Ma da giovane

Si questo è il mio autobus.Ma da giovane

Ah!

Oggi non ho parlato di culo palpate

ma posso sempre attirare l’attenzione con:

Berlusconi era a Sophia in Bulgaria

questo è il massimo che vi potete aspettare da me.

Io lo so.Voi lo sapete.

Siamo spettatori avvisati come si dice in gergo teatrale.

L’ InUtilissimo _ manuale sui proverbi turchi

Oggi inauguro una nuova sezione

della LPFD.

Un compendio sui proverbi turchi tanto per tastare la civiltà di questo popolo

attraverso gli antichi detti popolari.

Ci tengo a specificare che questa sezione

è gentilmente offerta da Mr.Devin Lacey

texano, biologo, insegnate di inglese presso un istituto privato a Istanbul

mio coinquilino

vicino si stanza

beer killer

autoesiliatosi dagli USA.

Uno in gamba.

berkalik sultanliktir uno scapolo si sente sempre un sultano

(usato dagli sfigati single a vita per spiegare perchè sono sempre soli)

anasina bak, kizini al guarda la madre prima di sposare la figlia

(no comment. il mio preferito)

bir kahvenin kirk yil hatiri vardir con una tazza di caffè turco t’impegni da uno a quarant’anni di amicizia

(a questo punto della mia permanenza dovrei vivere almeno altri duecento anni)

bir musibet, yuz tembihten iyidir le parole vuote non riempiono uno stomaco vuoto

(circa promesse inutili)

DSC_0125

Mr.D

5 responses to “BÖLÜM 4 – otobus cosmos”

  1. Nevermore says :

    Sei, allo stato attuale delle cose, la mia blogger preferita : *

  2. BabeL says :

    Sono, allo stato attuale delle cose, l’unicA blogger di EMFD.
    =*

  3. Nevermore says :

    con l’esclusione di EMFD, ovviamente. Non c’è competizione interna tra i nostri blogger. Siamo tutti più meglio, a modo nostro :|

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: