DAY 66 – America, finalmente un post interessante da NY :)

In the future days, which we seek to make secure, we look forward to a world founded upon four essential human freedoms.

The first is freedom of speech and expression–everywhere in the world.

The second is freedom of every person to worship God in his own way–everywhere in the world.

The third is freedom from want–which, translated into universal terms, means economic understandings which will secure to every nation a healthy peacetime life for its inhabitants–everywhere in the world.

The fourth is freedom from fear–which, translated into world terms, means a world-wide reduction of armaments to such a point and in such a thorough fashion that no nation will be in a position to commit an act of physical aggression against any neighbor–anywhere in the world.

That is no vision of a distant millennium. It is a definite basis for a kind of world attainable in our own time and generation. That kind of world is the very antithesis of the so-called new order of tyranny which the dictators seek to create with the crash of a bomb.

Franklin D. Roosevelt, tratto dal discorso sullo Stato dell’Unione, 6 Gennaio 1941

”Per fortuna avendo lavorato bene nel passato e avendo messo da parte un patrimonio importante, ho potuto spendere più di 200 milioni di euro per consulenti e giudici.”

Silvio Berlusconi, tratto dallo sproloquio sul lodo Alfano, 9 ottobre 2009

Come sapete sono in America da qualche mese, ed ormai ho fatto l’abitudine a questo Nuovo Mondo™ così non mi viene più molto da scrivere a riguardo. In effetti mi sento un po’ in colpa nei vostri confronti, amici lettori: vi aspettavate un blog di emigrazione e recentemente da parte mia ci sono solo riflessioni sull’Italia. Vi immagino “Oh no, Berlusconi anche qui! Che palle!”

Vi racconto un po’ degli Stati Uniti ora, che sono una figata. Davvero, non siate scettici: questo posto non è così brutto come lo dipingono e gli americani non sono i cattivi della retorica sinistrorsa del dopoguerra. Non tutti, almeno.

Innanzitutto rinuncio da subito a confrontare banalmente il “modello americano” col “modello europeo”: ci sono troppe differenze culturali e strutturali per poter liquidare il discorso facilmente. Mi limito ad alcune riflessioni buttate li come schizzi di colore sulla tela. Vi lascio questo quadro con un sacco di spazi vuoti, completatelo a casa per esercizio e divertimento.

Gli Stati Uniti sono un paese incredibilmente vario, dove ognuno si regolamenta per i cavoli suoi. Immagino sia necessario, quando devi creare uno stato su scala continentale e non hai ancora rubato a Meucci inventato il telefono. Per fare in modo che tutto funzioni, però, hai bisogno di una struttura burocratica efficiente e di un sistema giudiziario a prova di sceriffo bifolco. Non tutto funziona, ovviamente, ma sono impressionato da quanto qualcuno si sia impegnato per far funzionare la cosa.

Partiamo dal piccolo: l’agente di polizia. Gli agenti di polizia negli stati uniti non sono agenti “della Polizia”: sono persone impiegate da un qualche corpo di sicurezza/vigilanza/investigazione. Noi in Italia siamo abituati a pensare in termini molto europei di “un ufficio/agenzia per ogni compito”, quindi per noi la polizia è La Polizia™, così come le poste sono Le Poste e la scuola è Un Disastro™.

Negli Stati Uniti no, qui si ragiona in termini molto pragmatici: ci sono le persone (“We The People[…]”), ciascuna con i propri bisogni base (una casa, un lavoro, salute, far studiare i bambini, evitare che qualcuno mi derubi, fare il pieno di benzina all’auto, sesso più o meno perverso, etc) da soddisfare. Uno di questi bisogni è la sicurezza, così ogni persona provvede alla propria sicurezza consorziandosi con altre persone e paga qualcuno per portare armi e difendere se stesso ed i propri cari (averi).

Tanto per dire, ogni quartiere qui ha la sua polizia privata pagata dai residenti, in aggiunta alla polizia della città di New York, pagata coi soldi delle tasse statali, ed agli agenti federali pagati con le tasse federali. Tu chiami il 911 che è il numero unico per le emergenze (come il 112 in Europa, lo sapevate?) e loro girano alla squadra più vicina.

Stessa cosa per la scuola: non c’è La Scuola™, ci sono istituti che elargiscono titoli di studio anno per anno. In Italia fai Elementari, Medie, Superiori, Università, in quest’ordine senza eccezione. Negli Stati Uniti tu sei un giovane bisognoso di un educazione per vari motivi, così qualcuno sceglie per te dove mandarti ad imparare le cose. La scuola pubblica è un po’ scadente, ma ce ne sono tante private che non sono tanto male. I programmi sono molto liberi e variano veramente tantissimo da scuola a scuola, comunque alla fine di ogni anno ti viene rilasciato un attestato che certifica che tu hai superato i test di conoscenza di uno specifico Grade. Grade 1 è la prima elementare, Grade 6 equivale rozzamente alla prima media e così via. Tu puoi anche saltare gli anni, l’importante è che passi i test per il Grade, così se a 12 anni sei un genio ci sta che riesca ad andare al College l’anno dopo con i ragazzi di 17.

Ah, il College. Il College è un liceone, dove vai quando hai finito la High School (che si finisce prima del liceo in Italia) e dove segui corsi un po’ a caso. Anche qui la differenza tra scuola e scuola si fa sentire tantissimo e tipicamente le università più prestigiose sono anche le più care. La Columbia é particolarmente famosa per via delle varie generose borse di studio che elargisce a studenti meritevoli, ma questo non è lo standard negli USA.

Finito il College hai un titolo di Bachelor che significa sostanzialmente che ti sei potuto permettere (per denaro o per merito) di fare il College, e ti consente di impressionare i datori di lavoro in base alla loro sensibilità ed alle cose che effettivamente hai imparato a fare. È bene precisare che a differenza di una Laurea italiana uno studente americano dopo i primi tre/quattro anni non sa veramente fare UNA COSA, ne sa fare di più ma meno bene. Per imparare bene UNA COSA, come con la nostra Laurea di vecchio ordinamento devi per forza fare la Grad School, che è un ciclo di uno o quattro/cinque anni dopo il Bachelor che ti fornisce un titolo di Master o Doctor.

con letà inizia ad essere imbarazzante spiegare a belle ed intraprendenti potenziali partner che stai ancora studiando, o qualcosa del genere. Ecco perché molta gente rinuncia al PhD in favore di un lavoro pagato vero. Quelli sufficientemente perseveranti, comunque, possono bullarsi del titolo di Doctor. Talvolta prima dellandropausa.

con l'età inizia ad essere imbarazzante spiegare a belle ed intraprendenti potenziali partner che stai ancora studiando, o qualcosa del genere. Ecco perché molta gente rinuncia al PhD in favore di un lavoro pagato vero. Quelli sufficientemente perseveranti, comunque, possono bullarsi del titolo di Doctor. Talvolta prima dell'andropausa.

Il Master è tipicamente una cosa mirata ad un compito specifico ed è utile soprattutto a chi vuole andare a fare un lavoro molto pagato subito, tipo il MBA che sta per Master in Business Administration e serve a fare i milioni.

Se volete diventare scienziati o medici o avvocati dovete per forza seguire il corso dottorale (PhD) e sudare per una media di quattro anni, seguendo corsi, insegnando agli studenti del college, facendo esperimenti, scrivendo pubblicazioni ed entrando realmente nel mondo accademico dalla porta di servizio. La buona notizia è che quasi tutte le posizioni di PhD student sono pagate, la cattiva notizia è che entrare è un casino. Soprattutto se non siete americani.

Berlusconi ed i suoi sono molto impressionati dal modello americano e provano ogni volta a spacciare qualunque delle loro riforme per un’americanizzazione. In realtà non funziona e non può funzionare. Qualcuno glielo spiega? Soprattutto alla Gelmini ed a Tremonti, che sembrano davvero convinti che qualcuno in Italia possa finanziare l’Università in cui ha studiato con ciclopiche donazioni come fanno negli USA. Qui le donazioni le scarichi dalle tasse. E danno pure il tuo nome ad un bel palazzo. In Italia le tasse puoi direttamente non pagarle :/

Gli Stati Uniti sono un sistema a parte, sviluppatosi dopo decenni e secoli partendo da basi completamente diverse dalle nostre. Mentre in Europa tutta la società attuale deriva pesantemente dalla Rivoluzione Francese in cui grossi gruppi di cittadini incazzati soppiantarono il governo assoluto del monarca Per Volontà del Signore™ con un governo assoluto di cittadini incazzati, in America si è create un’alleanza di cittadini incazzati che hanno cacciato a calci in culo i servi del monarca assoluto Per Volontà del Signore™ ed hanno creato una federazione di cittadini Per Volontà del Signore™. Sembra un gioco di parole ma c’è un senso: qui non gliene frega niente di avere Lo Stato con Le Poste, La Scuola, e L’Università. Qui vogliono le poste, le scuole e le università, possibilmente in modelli e colori diversi. Ed il più adatto sopravvivere allo scorrere del tempo.

In tutta sincerità sono contento che esista l’Europa con il suo retaggio illuministico: garantisce che almeno in qualche parte del mondo si possa avere una pensione, tuttavia, in termini puramente intellettuali, apprezzo anche la spietata società americana come mezzo di evoluzione dell’umanità. “Evoluzione” non significa un cammino verso il “meglio”. Il Meglio non esiste in evoluzione, c’è solo l’Adatto. Semplicemente  ciò che intendo è che in questo posto si creano una serie di varietà tali che almeno una è adatta alla società dell’epoca. Gente che ti tira fuori Internet o il trapianto di cuore o il laser, tanto per dire. Ringraziate, ingrati :|

Non vorrei tutto un mondo come gli Stati Uniti, ma sono contento che gli Stati Uniti ci siano. Così ogni volta che qualche gggiovane tedesco, inglese, spagnolo o italiano si sente pronto ad affrontare il selvaggio west e provare a portare il suo contributo all’umanità o morire nel tentativo può recarsi in un posto dove la resistenza dell’ambiente è più bassa.

D’altro canto sono contento che esista anche la solida Europa, dove le cose sembrano non cambiare mai se non quando è proprio proprio proprio necessario che lo facciano. E quando lo fanno è sempre una cosa colossale, tipo quando abbiamo trasformato il socialismo nel regno del terrore. Provate a dire ad un americano “ciao, sono socialista” e vedete che faccia fa. Qui “socialista” è automaticamente una cosa in trench di pelle che uccide ebrei ed un tizio col colbacco che prende la mira con un ICBM.

Anche il giappone sembra figo, ma non ne so niente. Giorgio, quando ci posti qualcosa da Kyoto? :)

Anche il Giappone sembra figo, ma non ne so niente. Giorgio, quando ci posti qualcosa da Kyoto? :)

In questi ultimi dieci giorni sono stato incasinatissimo all’università ed in più ho ospite il Biondo da Pisa. Sono contento di avere ospiti, però la convivenza prolungata mi sta provando seriamente. Davvero, sarà lo stress per il lavoro o l’aver passato tanti mesi per i fatti miei, comunque dovermi relazionare quotidianamente sempre con la stessa persona mi sta un po’ segnando. Questo mi ricorda una delle cose che apprezzo di più della grande metropoli: c’è chiunque. Puoi frequentare persone diverse tutti i giorni e non sentirti mai solo. E se non hai voglia di vedere qualcuno non c’è rischio di incontrarlo. Avere qui il Biondo mi ha ricordato un po’ la vita della piccola cittadina universitaria in cui conosci tutti e vedi tutti tutti i giorni. Per carità, vi voglio bene, lo sapete :)

Però sto iniziando a preoccuparmi per lo shock quando tornerò in Italia per sistemare le mie questioni universitarie. Siate pazienti, se scappo nascondendomi nel bavero del cappotto non lo faccio perché ce l’ho con voi. Credo che gli amici ex-erasmus possano capirmi. È un po’ come tornare a casa dei genitori dopo che sei andato via sbattendo la porta.

Scherzi a parte, c’è un sacco di gente che mi manca e non vedo l’ora di vedervi tutti. Presto. Prima di quanto immaginiate :)

ANNUNCIO: Sabato 17 Ottobre Grande Festa di Rientro dagli States.

Non prendete altri impegni, a giorni vi faccio sapere dove, a che ora ed in che modalità. Metto pure l’evento su Facebook, così siamo più Web 2.0. Se qualcuno ha idee su dove farla lasci pure un messaggio nei commenti.

Ora vado a dormire che oggi ho sproloquiato pure troppo. Grazie a chi ha ancora la pazienza di leggermi :)

PS: Franklin Delano Roosevelt era un figo ed ha tirato gli Stati Uniti fuori dalla recessione con un piano di assistenza sociale senza precedenti. Spero sinceramente che Obama mantenga le aspettative e faccia altrettanto. L’ultima volta l’America post New Deal ci ha salvati dal nazifascismo, spero che siano di nuovo in forma abbastanza presto. Non si sa mai.

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About Nevermore

vedi New York e poi muori

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