WELCOME – Lucha, Madrid

Così ci siamo messi d’accordo, io e quella vecchia volpe di Luigi. Abbiamo pensato, che a raccontare le cose assieme sarebbe stato più bello che raccontarle da soli.
Io la vedevo così, poi magari lui la vede diversamente e corregge. O mi sbatte fuori dalla collaborazione. Ecco quello che ho pensato. Luigi ora tornava, per sistemare le sue cose con l’Università. Io ora parto, per prendermi un po’ di pausa dallo Stato italiano. Si fa a staffetta, ci si da il cambio. Poi magari lui riparte, o troviamo qualcun altro.
Insomma, io credo che possa venire fuori una bella cosa. Sarà che a me le cose collettive sono sempre piaciute più di quelle individuali. Ti sto collettivizzando il blog, Lu. Non dirlo ai tuoi amici radicali. (curioso il termine “radicale”, non trovate? dovremmo parlarne in seguito…)
Un po’ di gente legge il blog di Luigi perché lo conosce. Alcuni li conosco anche io, e quindi spero continueranno a leggere. Altri che conoscono lui e non me, possono trovare interessante o lasciar perdere; nel contempo c’è gente che conosce me e non lui, quindi spero che i due fenomeni si equilibrino. Non che sia importante fare a gara a chi c’è l’ha più lungo! :)
D’altra parte, pare ci sia gente che legge questo non perché conosce Luigi, e gli vuole bene da prima che cambiasse continente, ma perché trova le cose che scrive interessanti. Ora, spero di risultare altrettanto interessante. Sicuramente non penso di riuscire a scrivere fiumi di parole come fa il mio collega. Però pare che ci sia un po’ di polemica in atto su questo punto, dicono che lo accusano di essere prolisso. Io non so se sarò all’altezza, ma non è detto che sia un male :p (e comunque Lu, scrivi troppo).
Un’avvertenza al lettore ignaro: il bello di tutto ciò è che io e Luigi siamo molto diversi. Ma parecchio. Il che rende questa joint-venture particolarmente eccitante. Vedere come da due visioni del mondo un po’ distanti, forse ugualemente marginali (io mi considero un disadattato sociale, e tu?). Speriamo che il contrasto renda.
Però qualcosa ce l’abbiamo in comune, un po’, forse non è semplice da definire, forse è un’attitudine, o un bisogno, o uno stimolo. Cos’è, mi chiederete? Semplice: la risposta è 42.

Emigration for Dummies cresce e si arricchisce di una nuova penna, il mio amico Lucha in partenza per Madrid. Da oggi inizia una nuova fase di questo blog, che continuerà ad essere il blog di balle di Luigi Renna da New York” ma anche il blog di tutto quello che passerà per la testa di Lucha e di chiunque altro salterà a bordo a breve.

Sì qui ciascuno scrive quello che vuole, perché qui non c’è una linea fissa da tenere: mica siamo Mediaset. O la RAI, che è lo stesso. Ora chiediamo a Lucha, che scrive in rosso, com’è nata questa collaborazione?

Così ci siamo messi d’accordo, io e quella vecchia volpe di Luigi. Abbiamo pensato, che a raccontare le cose assieme sarebbe stato più bello che raccontarle da soli.

Precisamente. Pareri diversi, interessi diversi, argomenti diversi. Esattamente come nella televisione Italiana, negli incubi di Silvio.

Io la vedevo così, poi magari lui la vede diversamente e corregge. O mi sbatte fuori dalla collaborazione. Ecco quello che ho pensato. Luigi ora torna a Pisa, per sistemare le sue cose con l’Università. Io ora parto, per prendermi un po’ di pausa dallo Stato italiano. Si fa a staffetta, ci si da il cambio. Poi magari lui riparte, o troviamo qualcun altro.

Qui non si sbatte fuori nessuno: una volta che salti a bordo sei già in fuga e chi sarebbe mai tanto stronzo di rispedire in patria un esule? A parte l’Italia, intendo. Non pensare di farmi le scarpe così facilmente, comunque : ) anche da Pisa, tra una pratica e l’altra, troverò sempre il tempo per buttare due stronzate nella rete. Ormai mi sento così a casa qui che mi atteggerò ad emigrato in quel paese incivile che sta diventando l’Italia di Berlusconi.

Un po’ di gente legge il blog di Luigi perché lo conosce. Alcuni li conosco anche io, e quindi spero continueranno a leggere. Altri che conoscono lui e non me, possono trovare interessante o lasciar perdere; nel contempo c’è gente che conosce me e non lui, quindi spero che i due fenomeni si equilibrino. Non che sia importante fare a gara a chi c’è l’ha più lungo! :)

D’altra parte, pare ci sia gente che legge questo non perché conosce Luigi, e gli vuole bene da prima che cambiasse continente, ma perché trova le cose che scrive interessanti. Ora, spero di risultare altrettanto interessante. Sicuramente non penso di riuscire a scrivere fiumi di parole come fa il mio collega. Però pare che ci sia un po’ di polemica in atto su questo punto, dicono che lo accusano di essere prolisso. Io non so se sarò all’altezza, ma non è detto che sia un male :p (e comunque Lu, scrivi troppo).

Non sono prolisso, sono diversamente sintetico. Lettori amici di vecchia data, amici lettori dell’ultima generazione, vi vojo bbbene. Vojate bbbene anche al mio amico : )

Un’avvertenza al lettore ignaro: il bello di tutto ciò è che io e Luigi siamo molto diversi. Ma parecchio. Il che rende questa joint-venture particolarmente eccitante. Vedere come da due visioni del mondo un po’ distanti, forse ugualemente marginali (io mi considero un disadattato sociale, e tu?). Speriamo che il contrasto renda.

Su questo sono perfettamente d’accordo: persone diverse con interessi e storie diverse, due città diverse, può venire un mix esplosivo. Io non mi considero proprio un disadattato, tutt’altro. È la società spesso alcuni decenni indietro rispetto a dove vorrei vivere : )

Però qualcosa ce l’abbiamo in comune, un po’, forse non è semplice da definire, forse è un’attitudine, o un bisogno, o uno stimolo. Cos’è, mi chiederete? Semplice: la risposta è 42.

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6 responses to “WELCOME – Lucha, Madrid”

  1. Sapiens says :

    yuppi! primo commento post rivoluzionario! e` o non e` il 9 vendemmiaio CCXVII?
    speriamo lucha sia all’altezza …

  2. Nevermore says :

    tranquillo. se non lo fosse, il bacio della cittadina ghigliottina provvederà a metterlo all’altezza della situazione, cittadino sapiens : )

  3. Cristina (Maiho) says :

    Fanciulli il prossimo inviato speciale posso essere io?! Ad aver avuto codesta idea luminosa prima, postavo le foto degli States e gli annessi deliri qui. u_u!

    Salve Lucha! Buon viaggio!!

  4. Nevermore says :

    Tra parentesi, sap, ho appena scoperto che il calendario rivoluzionario l’hanno fatto Lagrange e Laplace :D

    Aveva tra gli obiettivi principali facilitare la scristianizzazione della Francia, in favore di un pensiero più positivo, naturalista e scientifico. OU!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_rivoluzionario_francese

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