EXTRA – District 9

Oggi mi sono emozionato tantissimo: ho visto il trailer di Avatar al cinema. Sì, lo so che il post si intitola “District 9”. Prima del film però ci sono i trailer, non lo sapete?

Avatar è il prossimo film di James Cameron, senza dubbio il mio regista preferito ed autore di pellicole del calibro di The Terminator, Aliens, Abyss o Terminator II: Judgement Day, anche se molta gente (soprattutto le mie coetanee) lo ricorda più che altro per Titanic. Avete visto qualcuno di questi film? Almeno ne avete sentito parlare? E avete sentito parlare di Avatar? No? Ok, vi faccio un breve riassunto dei punti salienti. Tranquilli, niente spoiler, mica scrivo per repubblica.it :)

Innanzitutto, il film sarà il primo esempio di una nuova tecnologia. Già per questo merita di essere tenuto in considerazione, come il primo film col sonoro, il primo film a colori o il primo film che racconta le vicende giudiziare di Berlusconi ad essere censurato dalla tv di stato e si fa pubblicità esclusivamente via social network.

La nuova tecnologia di cui parlo è rappresentata da telecamere 3D binoculari che simulano la vista umana, dando un senso di profondità mai sperimentato prima. O, almeno, questo è quello che affermano le persone che hanno avuto modo di provarlo. Una spiegazione breve e carina si trova in questo video:

ogni tanto il flash player è difettoso, portate pazienza e cliccate il link qui sopra

Secondariamente, come avrete visto nel trailer, il film è pieno di space marines. Banale, direte voi, tutti i film con astronavi e alieni e battaglie spaziali hanno space marines e sono tutti uguali. Vero anche questo, infatti sono tutti copiati dai Colonial Marines di Aliens, inventati da Cameron. Fateci caso: qualunque gruppo di space marines in qualunque videogioco o film, da Starship Troopers (il film intendo, il libro è tutta un’altra pasta) a Halo, sono ispirati al manipolo di coraggiosi sfigati che si trova a fronteggiare gli alieni più cattivi della storia del cinema. Cameron ci riprova 23 anni dopo, portando sullo schermo marines, esoscheletri, VTOL etc, con il tocco inconfondibile di chi ha inventato un trend.

Tutto il mecha design di Cameron è tremendamente hard science fiction ed ha un tocco inconfondibile di realismo che soddisfa i palati più fini. Niente pistole a raggi o campi di energia o cose del genere: tutto è costruito per sembrare “provided by the cheapest contractor”, affidabile e senza fronzoli. Io sono stato in gioventù un fan di Aliens (a livelli maniacali: prima dei 14 anni l’avevo già visto più di quaranta volte) ed un militarista agghiacciante (ho passato l’infanzia a studiare l’enciclopedia delle armi da guerra del XX secolo e l’adolescenza a leggere i libri di Keegan oltre a quella robaccia di Von Clausewitz e Sun Tzu) ed ho ancora una certa passione per tutto quello che è “tecnologicamente verosimile” in ambito militare, e la roba di Cameron è il top della categoria. Pensate alla resistenza di Terminator: sono poveri disgraziati ma sono motivati e disperati ed organizzati, ed ogni scena in cui li si vede ti fa sentire come se potessi essere li in mezzo. Impaurito, sporco e comunque aggrappato alla vita contro ogni bruto. Un po’ come i partigiani contro i nazifascisti, o come finiremo noi se le cose continuano ad andare di questo passo.

Non c’è enfatizzazione ed eroismo, machismo o altro nei militari di Cameron: sono dei poveracci che fanno un lavoro ingrato e che vogliono tornare a casa, solo che qualcuno gli spacca il culo prima, di solito. Sinceramente apprezzo molto di più un film del genere senza retorica che una roba in cui si esalta il coraggio nella battaglia ed il sacrificio per un Obiettivo Superiore. Non sono dell’idea che semplicemente non si debbano guardare  film “di guerra” perché sono “robaccia militarista”: il messaggio che può passare è quello giusto, ovvero che è orrendo andare in un posto dove la gente ti vuole infilare il ferro in pancia, soprattutto se è la tua squadra che va a rompere i coglioni. Tipo in Avatar.

Adoro il cinema come veicolo di messaggi sociali. Qualche intellettuale storcerà il naso qua dicendo qualcosa tipo che “l’obiettivo del cinema non è educare, è intrattenere” e che “i film non insegnano niente, sono solo arte” o roba simile. Dal mio punto di vista, personale e condivisibile o meno, qualunque produzione artistica realizzata bene riesce a veicolare il messaggio che vi viene introdotto e, come ogni azione è politica, così ogni messaggio ha un obiettivo. Ok, è vero, per qualche film o libro magari l’obiettivo è solo “incassare denaro vendendo alcune ore di svago” ma non dev’essere necessariamente così. La prossima volta che guardate Il Dottor Stranamore o Full Metal Jacket vedete se non c’è un messaggio dietro. Se non lo trovate fatemi sapere che ci facciamo due chiacchiere : )

Con queste premesse posso arrivare al fulcro del post:

District 9 è il film più incredibile che abbia mai visto. Guardatelo.

D9 rappresenta per me il miglior esempio di social sci-fi dai tempi di Heinlein: ti racconta in due ore la tolleranza, l’intolleranza, l’apartheid, lo squallore dei maltrattamenti organizzati e tante altre cose che non vi racconto perché appena vedrete il film vi verranno in mente sicuramente. Pensateci: ci sono gli alieni che sono il perfetto esempio di immigrato diverso e non integrabile, un film che li usa come strumento per raccontare il problema dell’immigrazione e dell’integrazione umana è un’ottima idea. Puoi farlo vedere ad un sacco di gente perché ci sono le esplosioni e quando la gente esce dalla sala magari si mette un attimo a ragionare. Tipo Fascisti su Marte, altro capolavoro di social sci-fi.

Primo film grosso di Neill Blomkamp, regista trentenne sudafricano, D9 ti tiene inchiodato alla poltrona per tutte le sue due ore con il ritmo incalzante, la sceneggiatura mai scontata ed un taglio di regia che sposa il documentaristico e la migliore scuola dei film d’azione degli ultimi vent’anni. Boom. Io sembro sempre esagerato, guardatelo e ditemi cosa ne pensate. Ah, è crudo. Ah, non solo per il sangue, soprattutto per gli atteggiamenti umani fin troppo realistici e verosimili. Ci sono scene che ti prendono alla gola ed al cuore come la fine di Brazil di Terry Gilliam.

supporta i diritti dei non-umani. non è giusto discriminare Sandro Bondi, ha anche lui un cuore, da qualche parte.

supporta i diritti dei non-umani. non è giusto discriminare Sandro Bondi, ha anche lui un cuore, da qualche parte.

Fine. Sono stato corto abbastanza? : )

PS: non credevo, ma la realtà supera la fantasia. Almeno in Italia. Leggete qua.


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About Nevermore

vedi New York e poi muori

10 responses to “EXTRA – District 9”

  1. Sandro Bondi says :

    e dai però…. abbiamo anche frequentato l’università nella stessa città! deh :\

  2. Nevermore says :

    scusa Sandrino, lo sai che ti voglio bene. Si fa per scherzare, come fai tu con le tue poesie. Mica possono essere vere, dài :)

  3. Sandro Bondi says :

    Sai che c’è? *SPOLIER* il mio *SPOILER* su di te, inizierai a *SPOILER* lentamente, mentre verranno diffuse le immagini dei rapporti *SPOILER* tra te e Berlusconi ed infine inizierai a *SPOILER* cose senza senso, in rima, potendo così aspirare alla carica di ministro!
    Tra *SPOILER* ti *SPOILER*! forse..

  4. Nevermore says :

    Chiedo scusa per i tagli al commento, ma c’è un po’ di gente che vorrebbe vedere il film immagino : )

  5. garethjax says :

    Ehi, abbiamo fatto la recensione praticamente in contemporanea ? :D
    Anche io ieri ho scritto del film!

  6. Nevermore says :

    molto molto bella la tua recensione. a me il finale è piaciuto così. è un film per niente hollywoodiano :D

  7. palbi says :

    anche a me e’ piaciuto molto District 9 salvo che per 2 cose: l’accento zuzzurrellon-sud africano dei protagonisti e l’inquadratura finale un po’ troppo mielosa e scontatella.

  8. Nevermore says :

    sono sostanzialmente d’accordo,
    anche se “fock you” era impagabile, ogni volta :D

  9. Francesco says :

    District9 è fantastico, il protagonista è perfetto… ma come al solito il doppiaggio italiano fa pena. Hanno adattato “fire in the hole” con “staaa arrivaaaaaandooo”.

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