EXTRA – di papi, bambini e ribelli

Il santo padre oggi ci ha dato una lezione importantissima sull’allevamento dei figli:

“Di fronte a famiglie allargate che moltiplicano padri e madri, i ragazzi perdono dei riferimenti precisi per la loro educazione e si sentono orfani, non perche’ figli senza genitori, ma perche’ figli che ne hanno troppi”.

Mi chiedo se abbia fonti di studi psico-pedagogici per corroborare questa sua ipotesi. Dal mio punto di vista un uomo che non ha mai avuto figli ne moglie che parla di una società che non ha mai vissuto in quanto nato e cresciuto in età alto-medioevale ha poco peso, tuttavia per deformazione professionale mi sento di dover rispondere a questa affermazione nell’unico modo ammissibile: controprova.

I miei si sono separati quando avevo sei anni, ho avuto una famiglia (una? forse erano due o tre o quattro, non saprei) di un complicato senza fine con secondi matrimoni e separazioni etc e devo dire, senza fare uso di una modestia che non mi si addice, di essere venuto su parecchio bene. Oddio, forse devo dare ragione a Ratzinger: dal suo punto di vista sono un ragazzo rovinato, Agnostico, Scienziato, Relativista e tollerante. Un vero diavolo :)

secondo voi il papa ha un buon odore? quante docce si farà alla settimana?

secondo voi il papa ha un buon odore? quante docce si farà alla settimana?

 

Sarà che sono pesantemente contaminato dal metodo scientifico, però tendo a dare un po’ più peso alle parole di questa psicologa, donna (e verosimilmente madre):

«Sono peggio le famiglie unite per forza». «Anche le famiglie tradizionali e unite, se i genitori sono infelici e in conflitto permanente fra loro, possono creare problemi enormi ai figli» «Una famiglia unita ma fortemente conflittuale è altrettanto lesiva per i figli. Due genitori che non si separano, ma portano avanti per anni una convivenza rabbiosa possono fare danni notevoli a bambini che vivono e crescono in un clima simile»

Anna Oliverio Ferraris, ordinario di Psicologia dello sviluppo all’Università Sapienza di Roma

Se poi si torna al testo di Ratzinger sembra proprio che il papa sia terrorizzato dalla complicazione delle cose semplici: una famiglia non composta da padre e madre lo terrorizza, come mai?

“Questa situazione, come l’inevitabile interferenza e intreccio di relazioni – ha concluso – non può non generare conflitti e confusioni interne, contribuendo a crescere e imprimere nei figli una tipologie alterata di famiglia, assimilabile in qualche modo proprio alla convivenza, a causa della sua precarietà”

Una volta che impari a capire il linguaggio sei a cavallo: quello che ci sta dicendo è che se cresci in una famiglia ( o più famiglie ) dopo una separazione hai più probabilità di considerare come un’opzione accettabile qualcosa non basato sul modello di padre-marito-padrone, madre-fattrice-sottomessa, figli-terrorizzati-soggiogati. Cui prodest? A chi giova?

Il modello sociale che mantiene la chiesa in funzione e ricca di nuovi adepti ogni generazione è quello che propongono questi signori con bastone e cappello a punta e si basa sulla punizione e sulla paura: c’è una lista di cose che non si devono fare che coincide con i bisogni dell’essere umano corroborata dalla minaccia di una giustizia divina certa ed atroce somministrata a seguito di un’analisi costante da parte di un’autorità onnipresente ed onnipotente. Per convincere la gente che una cosa del genere è fattibile, oltre che normale, devi inculcargli quest’idea quando sono ancora piccoli. Dio-Padre è li, decide ed ordina e tu devi eseguire. La madre-moglie serve a dimostrare che anche le persone grandi non possono fare niente e devono obbedire e tu, che sei appena arrivato (o arrivata) e non sai niente della vita devi adattarti. Niente di strano che nelle rappresentazioni ingenue la divinità sia immensa ed abbia la barba: è l’aspetto di un padre per un bambino di tre anni.

D’altro canto, se l’autorità (in questo caso il capofamiglia) può essere soggetto a contestazione e perfino allontanamento se esagera (mi si consenta l’espressione colorita -caga fuori dalla tazza-) allora è lecito criticare qualunque forma di autorità ed operare secondo coscienza e capacità di critica. Non voglio dire che i figli di divorziati siano più svegli o aperti o altro, voglio dire che l’affermazione “tutti i figli di separati vengono su male perché gli manca l’autorità” è per me falsa in quanto ho almeno un caso falsifiatore: il mio.

Di certo non sto facendo piani di mettere su famiglia: se trovo qualcuno con cui stare bene posso anche fare piani di convivenza e collaborazione ma non voglio qualcuna su cui regnare e dalla quale cavare fuori piccole copie di me da educare secondo precetti di un’antica religione. Mi basta un po’ di intelligenza per sapermi regolare:

Non faccio male alla gente perché non è bello e mi fa stare male dopo. In più dipendo dalla gente più di quanto immagini, probabilmente.
Non maltratto troppo l’ambiente perché mi mette di malumore l’idea. In più dipendo dall’ambiente più di quanto immagini.
Non prendo ordini e non credo nei doveri: se faccio qualcosa è perché voglio farlo e perché sono cosciente delle conseguenze qualora non facessi quella particolare cosa e se non lo faccio sono pronto ad accettare le conseguenze.

È un approccio lineare, non necessita di inferni e controllori e mi ha sempre fatto vivere benissimo senza l’angoscia dell’autorità.

Ne approfitto per fare una richiesta ai miei amici: qualora fossi in letto di morte ed iniziassi a sragionare e qualche prete cercasse di approfittare dei miei ultimi momenti di semicoscienza per estorcermi una confessione, beh, vi chiedo di prenderlo a bastonate. Qualunque prete provi ad entrare in casa mia nei miei ultimi momenti. Dargliele sode e dure, mi raccomando. Come mi ha insegnato Garibaldi

«Siccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato spossato in cui si trova il moribondo, e della confusione che sovente vi succede, s’inoltra e, mettendo in opera ogni turpe stratagemma, propaga, con l’impostura in cui è maestro, che il defunto compì, pentendosi delle sue credenze, ai doveri di cattolico; in conseguenza io dichiaro che, trovandomi in piena ragione, oggi non voglio accettare in nessun tempo il ministero odioso, disprezzevole e scellerato di un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell’Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi a un discendente di Torquemada».

Giuseppe Garibaldi.

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vedi New York e poi muori

3 responses to “EXTRA – di papi, bambini e ribelli”

  1. Lupo Grigio says :

    Beh, la frase di Garibaldi mi piace, è d’effetto.
    Le parole della psicologa sono sacrosante (appunto), quelle del papa meno. La tua posizione è rispettabile, ma non so… Potrebbe esserci troppo animo da mangiapreti a deformare un po’ la visuale.
    Non dico che il papa abbia ragione in ciò che dice così com’è, ma ammetto che tanti danni vengono anche dalla mancanza di una famiglia come punto di riferimento e d’appoggio, che ci sia un vago senso di smarrimento generalizzato che spesso porta le persone a sposarsi o a non farlo ragionando sul ‘tanto se non funziona divorziamo’ – che ovviamente porta a sottovalutare il matrimonio e di conseguenza il nucleo familiare. In più, la famiglia, anche quella cattolica, non è più padre/patriarca/autorità, la cultura attuale non lo accetterebbe (lo sai che non mi riferisco a contesti d’ignoranza che sono pure diffusi, ma non sono la maggioranza della società credente). E poi, siamo un paese mammone che si appoggia a morte sui nonni per crescere i figli!
    Io penso che un richiamo a ripensare la famiglia nei termini di un più saldo punto di riferimento non sia sbagliato.
    Poi, per me va ripensato in genere il concetto di famiglia al giorno d’oggi – il che include ovviamente la famiglia allargata. Gli indiani d’America come famiglia avevano praticamente tutto il villaggio! …e non mi pare venissero su male! ^__^

  2. Cristina says :

    *scribscrib* picchiare preti *scribscrib*

    Segnato! n_____________n°°°

    (emoticon Bella, per l’occasione)

  3. Nevermore says :

    sapevo di poter contare su di te! (Ω_Ω ) (facciona manga – viva i caratteri unicode :D)

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