DAY 47 – morto che parla

Vi dico cosa succede: il governo esaspera la gente in diversi ambiti. Non è possibile che siano così stupidi da farlo senza avere un piano. Cioè, è improbabile, non impossibile. Oddio, a guardarli in faccia non sono più tanto convinto. Facciamo finta che siano persone normali per un attimo, giusto per comodità. A parte Bondi, ovviamente. Lui è scusato. Lui non è una persona.

lo sapevate? il Bondage prende il nome da Sandro Bondi. In origine era la pratica di legare le persone per evitare che scappassero durante la lettura di una delle sue poesie. Douglas Adams si è ispirato alle poesie di Bondi per le poesie Vogon della Guida Galattica per Autostoppisti. Se non avete capito questa battuta dovete leggere il libro appena citato. Ora. O chiamo Bondi, capito?

lo sapevate? il Bondage prende il nome da Sandro Bondi. In origine era la pratica di legare le persone per evitare che scappassero durante la lettura di una delle sue “poesie”. Douglas Adams si è ispirato alle poesie di Bondi per le poesie Vogon della Guida Galattica per Autostoppisti. Se non avete capito questa battuta dovete leggere il libro appena citato. Ora. O chiamo Bondi, capito?

L’idea è semplice se la si guarda dal punto di vista giusto:

Il governo taglia i fondi ad ogni settore strategico (istruzione, welfare, sanità, giustizia, sicurezza) e la gente inizia ad incazzarsi MA non si vede perché la televisione non parla mai della gente incazzata e se lo fa lo fa nel modo sbagliato. O giusto, a seconda dei punti di vista.

La gente accumula malcontento perché le cose non sono sopportabili ed il governo è li in attesa che qualcuno faccia una stronzata. Perché la gente disperata fa sempre stronzate. E ci sono tutti i motivi per far perdere la calma anche alla più santa delle persone pacifiche quando ti accorgi che non riesci a far studiare tua figlia perché costa troppo. E tua figlia fa ancora le medie.

Non so se abbiano delle proiezioni su chi sarà il primo a saltare. Magari si aspettavano qualcosa dagli studenti l’anno scorso, oppure dagli operai, oppure sarà una mamma con un mitra ma qualcuno farà una stronzata. Appena questo sarà accaduto la repressione non si farà attendere. Su tutti. Autorizzata come forma di “legittima salvaguardia dello stato”.

Qualora nessuno si decidesse a perdere la calma nonostante l’abile lavoro di provocazione qualcuno, sono sicuro, provvederà a far credere alla gente (o semplicemente a dichiararlo perché le prossime generazioni abbiano i documenti a provare che il pericolo c’è stato) che qualcun’altro stia pianificando un colpo di stato. Succede sempre così se guardate un po’ la storia degli ultimi tremila anni. La repressione non si farà attendere. Autorizzata come forma di “legittima salvaguardia dello stato”.

Realisticamente, voi ce li vedete D’Alema e Fassino a pianificare il colpo di stato? Ce lo vedete il PD a prendere una qualche decisione, in qualunque senso? Forse è appena più probbile un ammutinamento della polizia sotto Di Pietro ma comunque è una cosa probabile quanto il ritorno inaspettato del buongusto in televisione.

Ho paura di tornare in Italia . Non tanto per la repressione ed il colpo di stato, quanto per la televisione : |

Ho paura perché sono sicuro che in poche settimane ritornerò a sentirmi male ad ogni telegiornale. Inizierò a sentire il senso di peso ogni volta che qualcuno metterà inavvertitamente il il TG4 scambiandolo per un notiziario. Non avete idea di quanto questo fraintendimento sia diffuso. E ce ne vuole, eh.

Faccio una profezia: questo sarà un autunno caldo. Bollente. Sarà più caldo dello scorso, tanto per dire. E l’anno scorso abbiamo fatto così tanto casino che a metà novembre si andava ancora in giro con la maglietta. Sulla faccia, per la precisione, ma comunque con la maglietta.

Se quest’anno vi troverete in piazza a manifestare e per caso ci fosse vicino a voi un tipo buffo con i pantaloni a zampa che parla della rivoluzione proletaria con un pesante accento di uno dell’entroterra che ha imparato l’italiano a scuola [grazie Fabio], con un’improbabile parrucca afro, gli occhiali e la bandana dategli pure un paio di legnate prima che si metta a sparare con la P38. È sicuramente Kossiga, col suo vecchio travestimento da autonomo. L’ha usato un sacco negli anni settanta. Ogni tanto gli prende ancora così, non riesce ad abbandonare le vecchie abitudini.

Kossiga è un mio concittadino di cui so tante storie buffe. È andato a scuola con la mia prozia ed è stato il più giovane qualunque cosa della Repubblica Italiana. È stato professore universitario prima dei 25 e si divertiva a bocciare i suoi ex compagni di corso che dovevano ancora laurearsi. La sua simpatia per gli studenti universitari non è mai mutata nel corso dei decenni.

Kossiga è (o è stato) cugino di Enrico Berlinguer (altro mio notabile concittadino) che invece era di tutt’altra pasta. Anche di tutt’altro sugo e tutt’altro agnello, giusto per rimarcare la differenza tra i due: uno era un gretto picconatore, l’altro un uomo Wow.

unillustrazione dellepoca (1985ca.) mostra lentusiasmo dei gggiovani dellepoca verso lelezione di Kossiga a Presidente della Repubblica. È come se un giorno ti svegliassi e ti dicessero che Maroni è andato a letto con tua sorella. Jus primæ noctis.

un’illustrazione dell’epoca (1985ca.) mostra l’entusiasmo dei gggiovani dell’epoca verso l’elezione di Kossiga a Presidente della Repubblica. È come se un giorno ti svegliassi e ti dicessero che Maroni è andato a letto con tua sorella. Mediante Jus primæ noctis.

Ci tengo a precisare: Io non sono mai stato comunista. Mi piace considerarmi un liberale, con un occhio di riguardo al sociale ed ho un sacco di amici con falce e martello però non è la mia via. Ho votato radicale per una vita ed il mio attivismo è indirizzato principalmente verso i diritti civili e le libertà personali, però Berlinuger ha sempre avuto un certo fascino per me. Sì, anche da morto. Sì, anche se era il segretario del PCI. Mi ha sempre dato l’idea di una persona rispettabile. Qualità che in un politico risalta come un paio d’ali su una tigre.

Il padre di Enrico Berlinguer è andato al ginnasio con Togliatti, quando quest’ultimo viveva a Sassari, mentre suo nonno (Enrico anche lui) è stato amico di Garibaldi e di tutta quella gente che si divertiva a fare l’Italia. È facile iscriversi giovanissimo alla dirigenza del PCI [cit.] con queste premesse ma ci vogliono comunque due palle così ad opporsi al Partito Comunista dell’Unione Sovietica, scampando agli attentati e dirigere il più grosso partita comunista del mondo occidentale morendo infine amato da tutti (c’era pure Almirante al funerale. Sì, il fascista. Sì il maestro di Fini. Sì, Fini era fascista, non importa quanto sia ripulito e rispettabile: era comunque un fascista e no, non lo vorrei come presidente del consiglio. L’unico motivo per cui ora apprezzo Fini è che conosce e rispetta le regole formali della politica e per questo risalta in mezzo ai suoi compari di partito come una tigre con le ali. Facile, direte voi, gli altri sono scimmie col culo al posto della faccia.). Enrico è morto venticinque anni fa, eppure ci parla ancora e ci dice delle cose che fanno venire i brividi. In particolare illustra alcuni problemi relativi alla nostra attuale legge elettorale. Ventisei anni fa :|

Alla televisione c’è una spcie di poliziottesco comico colombiano. Guardo sempre la TV colombiana sulla TV via cavo, mi serve ad imparare lo spagnolo. Lo spagnolo mi servirà nel caso diventi troppo imbarazzante presentarsi come italiano : /

No, seriamente. Voglio tornare in Italia per fare il possibile al momento giusto. Non so cosa sia “il possibile” ne “il momento giusto” ma sono sicuro che nell’arco dei decenni che mi restano da vivere vedrò grandi cambiamenti nel nostro paese. A seconda di come andrà la prossima guerra mondiale potrebbero essere cose tipo la ri-scoperta della ruota. Comunque un fisico potrebbe tornare utile anche li. Tipo a sostenere il sasso mentre qualcuno più robusto martella il picchetto.

Vado a dormire, che è meglio. Magari domani mi sveglio e Berlusconi è morto ed esiste un partito di opposizione che ha un piano migliore di “aspettiamo che il capo muoia e poi vediamo” per vincere le elezioni.

Grazie a tutti per aver votato per Emigration for Dummies ai Macchianera Blog Awards 2009. Vi faccio sapere se siamo riusciti a passare la prima selezione. Non credo, in realtà, ma è stato divertente provare. Un po’ come fare la rivoluzione : )

Il mio amico Lucha suggeriva qualche mese fa di gettare il sasso così: piazzare l’evento “La Rivoluzione” su facebook in qualche momento tra un po’ di mesi e lasciare li e vedere quanta gente partecipa. Metti tutto, data, ora, luogo ed aspetti. Magari è così che funzionano le cose nella nostra era. Magari basta qualcuno che provi. Magari dopo la rivoluzione questo post basterà ad iscrivermi giovanissimo alla dirigenza del [aggiungere il nome del Partito™].

Ho sempre sognato essere un modello d’ispirazione. Tipicamente ho sempre desiderato ispirare sogni erotici in piacenti fanciulle, ma anche “ideali liberali di fratellanza tra uomini e donne di buona volontà” non è male. Meglio di quello che ispira Bondi, comunque. (Pena e schifo, per la cronaca).

Vi lascio con una Poesia Vogon.

Buonanotte amici :)

Attenzione: la lettura dei seguenti versi può provocare vari danni al sistema nervoso oltre a diverse emorragie interne.
Non permettete a un vogon, per nessuna ragione al mondo, di leggervi le sue poesie. Grazie.

Oh, acciacciato grugnosco, le tue minzioni mi appaiono

Come ciance di sebi su luride api.

Deh! Impiacciami, imploroti, sgabazzone rampante

Sciasciami, sprusciami, sprusciami coi crespi tentachili

O ti strapperò gli sputtoni coi miei scassagangli, CAPITO?

Ecco, questa a confronto di quelle di Bondi è carina. È come la ragazzotta brutta e simpatica che vedevi sempre al bar al mare quando avevi quattordici anni a confronto del disastro nucleare di Three Mile Island

PS – siamo meglio di Star Trek, siamo meglio del Vangelo, siamo più o meno allo stesso livello di Star Wars.

Sono al primo posto di google con cose tipo “Wookiee vestito da Gesù” e simili, scoperta sperimentale di mio fratello Enrico che si aggiudica per questo la coppa di omogeneizzato, premio di oggi. Inoltre se qualcuno vuole coraggiosamente andare dove nessuno è mai andato prima arriva qui. Figo, eh?

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vedi New York e poi muori

4 responses to “DAY 47 – morto che parla”

  1. Luca says :

    Fossi in te sarei contento di essermi perso questo :

    soprattutto il servizio che parte a metà del video e che riceve i complimenti di Feltri (ho detto tutto).

  2. Fabio says :

    Cossiga non ha mai avuto l’accento sassarese, piuttosto l’accento di uno dell’entroterra che ha imparato l’italiano a scuola.
    Ciao.

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