DAY 46 – XX settembre, porta (a porta) pia.

« Stavamo sulle righe, quando alcune voci sulla Piazza di San Pietro gridarono: “Il Papa, il Papa!”. In un momento, cavalieri e pedoni, ufficiali e soldati, rompono le righe e corrono verso l’obelisco, prorompendo nel grido turbinoso e immenso di: “Viva Pio IX, viva il Papa Re!”, misto a singhiozzi, gemiti e sospiri. Quando poi il venerato Pontefice, alzate le mani al cielo, ci benedisse, e riabbassatele, facendo come un gesto di stringerci tutti al suo cuore paterno, e quindi, sciogliendosi in lacrime dirotte, si fuggì da quel balcone per non poter sostenere la nostra vista, allora sì veruno più poté far altro che ferire le stelle con urla, con fremiti ed esecrazioni contro coloro che erano stati causa di tanto cordoglio all’anima di un sì buon Padre e Sovrano »

— Antonio Maria Bonetti, caporale dei Cacciatori Pontifici

La storia è una figata. C’è tanta gente a cui la storia non piace. Tipicamente sono le persone che stanno dal lato sbagliato della parola “sconfissero” e cercano riscatto in cose tipo “eh, ma i ragazzi di Salò erano come gli altri dall’altra parte” trascurando la parte riguardo al fatto che torturavano ed uccidevano come volontari per seguire un regime che aveva svenduto l’Italia ai nazisti.

A me il XX Settembre 1870 piace. Mi piace non tanto perché è stato il momento in cui gli “unificatori” sabaudi sono entrati finalmente nello Stato Pontificio, quanto perché la vedo come una rivincita (seppure solo simbolica, purtroppo) di certa brava gente nei confronti del teocrate Pio IX.

Forse Non Tutti Sanno Che™ alcuni decenni prima della presa di Porta Pia, il massone Mazzini ed alcuni suoi hanno messo in fuga Pio IX istituendo una Repubblica Romana con una delle costituzioni più moderne e bbbellissime che abbia mai visto. Pio IX scappa a Gaeta e si pone sotto la protezione delle forze restauratrici, insieme al suo amico Leopoldo II (il granduca grasso di Piazza Santa Caterina) che lascia la Toscana in mano al repubblicano Guerrazzi.

Giuseppe Mazzini, uno degli ispiratori ed assidui lettori di questo blog. Anche lui è stato un emigrante e sa come ci si sente a guardare da lontano il proprio paese allo sfascio.

Giuseppe Mazzini, uno degli ispiratori ed assidui lettori di questo blog. Anche lui è stato un emigrante e sa come ci si sente a guardare da lontano il proprio paese allo sfascio.

La Repubblica finisce male, purtroppo, e tutti i sogni di Mazzini finiscono in fumo. A me dispiace per quell’uomo che stimo tantissimo, dev’essere stato un po’ uno shock per lui vedere la sua Italia finalmente unita in mano ad una stirpe di bifolchi come i Savoia che per ottenere una corona si sono dovuti comprare la Sardegna dagli Austriaci. Chiedete a qualcuno cresciuto in Sardegna cosa pensi dei Savoia. Fatelo col tono giusto però, se ci tenete alle orecchie : )

Il XX Settembre 1870 i bersaglieri entrano a Porta Pia e mettono fine al governo secolare della chiesa che per generazioni si è occupata della salute spirituale dei suoi sudditi mediante le amorevoli cure dell’Inquisizione. È interessante notare come ci sia stata una continuità tra la Santa Inquisizione medioevale e l’attuale Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta da Joseph Ratzinger sino all’elezione a Vicario di Cristo. Mentre tutti i governi europei sopprimono i tribunali dell’Inquisizione durante l’ottocento, lo Stato Pontificio lo mantiene bene in funzione per reprimere, oltre alle varie devianze religiose che possono colpire un uomo sedotto dai pericoli del più bieco illuminismo anche tutte quelle fastidiose simpatie democratico-repubblicane. Poi ci si chiede perché il nuovo Papa non sembri proprio al passo coi tempi: viene da generazioni di popolazione selezionata per l’obbedienza al canone. È una prova vivente di come la selezione di gruppo funzioni.

Ok, gli eroi non esistono e se esistono non sono i soldati che sfondano un muro e conquistano una teocrazia per esportarvi la democrazia (o l’ultimo modello disponibile di governo moderno). Magari i bersaglieri che hanno sfondato il muro erano dei bifolchi pure loro che si trovavano dalla parte giusta della parola “sconfissero”. Che poi è una parola del cazzo. “Convinsero” è molto meglio.

Il punto che voglio evidenziare è che, ancora una volta, qualche decina (o centinaia, o migliaia) di persone incazzate possono cambiare la storia. Non tanto sfondando il muro e facendo scappare il papa, quanto rimanendo impresse nell’immaginario delle generazioni future. Gli spartani alle Termopili  probaiblmente non erano tanto contenti di morire per l’alleanza panellenica (ci scommetto quello che volete che ciascuno di loro avrebbe preferito stare a casa a divertirsi con la moglie o col suo ragazzino piuttosto che fronteggiare i persiani) però sono serviti ad alcune centinaia di generazioni di esseri umani come modello fiero di ostinazione. In america un tipo del genere è un underdog, il cane che sa di prenderle ma comunque combatte contro il mastino più grosso. Non so perché ma l’atteggiamento da underdog ha un suo fascino, soprattutto quando ti devi opporre contro un regime totalitario o l’ignoranza. Lo sai che non ce la farai, ma continui a lottare. Un po’ per orgoglio, un po’ perché non puoi fare altro e dopo un po’ di tempo che un po’ di underdog si sbattono qualcuno ce la fa. Tipo effetto tunnel. E cambia la storia.

Oggi abbiamo un bifolco al governo e c’è un sacco di gente che soffre sotto il giogo di questa truppa di ignoranti. Un sacco di persone si lamentano e magari vorrebbero qualcosa di diverso, però non sanno ne come ne dove lottare per cambiare le cose. Poi ci sono persone che ci sbattono il muso ogni giorno e si attivano per cambiare le cose, ciascuno a modo suo. Ci sono quelli che cercano di portare la democrazia diretta nell’amministrazione della cosa pubblica, ci sono gli attivisti spontanei che scendono in piazza e fanno quello che l’istinto gli dice di fare, ci sono gli intellettuali e le persone di cervello che cercano di produrre Buone Idee™ e tanti altri tipi che probabilmente conoscete meglio di me. In genere tutti prendono schiaffi dal regime, sino a che un giorno qualcosa non capita e si cambia la storia. Tipo i moti di Stonewall, le Termopili o Porta Pia.

Qui al MOMA ci sono alcuni spezzoni del primo film proiettato pubblicamente in Italia nel 1905. L’Italia parte bene nel settore, con quello che per l’epoca è considerato un Colossal (ben sette minuti!) con un’intera scena a colori. Il film è appunto La Presa di Roma ed alterna sequenze in studio con scene dal vivo. Me li immagino questi attori di inizio secolo che girano per le strade di Roma e la gente che chiede “E tutti questi bersaglieri? Fanno bene a dare una ripassata al papa ogni tanto. Viva Mazzini, continuate così.”

Io sogno, in queste notti di emigrazione, un gruppo di qualche decina di persone che entra in studio da Vespa in diretta e che finalmente dice quello che tutti vorrebbero sentire di fronte a milioni di persone. Senza fucili o cappelli o pennacchi, noi non siamo eroi. Non in senso risorgimentale, almeno. Ci vuole qualcuno che vada in televisione, a qualche titolo, e faccia breccia mostrando onestà e parole chiare: lingua italiana (non qualche dialetto o gergo politico) per concetti chiari (basta stronzi al governo).

La gente vuole vivere tranquilla, vuole avere la pensione quando finirà di lavorare, vuole la possibilità di lavorare, vuole che i ragazzi possano studiare senza troppe preoccupazioni dalla scuola materna all’università, ospedali efficienti ed il tempo libero per godersi la vita e magari qualcuno vorrebbe pure la possibilità di portare avanti la cultura e le arti. Gli viene risposto sistematicamente che in realtà loro non vogliono queste cose: vogliono più sicurezza, vogliono più sicurezza, vogliono più sicurezza e visto che ci sono è meglio se stanno a casa a guardare la tv perché fuori non è sicuro. Il resto dei problemi sono balle inventate dai comunisti (creature mitologiche dell’era dell’acciaio, spesso assimilati al dio della guerra e verosimilmente originari del pianeta Marte detto anche Pianeta Rosso).

Quello che ci vuole, appunto è una breccia a Porta a Porta (Pia). Volete aspettare che ci vada Franceschini? :|

Per la cronaca: in questi giorni mi sto divertendo molto e sono molto felice di trovarmi a New York. Molte delle cose che mi succedono non le posso scrivere sul blog perché sono porno e mi imbarazzo. Gesù vi saluta e dice “Dieci, Cento Mille Porta Pia”.

Mi sembra incredibile che siano già passati vent’anni, comunque sì, 20 settembre 1989 nasceva mio cuggino [sic.] Paolo che oggi festeggia il compleanno. Auguri cuggì, questo video è per te, per ricordarti com’era il mondo quando sei nato. Godetevi tutti questo tuffo negli anni ottanta :)

PS il vincitore del concorso segreto di oggi è Giuseppe Mazzini che ci ha raggiunto con “buffissimo fastidio“. Secondo classificato Frank Castle AKA Il Punitore con “pistola nuovo tipo di giorgio beretta“. Noto con piacere comunque che qualunque ricerca comprendente Gesù, gli wookie o le tette fighissime trovi questo blog nelle prime due pagine. Anzi, per “tette fighissime” siamo al primo posto su google. w00t!

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vedi New York e poi muori

3 responses to “DAY 46 – XX settembre, porta (a porta) pia.”

  1. Gareth says :

    Grandioso il video :)

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  1. EXTRA – Impossible Mission « Emigration for dummies - 21 settembre 2009

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