DAY 44 – in fila per sei col resto di due

Ci ho messo 85 minuti a tornare a casa in metro. Mi sembra di essere tornato ai primi giorni, quando la A faceva le bizze e mi scaricava due fermate dopo senza motivo apparente. Solo che stavolta ad impazzire è stata la solitamente affidabile linea 1. Penso inizierò ad approfittare dei taxi quando torno a casa la sera, almeno per metà percorso, se non c’è qualcuno a dividerlo con me. Tipo una ragazza bellissima conosciuta per caso che poi mi invita a casa e passiamo la notte a raccontarci la vita scoprendo mille punti in comune e poi arriva l’alba ed andiamo a fare colazione in un localino che conosce lei sull’east river ed alla fine ci baciamo e poi scopro che si chiama Ciro e prima era un uomo ed è per questo che avevamo tutte quelle cose in comune e che potevo arrivarci prima e che forse era il caso di prendere la metro e pace. Tanto alla fine nel tempo in attesa posso leggere. O cantare. C’è gente che campa, cantando nella metro. Io invece oggi ho dovuto pagare per farlo.

Compleanno di Ilaria che ci ha portati al Karaoke in St.Marks street (che in realtà sarebbe l’ottava strada, ma non ditelo a nessuno), un posto pieno di tatuatori, piercer, locali notturni, negozi di costumi e uno stronzo che mi ha venduto una ricarica T-mobile spacciandomela per AT&T. Scemo io che non ho controllato. Se dovessi descrivere a qualcuno l’east village penso gli parlerei di St.Marks street. Giusto perché è il posto dove vado a finire più spesso con le mie amiche di queste parti. Prima d’ora però non avevo mai varcato le porte di Sing Sing.

Il posto è  quel genere di locale che piacerebbe a Giorgio o a Pablo. Significa che c’è roba giapponese. I gestori sono Koreani, invece, giusto per confermare il mito per il quale gli asiatici sono tutti uguali. Appena entri ti trovi in uno stanzone da bar (controllo ID obbligatorio, come ovunque, come sempre) pieno di gente che ride e canta e beve. Da bere c’è solo birra o roba da fighetti tipo rum colorato e schifezze del genere. Oddio, al confronto del posto dove sono stato prima questo è Harlem. Vi racconto dopo, non temete.

Oh, mi sono divertito. Ho infilato in scaletta alcuni pezzi che non sono stati del tutto apprezzati (tipo Frankly Mr Shankly degli Smiths) ed altri che invece “ce stavano, aho” tipo New York New York e My Way di Sinatra, tanto per ridere. Ah, per la cronaca, eravamo in una stanzetta privata dove ti puoi immaginare succeda di tutto una volta chiusa la porta. C’è un televisore grande, un impianto audio, divanetti ed una porta che si può chiudere dall’interno. A me sa di posto squallido in linea di massima, dove la gente va a farsi una sveltina, però magari mi sbaglio. Magari è solo un posto squallido dove la gente va a fare il teatrino degli imbecilli.

A proposito di teatrino di imbecilli, prima del Karaoke io ed Elena siamo andati sul tetto dell’Empire Hotel vicino a Columbus Circle a vedere una sfilata di moda di Dolita. Mi aveva invitato Clem che sta lavorando nell’organizzazione come responsabile del personale e sono settimane che non ci vediamo più tanto e ci teneva a farmi vedere quello che sta facendo. Quello che sta facendo tipicamente è seguire i capricci delle modelle, che odia dalla prima all’ultima, e fare in modo che ci sia sempre qualcuno a fare quello che c’è da fare.

l'invito ufficiale alla cosa. ho dovuto telefonare e confermare la presenza. serissimo. poi invece c'era una fila casuale e siamo entrati senza che ci chiedessero il nome, solo perché eravamo più belli dei nostri vicini di coda.

l'invito ufficiale alla cosa. ho dovuto telefonare e confermare la presenza. serissimo. poi invece c'era una fila casuale e siamo entrati senza che ci chiedessero il nome, solo perché eravamo più belli dei nostri vicini di coda.

QUESTO è il sito di Dolita, che mi sembra una roba mezzo da fighetti. Il posto era fighissimo, terrazza sul tetto di un hotel al centro di un crocevia di strade. Il problema è che era popolato da gente inqualificabile, in più le modelle erano xenomorfe ed assolutamente inumane. E non vi sto a raccontare i modelli maschi. Mostri, ragni. Xenomorfe è una parola ricercata, significa “di forma aliena”. No, non hanno due bocche. No, non ti fanno esplodere lo sterno. Si, secernono acido dalla bocca. Tipicamente dopo mangiato. Succhi gastrici.

una tipica modella. nel tempo libero clona cacciatori di taglie per conto della vecchia repubblica con l'obiettivo di farci un esercito.

una tipica modella. nel tempo libero clona cacciatori di taglie per conto della vecchia repubblica con l'obiettivo di farci un esercito.

Faceva freddo e lo spettacolo non era granché, così dopo poco io ed Elena abbiamo levato le tende e siamo andati a mangiare a qualcosa. Alla faccia delle ossute indossatrici [cit.]

Uno dei posti dove preferisco mangiare è Wholefoods Market, una catena specializzata in cibo sano. La cosa che mi sorprende è che non è neppure caro: ci trovi la carne biologica, le uova da allevamento a terra ed una sezione gastronomia che è la fine del mondo dove paghi fisso $7,90 a libbra, qualunque cosa tu metta nella tua scatola.

Ogni tanto ho pensato di fare la spesa e cucinare a casa, ma considerando che cucinare per mangiare da soli è deprimente e che comunque non costa molto ho preso l’abitudine di venire a mangiare qui abbastanza spesso. Sarà il cambio Euro-Dollaro vantaggioso, però a me NY sembra più economica dell’Italia. Mezzo kilo di tofu a 3 dolla, sono due euro. Vogliamo parlarne?

Domani passo da elena con la pennina e/o una campana di dvd e recupero tutte le foto prima che lei torni in Italia, così finalmente posso mostrarvi un po’ di vita newyorkese.

Ora vado a letto che sono ancora spossato dal viaggio. Magari aggiorno dopo.

Zut!

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About Nevermore

vedi New York e poi muori

4 responses to “DAY 44 – in fila per sei col resto di due”

  1. Cristina (Maiho) says :

    Certo che NYC è più economica di questo posto.
    Sono entrata alla coop l’altro giorno, ho riempito un microcarrellino con tre bischerate: “20€ prego”. Ho istantaneamente fatto il cambio in dolla, quasi trenta, e mi son resa conto che per spenderli in cibo ti ci devi veramente impegnare.

    QUINDI mi sono incazzata. Ma è stato inutile. :D

    Attendo con ansia documentazioni fotografiche. Sono estremamente curiosa.
    (se mi sbrigo compro la 50D molto poco dopo il tuo ritorno, così puoi provare una canon seria. u.u)

  2. garethjax says :

    Incredibile che new york, forse una delle città più care degli States e del mondo, sembri meno cara di Milano o Roma :)
    Ma d’altra parte il costo del CIBO in america è tenuto basso perchè così la gente può smangiucchiare davanti alla tv.

  3. Francesco says :

    certo però vorrei capire su che basi dicono che lo stipendio medio italiano è 1820 euro…

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