DAY 39 – punti di vista

Avete presente il piscio di gatta in calore? Qui lo vendono in lattina. Cioè, io non l’ho mai visto ma se c’è un posto al mondo dove puoi trovare piscio di gatta in calore in lattina è New York City. Conoscendo un po’ la città, ormai, direi anche che sicuramente c’è la versione diet senza zucchero. Trovi tutto senza zucchero qua, anche la vita.

Stamani sono tornato a casa alle cinque dopo una notte nel lower east side ed ho fatto un cambio insolito per via di lavori sulla linea 1, trovandomi di notte a Grand Central (è la stazione che vedete all’inizio di Carlito’s Way) per la prima volta. Avevo visto la stazione di giorno ed ero rimasto a bocca aperta, fighissima, però di notte ha tutta un’altra aria. Ha l’aria di tutte le stazioni del mondo in una notte fredda e piovosa.

Grand Central Terminal. È un po meglio della stazione di Pisa, che, come dice Salvatore, è Mos Eisley.

Grand Central Terminal. È un po' meglio della stazione di Pisa, che, come dice Salvatore, è Mos Eisley.

Ok, per farla breve e senza retorica: io degli States ho un punto di vista parziale e privilegiato e non so un cazzo della vitaccia di merda che fa tanta gente. Sono tutto preso dall’entusiasmo per l’università fighetta, per le gratificazioni al lavoro, per le amichette carine e simpatiche, per la gente inusuale che conosco nel tempo libero e non ci sbatto mai il muso sul fatto che questo paese è al massimo della disoccupazione e ci sono un sacco di persone che se finiscono sotto un’auto nessuno si preoccupa di chieder loro come stanno e se gradirebbero un’ambulanza prima di essere inumate.

Abito in un bel quartiere, non c’è rischio che il ramo della fisica vada in recessione e che mi taglino i fondi da un giorno all’altro ed ho un’assicurazione sanitaria, però non posso fare a meno di chiedermi “e se succedesse a me?“, quando vedo la gente accasciata sul pavimento della stazione. I poveracci ci sono ovunque, in ogni paese, è solo che qui mi stride ancora di più, perché a meno di duecento metri c’è Times Square con la sede del NASDAQ che probabilmente è come Bob Marley si immaginava Babilonia.

Sempre per evitare la retorica, so benissimo che già da questo pomeriggio tornerò a fregarmene dalla gente che fa la vitaccia e che sarò di nuovo tutto ooh ooh per tutte le cose che vedo in giro, salvo poi farmi di nuovo venire i rospi in pancia la prossima volta che ci finisco davanti. Non ho una lezione morale da trarre da questa cosa, volevo solo scriverla. Scrivo tante stronzate, mi perdonerete se per una volta scrivo qualcosa di serio.

Oggi ho modificato le impostazioni dei video su youtube: non so perché ma c’è qualcuno che ci arriva senza passare dal blog ed effettivamente i video visti senza contesto mi fanno fare l’impressione del coglione. È bello sapere che è possibile avere tanto tempo libero da poter passare a guardare e commentare video di cui non ti frega un cazzo :)

Ah, ho cambiato parere riguardo a Little Italy: è sempre un parco a tema, ma non è squallido. Almeno, non più squallido di tanti altri posti. Tipo l’Italia. C’ero stato ad agosto e mi era sembrato grottesco come un luna park quando ci torni da grande, e finalmente ti accorgi che Pippo è un povero lavoratore interinale che suda come un dannato in quel cazzo di costume lercio sotto la canicola e che verosimilmente odia i bambini, i genitori e tutti i fottutissimi cani antropomorfi consumatori di cannabis.

A Little Italy durante la festa di San Gennaro ti aspetti di incontrare De Filippo e Totò, in mezzo al mari di gente che dice “Ué” facendo il cono con le dita, i pizzaioli acrobatici, le zeppoles ed i calzones e gente che urla e tutti i ristoratori che ti dicono “Buongiorno signore” e poi continuano in inglese. Se non vuoi farti rapinare puoi mangiare dei tipici paninozzi zozzi italiani da sagra di paese (con salsicce buonissime, ad essere sincero) e sfamarti tranquillamente in una di queste locande itineranti con roba tipo carne, panini, carne, maialetti. [cit.]

Ho fatto due chiacchiere con uno dei suonatori della banda e custode della shrine di San Gennaro. La shrine in se è di un pacchiano che non ha fine. È di plastica con i brillantini, enorme. La statua non è male invece. Risulta sobria comparata al contesto. Il signore sulla sessantina parlava un ottimo italiano, nonostante fosse probabilmente immigrato di seconda  o terza generazione ed abbiamo parlato dell’Italia, dell’America e di quelle cose di cui parli quando non sai cosa dire ad una persona incredibilmente gentile che vuole ostentare quanto sappia parlare la lingua dei suoi avi e si aspetta una donazione per il santo. Io un dollaro a San Gennaro gliel’ho dato, più che altro per avere il santino ricordo. In un secondo momento mi sono reso conto che probabilmente il santino è la ricevuta fiscale per la protezione ricevuta.

capo, credo sia ora di dare una lezione al vecchio Frankie”

“no Jack, non vedi? Ha rinnovato il santino sulla vetrina, è a posto per tutto il ’34

Come al solito in questi giorni ero a zonzo con Elena, Ilaria, Wanda ed un po’ di altri italiani emigrati e, approfittando della proverbiale ospitalità italiana, siamo finiti a fare una merenda della madonna nel ristorante di Carmine, il fidanzato italoamericano di Wanda. Posto fighissimo, su Mulberry street, dove ho mangiato in abbondanza tiramisù e bevuto limonata San Pellegrino. Ero felice tipo festa di compleanno delle elementari.

Qui in America la roba della san Pellegrino è considerata fancy, di classe. La bottiglietta piccola, se la trovi, non sta mai sotto i 3 dolla. Si dice che Marilyn Monroe amasse fare il bagno nell’aranciata amara nei suoi ultimi giorni e che in realtà sia morta di diabete. Ovviamente è una stronzata. Nell’aranciata amara non c’è zucchero. È come la vita qui.

Per arrivare a Little Italy sono passato da Canal Street che è il centro di China Town e dove mi è stato proposto di acquistare qualunque cosa, dai Rolex agli iPhone passando per cani, borse e prestazioni sessuali. Credo che l’unica cosa che non si possa trovare facilmente a China Town sia qualcosa di legale. Oppure Little Italy. Mi sono perso in mezzo a quelle cazzo di viuzze tutte uguali stando a sentire i consigli di gente che non ha l’educazione per dirti “non lo so” e ti da invece una direzione a caso. Se torno a stare qui con un contratto decente mi prendo l’iPhone e vaffanculo. Magari non a Canal Street. C’è il rischio che il navigatore satellitare mi guidi in un vicolo e finisca in qualche banca di organi.

In serata ho fatto dei nuovi amici in maniera assolutamente casuale: un tipo stava molestando un’amica di Elena in Union Square prima che noi arrivassimo ed è stata salvata da Colin, un rocker della west coast appena trasferito a NYC che poi è venuto con noi ed è stato un ottimo compagno di serata. Il punto è che Ilaria e le altre ragazze volevano andare a ballare ed il genere di musica nei locali in cui siamo stati (due, entrambi nel lower east side) non  è proprio quello che  io intendo per musica piacevole. Ad essere precisi non è proprio quello che io intendo per “musica”.

Ad essere completamente sinceri mi sono divertito, comunque, anche se Elena non ha perso occasione per maltrattarmi : (

La prossima volta andiamo ad una serata punkrock, ed il posto lo scelgo io. Tra parentesi, anche Colin è molto sensibile all’argomento “musica decente”, avendo vissuto a Parigi ed avendo constatato con mano che il rock francese fa cagare diversamente piacere.

Se riesco aggiorno anche dopo.

Ah, a quanto pare San Gennaro ha anche proprietà antivirali. Immagino sia una questione di punti di vista: chiunque è libero di affrontare un avversario squisitamente biologico con la superstizione o con la scienza. Dal punto di vista darwiniano sappiamo che una delle due popolazioni sarà selezionata dall’evoluzione, e tutto è a posto. Chissà che Berlusconi, in segno di riappacificazione con la chiesa, non decida di seguire il consiglio del vescovo di Napoli : )

PS: vince il concorso di oggi Vittorio, che è arrivato a questo blog per vie radicali. Giusto per ricordarmi da dove provengo :)

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vedi New York e poi muori

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