DAY 38 – when life sucks ask for more

Wow. Immagina una stanza enorme, ricavata sfondando tutti i muri di un appartamento, mettici dentro un enorme tavolo da biliardo col panno viola, un camino, divani di pelle enormi che una volta devono essere stati lussuosi ed ora sono consumati da migliaia di culi e feste, un open bar che ti serve cocktail gratis, alcune centinaia di persone, tra cui parecchie modelle tipicamente alte-e-bionde e copri tutto di bicchieri e rumenta generica e guarda attraverso un filtro da fotografo della Sisley. Ah, c’era anche un gruppo indie rock che suonava con un impianto della madonna più o meno al centro della stanza, con la gente che passava attraverso il palco per andare all’altra parte della festa, sul tetto del palazzo accanto. L’impressione generale era di facciamo quel che cazzo ci pare, considerando anche che la cosa dev’essere costata parecchio e che l’ingresso era aperto a chiunque (io stesso ho chiamato un po’ di gente perché mi sentivo a disagio ad essere l’ultimo degli imbucati) è esattamente il genere di festa a cui voglio andare ogni volta che posso. Ed il genere di festa che non voglio organizzare. Sai che casino pulire il biliardo viola. E poi che schifo, uova di modella ovunque. Blé.

La serata è cominciata nel migliore di modi: cena in un ristorante indiano buffissimo che si trova esattamente sopra un altro ristorante indiano e sotto casa di Blake. La cosa buffissima è che data la vicinanza tra i due ristoranti, quando passi davanti ci sono due buttadentro diversi che cercano di farti salire o scendere le scale. Immagino ci si potrebbe trovare qualche tipo di simbologia mistica, sulla tentazione, il bivio, la scelta ed il fatto che probabilmente al piano di sopra ci sono meno scarafaggi. Comunque mi sento di dire che Io, Elena e Wanda (la nostra nuova amica emigrata) abbiamo scelto per il meglio, prendendo un tavolino da tre in una stanza stretta e lunga vagamente simile ad un vagone ferroviario addobbato per il cenone di capodanno. Appena Wanda mette online le foto vi mostro. Il cibo era ottimo, abbondante ed incredibilmente economico. Per 14 dolla compresa mancia ci siamo stonfati di cibo, antipasti compresi. Inoltre, dato che il locale non ha la licenza per gli alcolici, chiunque può entrare con la sua roba da bere. Meraviglie dell’Ammmeriga. Ah, il locale si chiama Milon e sta sulla prima avenue, non lontano da quel posto che per 19 dolla ti fa mangiare tutto il sushi che riesci ad ingurgitare. Mi ricorda un posto a Valencia l’inverno scorso. Marbie, ne sai niente? : )

Finita la cena abbiamo raggiunto Luca e Cindy, due italiani residenti a NY amici di Elena, in Union Square dove, tra i fumi della condensa ed i palazzi sono rimasto a bocca aperta qualche secondo a guardare le colonne di luce di Ground Zero. Niente retorica, niente pensieri sulla commozione, i morti, il terrore etc. È solo una cosa imponente, che ti lascia a bocca aperta. In una città dove già i palazzi sono enormi e tutto ti sembra grande, vedere due colonne di luce alte kilometri arrivare al tetto di nuove del cielo e bucarlo è epico. È una di quelle cose che ti aspetti in un Final Fantasy, con l’altro continente sopra le nuvole o roba simile. È proprio wow. L’unico lato negativo è che durante la settimana di accensione delle torri di luce batman è molto confuso e continua a girare in tondo sui tetti. Giovedì scorso l’ho beccato alla cattedrale, tornando a casa, che piangeva ed aveva perso il senso delle cose. L’ho portato a casa ed abbiamo giocato un paio d’ore a Call of Duty con Gesù e Detritius sul televisore al plasma del salotto ed alla fine si è tranquillizzato. Dice che ci vediamo questo weekend per fare qualcosa, appena smonta da lavoro. Pare che il Pinguino sia di nuovo in città e stia progettando di rubare il Diamante Stevenson dalla mostra di Diamanti Veramente Molto Grandi del MET.

Luca mi ha raccontato la storia di una ragazza brasiliana molto sfortunata fidanzata con un suo amico italiano che da due anni e mezzo non vive che inverni. Dev’essere una cosa orrenda. Immagina: tu parti dal brasile che è appena finito l’inverno (che, per chi non lo sapesse, coincide con la nostra estate, nell’emisfero nord) ed arrivi in Italia che l’inverno sta iniziando. Quando l’inverno sta per finire ed inizi ad intravedere il cielo sereno *BAM* torni in Brasile, e così via per anni. Ho pensato subito che fosse un bel soggetto per un racconto. Magari introducendo un personaggio complementare che vive solo estati facendo la spola tra Australia ed America. Poi però mi è passata la voglia di scrivere questa storia perché alla fine non è veramente interessante. Ci sono tante cose più fighe di cui scrivere, tipo le avventure del Signor Calcinelculo.

Come dicevo, siamo finiti alla festa e ci siamo divertiti come armadilli in un flipper gigante alla Mai Dire Banzai. Non ero molto in vena di socializzare ieri, anche perché recentemente sono lievemente refrattario alle amicizie con ragazze alte-e-bionde stile Barbie. Comunque sono stato molto bene ed ho fatto un sacco di risate con i nuovi amici italiani, ai quali si sono aggiunti anche Carlo e Rosa (li ho imbucati io. Come ai vecchi tempi :D ).

Momento intenso della serata una lunga chiacchierata sulla Vita, l’Universo e Tuttoquanto sul tetto della vesta con Wanda, la mia nuova amica newyorkese, con la quale concordo pienamente sul fatto che in un posto del genere puoi ottenere quello che vuoi, se vuoi. È un posto duro, difficile, nessuno ti regala niente, però non hai la scusa del “non ho avuto la possibilità”. Qui è tutto a portata di mano, devi sforzarti per arrivarci ma poi dipende da te. Non c’é niente di garantino, ma è anche vero che il solo limite è il cielo. Tenendo sempre a mente che il sogno americano è morto da tempo ed i nipoti si stanno ancora scannando per l’eredità. Abbiamo deciso che questa settimana scriveremo a Francescini, non il famoso pupazzo segretario del PD (che non vuol dire Porco Dio, contrariamente a quanto tutti hanno pensato leggendolo per la prima volta) ma il giornalista di Repubblica corrispondente da New York ed autore di un libro fantastico sulla sua esperienza da emigrante newyorkese negli anni ottanta. Perché vogliamo farlo? Perché ci va e perché si può. E così qualunque altra cosa.

“C’è fare e non fare, non esiste provare” dice il maestro Yoda. E noi facciamo. E se la vita ci prende a pesci in faccia, noi le diciamo “continua” sinché non si stanca un attimo e quando tira il fiato la prendiamo per i capelli e le sbattiamo la faccia contro il muro e poi la ribaltiamo sul tappeto e… ehm, basta.

Yoda sardo è.

Yoda sardo è.

Ora mi doccio e vado a vedere la processione di san Gennaro. Una roba pacchianissima piena di ritualità che si perdono nella notte dei tempi. Oggi riflettevo sul fatto che gli emigrati italiani della fine dell’ottocento e dei primi decenni del novecento erano italiani non italianizzati: non hanno subito l’opera di scolarizzazione del fascismo, non si sono mai dovuti liberare dal fascismo, non hanno mai abbandonato i loro usi contadini arcani e sono decisamente diversi dagli italiani moderni.Oddio, a guardare certe camicie verdi ed altri bifolchi forse questa differenza non è così palese.

Sino a qualche anno fa durante la processione di san Gennaro c’erano soldi appesi in Mulberry street e la gente si ammazzava per raggiungerli arrampicandosi sugli altri e lanciandosi in imprese suicide. Ok, forse non erano poi così diversi dagli italiani moderni.

Aspettatevi un aggiornamento EXTRA in qualche momento stanotte, dato che sto ancora aspettando le foto di Wanda e non posso fare il reportage della festa della madonna. Non la mamma di Gesù, è un modo di dire.

Ora vado che Batman ha finito di fare la doccia ed è il mio turno.

Che la Forza sia con voi.

PS – vengo anche a Monaco, promesso.

Query di oggi

Visto che non è chiaro a tutti cosa significhi questa sezione faccio un breve riassunto: ogni giorno fornisco un elenco dei modi più buffi con cui la gente raggiunge il mio blog passando per google. Alle volte ci sono richieste palesi (“luigi renna figo della madonna a new york se la spassa come non mai” o “luigi renna emigration for dummies sei meglio del sesso sei meglio dei cannoli”) altre volte invece sono cose improbabili tipo “giornata di un nobile del seicento” o “costumi di carnevale da spiderman tre”, così ho lanciato un concorso per la query (si chiamano così le richieste al motore di ricerca) più bislacca. Ovviamente gli utenti più svegli usano questo sistema per infilare loro messaggi nel blog senza passare per il comodo canale dei commenti. Ed io Gli Vu Bì per questo. Oggi, ad esempio, abbiamo:

Query Click
emigration for dummies 5
infamia di borghezio che vende coglioni 1
gli wookiee mangiano tutto 1
scoiattolo gigante 1
giuliano ferrara aborto di dinosauro eco 1
bmw km0 in new york stati uniti 1
dinosauro eco-friendly ha un baffo 1
“molti dei dogmi proposti” da gesù rigua 1
ricchissimi esponenti dell’upper east side 1
gesù ama little padany 1

dopo un’attenta analisi (i pezzi di oggi sono fantastici) e dopo aver scartato “ricchissimi esponenti dell’upper east side” dichiaro vincitore di oggi “gli wookiee mangiano tutto” per il suo alto valore artistico, storico, culturale assegnando la medaglia al valore dell’Alleanza Ribelle

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About Nevermore

vedi New York e poi muori

3 responses to “DAY 38 – when life sucks ask for more”

  1. l. says :

    Caro mio, io ho vissuto un anno e mezzo d’inverno, e devo dire che non è così terrificante come si può immaginare, detta così a parole.

    Innanzitutto non è mica vero che non ci sono più le mezze stagioni, quindi se ti va di culo un autunno mite o una gioiosa primavera possono essere un buon palliativo.

    Poi di solito se sei nell’emisfero sud, non sei un un posto con un clima del cazzo, del tipo -esempi a caso- che d’inverno piove (sempre) oppure che la mattina ti devi districare tra la nebbia e dove ti viene il dubbio , all’incirca verso febbraio-marzo, su quale fosse il colore originale del cielo, e ti convinci che è bianco e che il mondo finisca circa 2 metri lontano da te. Se ti sei fatto qualche migliaio di kilometri hai avuto sicuramente il buon gusto di andare in un posto con un bel mare, gente che fa surf, balla e dove d’inverno se c’è freddo ci sono 17gradi e tira il vento, e ti metti una felpa con un cappuccio.

    Vero è che le belle giornate d’estate coi 45° e nessun filo d’aria in cui l’unica cosa che si può fare è restare stesi in un prato sotto un albero a dormire o a mollo in un fiume con una bottiglia di rum che ti galleggia attorno e che tu aiuti pian pianino a galleggiare sempre di più oppure su un tetto di un palazzo a sfidare l’asfalto che sotto di te brucia (http://www.tmcrew.org/csa/l38/info2/civuol.jpg ), quelle ti mancano.

    In particolare ti mancano queste giornate qua:

    In compenso, la sensazione che si ha guardando un cielo stellato alieno è molto bella.

  2. Cristina says :

    Oh ecco,
    mi domandavo che effetto facessero quelle cose di luce, dal vivo. Immenso, immagino.

    :D

    Pensa allucinante trovarmi i buttadentro quando dovevo tornare a casa dopo le maratone a piedi per Manhattan, e ogni volta dovergli dire “no ma guarda io “”””sto”””” al quinto piano, anche no!”

    E rimpiango di non essere riuscita a fotografare né il Milon nel il Panna II, dentro. ffff.

  3. Nevermore says :

    il buttadentro del ristorante di sotto sembra vagamente zio Tibia, non trovi? :)

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