DAY 37/part 2 – riflessioni (e diffrazioni), storie di amici, ribelli ed alieni (leghisti)

Riassunto della puntata precedente: la bella Topazio è stata rapita dal giovane pittore bohemien Adolfo convinto in buona fede di salvarla da un matrimonio con non desidera. In realtà il rapimento è stato orchestrato dal malvagio Guarnaccio come vendetta nei confronti del promesso sposo, Gonzalo, per un torto subito da quest’ultimo in gioventù. Gonzalo non si da pace e, nonostante la sua repulsione verso gli animali senzienti, decide di affidarsi all’unico animale diversamente umano che possa aiutarlo: il gatto mutacolore Maraschino. Il prezzo per il suo aiuto è caro e prevede svariati bulbi oculari, ma Gonzalo ha un’idea. Si tratta solo di ritrovare in tempo l’amico Gesù, partito svariati mesi prima per un addestramento di arti marziali nelle pianure della Cina. Ce la farà il nostro eroe a ritrovare la bella Topazio in tempo? Il giovane Adolfo capirà in quale losco affare sta compromettendo la sua reputazione? E qual’è il segreto custodito dal Golem di macchine fotografiche?

Oggi sembra di essere a Pisa. Davvero, c’è pioggia che arriva da tutte le parti e sono chiuso in un palazzo pieno di fisici. Mi chiedo come vadano le cose sulle rive dell’Arno e quando inizieranno le proteste quest’anno. Mi dispiace un po’ non essere li a godermi l’inizio della rivolta, come l’anno scorso all’otto ottobre in Piazza dei Cavalieri. Ricordo quel giorno, sono andato li perché c’era una ragazza che mi piaceva e sono finito a fare l’attivista full-time per mesi. :P

Si, lo so, sto diventando nostalgico ed è il caso che la pianti. Però lo scorso inverno ho fatto delle amicizie che considero tra le più care ed oggi mi sento un po’ nostalgico, tipo il protagonista di una canzone dei Modena City Ramblers sull’emigrazione e l’ubriachezza nei vicoli a maledire una terra straniera. Però solo un poco. Io ad esempio in questa terra mi trovo bene, sino ad ora nessuno mi ha ancora arrestato per  il fatto di essere italiano. Ne abbiamo fatta di strada da Sacco e Vanzetti.

Non so se vi sia successo (ma se mi state leggendo verosimilmente siete miei amici e quindi probabilmente si), ma fare amicizia con qualcuno in un momento di grande impegno personale e stress è un modo sicuro per amare od odiare qualcuno in brevissimo tempo. Dover condividere spazi e tempi con persone mentre senti la pressione per un obiettivo che si avvicina, senza il tempo di dormire o mangiare in modo opportuno, condividendo soddisfazioni e problemi è qualcosa che ti segna. Ad esempio io e Gesù siamo ormai amici per la pelle, anche se ci conosciamo da meno di un mese, perché abbiamo affrontato insieme l’invasione degli ultracorpi. Ah, non ve ne avevo parlato? È successo ad agosto, una figata. Baccelli spaziali ovunque. Ha ragione Borghezio, gli alieni esistono. E votano lega. Ascoltate questa cosa che è la fine del mondo:

Anche qui è più o meno la stessa cosa: ho fatto delle amicizie che, benché vadano avanti da pochissimo, sento già parecchio vicine. Dev’essere perché siamo un gruppetto di naufraghi che esplorano l’isola misteriosa insieme, o perché stiamo tutti cercando di affermare il nostro futuro e quindi sentiamo molto vicine le prove e le difficoltà degli altri, comunque tutto questo preambolo era per dire che la mia amica Ilaria è stata presa come intern alla Magnum, una delle migliori agenzie di fotografia del mondo e sono tanto contento :D

Carlo, un ragazzo che lavora alla RAI qui a NY mi ha fatto un discorso che mi ha colpito molto, la settimana scorsa, relativo al fatto che New York è un posto fighissimo dove vivere sino ai 35 circa, poi ti stufi della sua caratteristica principale: il ricambio costante. Ogni giorno conosci persone nuove, fai amicizia in un lampo, le frequenti, ci vivi cose incredibili e poi un giorno vanno via. O se non vanno via comunque hai conosciuto qualcun’altro e stai giò cambiando giro e vita etc. Chissà com’era la vita qui prima di Facebook : )

Io sto facendo un po’ di programmi per la mia vita in questi giorni e sono generalmente di buon umore, anche se non è tutto facile almeno so da che parte andare e quali prove superare. In particolare ci sono delle cose che voglio fare in Italia. Voglio tornare a Pisa a sistemare le mie questioni universitarie, voglio passare del tempo in Sardegna e stare un po’ con i miei cari, voglio andare a vedere persone a Roma, Torino, Firenze e voglio tornare a Milano. Sarà un inverno bello denso, anche perché nel frattempo dovrò un po’ organizzarmi per vedere di tornare qui, senza dimenticarmi di visitare  i miei amici erasmus della penisola iberica (ed in Turchia, non mi sto dimenticando di te, B.).

Avete presente un fascio di luce che attraversa un prisma e viene scomposto nello spettro delle frequenze che lo compongono? È quella luce bianca che colpisce un coso di vetro ed esce l’arcobaleno, per usare un linguaggio più terra terra. Ecco, in questo momento per me la luce è il flusso dei miei pensieri, il prisma è questa città che mi permette di vedere la mia vita da un putnto di vista diversa e l’arcobaleno è composto dai fasci che rappresentano obiettivi e desideri. Rosso intenso – voglio vivere qui, Blu elettrico – voglio viaggiare tanto, Verde foglia – voglio essere un fisico fffortissimo, Lilla – voglio mettere ordine nel casino dei miei sentimenti. E così via.

un gruppo di rocckettari mi ha rubato lidea del prisma. Se li becco li spedisco sul lato oscuro della luna.

un gruppo di rocckettari mi ha rubato l'idea del prisma. Se li becco li spedisco sul lato oscuro della luna.

Per chiudere con questa metafora balorda del prisma aggiungo solo che i desideri meno importanti vengono semplicemente riflessi via dal prisma. Quando ti trovi davanti alle scelte importanti le stronzate semplicemente scompaiono. Ed in questo momento ho in testa un sacco di cose veramente importanti sulla mia vita, l’universo e tutto quanto.

Alla fine la vita è un casino, ci sono cose che si muovono e sbattono ovunque, gente che nasce e gente che muore e se perdi troppo tempo a stare a guardarla ti dimentichi di giocare e sei fottuto. Quindi, bambini, ascoltate il consiglio di uno stupido ed andate là fuori a prendere ciò che volete prima che sia troppo tardi. Non siete troppo vecchi per imparare ad andare in skateboard, non siete troppo stupidi per tornare a scuola e soprattutto non fatevi prendere dal panico. Un sacco di gente molto più mediocre di voi ce l’ha fatta. Io sono sempre stato un tipo abbastanza “per i cazzi suoi”, anche a livello di impegno. Diciamo che mi sono sempre preso la vita a modo mio, in maniera che spesso irrita le persone che “si preoccupano per me”, eppure mi considero soddisfatto, sia soggettivamente che per i risultati concreti che penso siano un po’ apprezzabili da tutti. Datevi una mossa, tagliate via problemi e desideri accessori e concentratevi su quello che volete fare della vostra vita.

Se qualcuno pianifica di emigrare oltre oceano mi faccia sapere, una mano non si nega a nessuno : )

Accetto anche proposte di rivoluzione, ma solo se ne condivido modalità ed obiettivi. Tipo quella cosa che mi avete spedito la settimana scorsa sulla filosofocrazia mi sembra una stronzata e non ve l’appoggio.

Tempo di andare a vivere il weekend. Ricordate che le superpotenze spaziali ci nascondono l’esistenza degli extraterrestri. Lo dice Borghezio. Stanno sul lato oscuro della luna.

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Vince “costumi di carnevale da spiterman tre“, anche se “cattedrali gotiche inglesi” merita una menzione speciale.

About Nevermore

vedi New York e poi muori

3 responses to “DAY 37/part 2 – riflessioni (e diffrazioni), storie di amici, ribelli ed alieni (leghisti)”

  1. Gareth says :

    Ci sto lavorando, ci sto lavorando :)

  2. grongo says :

    bhu, mi fa sempre umbe d piacere leggerti :D bravoluì

  3. drake&sky says :

    Ehi, e a Monaco non ci vieni? :P

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