DAY 16 – Silver and Gold

Ve la butto così: sono uscito dal cesso e mi sono trovato la Statua della Libertà davanti. Non si trattava di un’allucinazione ne di un’invasione di fantasmi particolarmente molesta: ero in crociera sull’Hudson.

un uomo felice. la foto l'ho rubata dal catalogo Sisley di quest'anno.

un uomo felice. la foto l'ho rubata dal catalogo Sisley di quest'anno.

La Queen of Hearts, uno di quei vecchi battelli che puoi vedere quasi esclusivamente nei film ispirati a Tom Sawyer e che ti sa di ottocento lontano un miglio, è attualmente ormeggiata al molo 40 nel lower west side di Manhattan. La fila per salire a bordo era una scena da emigranti d’altri tempi. Non che la traversata fosse meglio, comunque: aria condizionata rotta la mattina e non riparata in tempo (è una specie di maledizione, non invitatemi a casa se volete stare al fresco) sommata a trecento persone ed all’umidità del fiume ha avuto effetti devastanti sulla gente. Ho avuto un flash di bastimenti carichi di poveri esuli indirizzati verso la terra promessa alla ricerca di fortuna e poi dirottati dopo un viaggio estenuante verso un centro d’accoglienza su un’isola fortificata e poi mi sono incazzato perchè non è possibile che anche nei viaggi mentali la Lega debba metterci lo zampino.

Io e Clem siamo stati gli ultimi a salire a bordo, lasciandoci allae spalle una folla di sfigati che avevano fatto più fila di noi ma non erano raccomandati. Sì, perchè la festa era a due livelli: c’era un meeting di un gruppo di sfigatoni chiamato newyorksingleprofessionals.com (nota bene ugliestpeopleonnorthernemisphere.com punta alla stessa macchina)  ed in parallelo il meeting di couchsurfing.com popolato da gente mediamente altrettanto brutta ma sicuramente più simpatica. Faceva eccezione il tipo vestito da guappo, ma credo fosse pagato. Dalla mafia.

Non so se siete mai stati si una festa galleggiante o se mai lo farete, comunque ricordate una cosa: non c’è bisogno di ubriacarsi molto per iniziare a barcollare. È fantastico se volete una scusa per buttarvi su una sconosciuta carina ma è una maledizione se volete sorseggiare una bevanda chiacchierando amabilmente con delle persone appena conosciute: un attimo di distrazione, il primo parte a versare liquore e scatta la scazzottata alla Bud Spencer. O, almeno, questo è quello che ci hanno insegnato i film western. Nella realtà è solo molto molto fastidioso arrivare dal punto A al punto B senza farsi fare la doccia da qualche ciccione con due birre. Figurarsi trovarli, sti cazzo di punto A e punto B. Sulla mia mappa non c’erano.

Il viaggio è durato circa tre ore ed ho conosciuto degli esseri umani interessanti, simpatici e qualcuno anche carina [sic.] e poi sono andato in bagno, sono uscito e me la sono trovato di fronte. Intendo proprio di fronte di fronte, tipo che apri la porta di casa ed hai il colosseo che ti guarda. “mbè, mai visto un anfiteatro?

Come per lo Strummer Memorial, prima o poi sarei andato a vederla (forse :\ ) ma trovarsela di fronte in tutta la sua GIGANTEZZA è un’altra cosa. Innanzitutto, vi ho già detto che è enorme? Ecco, è tipo come ti immagini i mostri giganti nemici di Godzilla. È tipo formato Gundam, però più cazzuta. Lei se ne sta li dal tempo dell’illuminismo e tiene in mano una torcia con la quale illumina (mi si perdoni la lapalissianità) alla faccia di quegli zozzi reazionari che vogliono riportarci nell’oscurità. Io non mi commuovo facilmente, e quindi non mi sono commosso. Comunque è stata una vista notevole, seguita pochi minuti dopo dal ponte di Brooklyn, del quale tengo sempre qualche immagine in tasca, sulla buccia delle gomme da masticare.

Una volta a terra sono stato accompagnato da una signorina molto gentile sino ad una strada di downtown dove sono stato raggiunto da ChiChi (la couchsurfer di origini vietnamite di cui ho scritto ogni tanto) con la quale ho cenato ed ho fatto due chiacchiere intanto che una coppia di suoi amici ci ha raggiunto. L’idea era quella di bere un altro drink e poi andare insieme a casa (abita proprio qui dietro, è la mia amica di quartiere) così siamo andati davanti a questo locale veramente chic. I suoi amici sono un designer di impianti stereo per grossi locali (apparentemente fa un botto di soldi, a giudicare dalla grossa automobile ed altri dettagli secondari fatti d’oro) ed un proprietario di ristorante downtown (camicia su misura, occhiali di prada). ChiChi è entrata e ci ha mollato fuori “torno subito, vado a recuperare la mia amica” mentre i bouncer ci rimbalzavano. Credo fosse colpa mia: ero stanco e sudato e non vestito chic. A mia discolpa posso dire che ero comunque vestito molto meglio di qualunque newyork single professional su quella barca fetida senza aria condizionata. Comunque ChiChi non esce e ci lascia fuori come pirla, mentre un nero molto simpatico mi induce a comprare una rosa con i miei ultimi dollari. E non ha neppure dovuto tirare fuori il coltello.

La coppia mi molla a Columbus Circle dove prendo la solita A che salta la solita fermata (lo sta facendo spesso recentemente) e torno a casa attraversando Harlem alle due del mattino. Solite gang, un senso di sicurezza tutto nuovo. Oh, veramente, sarà che dopo una certa ora tutti sono a dormire (a parte i fessi che fanno nottata quando la mattina dopo devono andare in ufficio) ma questo quartiere ti fa sentire accolto. Talvolta accoltellato, ma sostanzialmente accolto.

Sulla metro ho regalato la rosa ad una vecchina molto simpatica con cui ho scambiato qualche parola riguardo al fatto che la metro aveva saltato entrambe le nostre fermate e mi sono sentito proprio contento: in una città in cui tutti girano a piedi e dove ricchi e poveri, alti e bassi, grassi e magri, bianchi, neri, cinesi e sardaukar dividono la stessa metro c’è veramente spazio per due parole gentili. Con chiunque. I sardaukar comunque sono una roba di Dune, di Frank Herbert, un libro pesantissimo che parla di un tizio che è l’eroe predestinato e si fa di una droga fortissima ed inizia a parlare con i vermi e sfonda i monoliti con le urla. O almeno è ciò che crede.

C’è anche un film basato sul libro e girato da Lynch. Non è male ed ha un pizzico di dettagli di pregio, come un tizio che stacca una guancia ad una mucca e la mangia così, en passant, o tipo durare più di quanto sarebbe consentito dalle convenzioni di Ginevra. La cosa interessante riguardo quel film è che in realtà avrebbe dovuto essere girato vent’anni prima da Alejandro Jodorowsky, un visionario che non mi sento di descrivere. Guardatevi uno dei suoi film, tipo La Montagna Sacra e poi ne riparliamo. Questo tizio voleva fare il film con tutti i suoi amici, che per coincidenza erano l’elite culturale degli anni sessanta. Gente del calibro di Moebius e HR Giger, tanto per dire. Per dirne un paio l’imperatore avrebbe dovuto essere Dalì, che accettò a condizione di essere l’attore più pagato della storia chiedendo un compenso di $100.000 al giorno e Jodorowsky organizzo tutto per girare tutte le sue scene in un giorno.

Beh, comunque New York è una figata. Tu esci di mercoledì e torni alle tre dopo aver conosciuto più persone di quante ne vorresti ricordare. Alla fine qualche contatto decente l’ho pure fatto. Tipo quando la nave ballava. Ma è durato poco. Le tette ti rimbalzano via, quando sono fatte bene.

Penso di meritarmi altre serate così, e me le prenderò: caverò fuori Oro ed Argento da questa miniera di città, almeno sinchè non sarò troppo vecchio per farlo =)

Ah, per le avventure della bella Topazio e di Gonzalo dovrete aspettare ancora un po’. Sono in contatto con una casa di produzione per una miniserie culto. Si cercano doppiatori. Contattami qui.

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About Nevermore

vedi New York e poi muori

3 responses to “DAY 16 – Silver and Gold”

  1. Francesco says :

    Sapevi che all’inizio Bertholdi l’aveva progettata per il canale di suez ma in realtà era la dea romana libertas che spezzava le catene. Me l’ha detto Corrado Augias su I Segreti di New York.

  2. 'Cesca says :

    Ammazza, sei il re del flusso di coscienza!
    Se pensi che il primo volume di Dune sia pesantissimo, allora non leggere mai il sesto! :P

  3. Ixion says :

    Sicuramente la nuova tenuta da battaglia dei Sardaukar incuterà il più sommo terrore nei nemici dell’Imperatore :D !!

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