DAY 8 – a clean job

Un iPhone costa $700 dollari, sono 500€, che grossomodo è un mese di affitto ad Harlem, due mesi di affitto a Pisa ed un biglietto andata e ritorno per l’Australia trovando l’offerta giusta. La scatola di plexiglass e alluminio che sto progettando costa circa $3000, l’HAM-SAS che ci va dentro viaggia nell’ordine del milione di dollari e, di per se, non serve a niente: dev’essere contestualizzato all’interno del progetto LIGO che di milioni di dollari ne impegna parecchi. Al tavolo accanto al mio da PAX, mentre mangiavo un’insalata con Fra & Fra, c’era un uomo molto dignitoso, ben rasato, seppur vestito con abiti molto lisi e chiaramente “di recupero”, che mangiava lentamente una tazza di zuppa. “È quello che costa meno” ho pensato “non può permettersi altro“. Non voglio un premio per una considerazione scontata, né sono qui a scrivere un post buonista sul fatto che la società è cattiva etc, solo che mi sono sentito come ogni volta che mi rendo conto che “le persone meno fortunate” non stanno solo nelle statistiche: non volevo vedere, stonava nel mio mondo incantato. Non so chi sia questa persona in particolare e probabilmente non la vedrò mai più. Anche se mi fossi alzato e gli avessi lasciato tutti i contanti che avevo con me ($20, grossomodo) non sarei riuscito a cambiare le cose.

Mi succede spesso, non so a voi, e l’unico modo che ho trovato per vincere questo senso di vergogna (vergogna per l’egoismo, vergogna per l’impotenza voluta, vergogna per il mio prossimo pasto caldo e perchè periodicamente mi dimentico di tutto questo), l’unico modo che ho trovato per superare questa impasse è ricordarmi che la ricerca può veramente fare un mondo migliore, e per fare ricerca c’è bisogno di spendere milioni di dollari in qualcosa di apparentemente inutile quando c’è gente che muore di fame: sembra una stronzata, eppure alle volte bisogna tappare gli occhi e andare avanti. Magari il signore del fastfood non ci sarà, ma un giorno il progresso ripagherà di tutti gli investimenti. Detto questo NON comprerò un iPhone ed andrò a fare volontariato all’ABC NoRio. Non si può solo vivere aspettando l’utopia, bisogna anche un po’ sporcarsi le mani e non solo per mettersi a posto la coscienza.

La giornata è stata allucinante: appena arrivato in ufficio (ufficio provvisorio, laboratorio laser al 12° piano del Pupin Hall) mi sono accorto di aver “fato la cazata” [cit.] leggendo i progetti del mostro (chiameremo così l’HAM-SAS di cui sto facendo il guscio). Per riassumere è come quando ti impegni a fare una torta benissimo, scegliendo tutti gli ingredienti con cura e stando attentissimo alle dosi e poi ti accorgi che la teglia non sta nel forno e gli ospiti arrivano tra pochissimo. FUBAR.

Morale: la capa non s’è fatta sentire tutto il giorno ed io, dopo aver bagnato la camicia di sudore freddo per la tensione sono riuscito a sgattaiolare fuori verso le sei liscio e pulito. Alla fine, sotto tensione, ho fatto altri tre progetti, anche più belli del primo, a pensarci bene. Mi viene da pensare che l’abbia fatto apposta, darmi una scadenza finta. Diabolici scienziati ungheresi…

Dopo il lavoro ho girato un po’ per Morningside per trovare l’unica lavanderia a gettoni del quartiere. Ce ne sarebbe anche una ad Harlem vicino casa, ma nelle recensioni su internet dice che ci rubano i jeans. Ora, non mi viene bene in mente come si possano rubare dei jeans in una lavanderia a gettoni, ma se c’è qualcuno capace di farlo -beh- non voglio essere li. Magari li rubano con le persone dentro.

Seriamente, dovendo aspettare per un’ora che tutta la mia biancheria lavasse ed asciugasse preferivo stare a leggere nel giardinetto sulla Amsterdam Avenue piuttosto che su una panchina della 116^ strada. Ok che Harlem non è più come una volta, però non è neanche il caso di andarsele a cercare.

La signora che gestisce la lavanderia è un’ispanica molto gentile con un dente d’oro. Mi ha spiegato come funzionano le macchinette ed ha capito tutto della vita: passa la giornata a guardare telenovelas spagnole sulla tv via cavo mentre la gente le porta letteralmente i soldi a casa. Bella forza: sarei anche io gentile con tutti se la mia massima preoccupazione fosse scoprire chi è il padre della bella Ametista. Proprio un lavoro pulito, altroché.

Comunque in lavanderia ho avuto la conferma sperimentale ad una cosa che ho sempre pensato sin dall’arrivo dell’euro: abbiamo le monete sbagliate. Le monete da 25 centesimi vincono. Bisogna dirlo a Tremonti, ci risolleviamo l’economia. Anzi no, meglio non dargli certe idee: capace che ci manda tutti col cappello a raccogliere spiccioli. Come se non ci toccasse comunque, tra poco.

Davvero: qui tutto funziona a quarter: sono comodi e limitano l’inflazione. se qualcosa deve aumentare non passa automaticamente da un dollaro a due: passa a 1.25, poi 1,50, poi 1,75 etc. Monete da 1c, 5c, 10c, 25c e basta. L’unica cosa che un po’ mi confonde è che sulle monete non c’è scritto mai un numero, devi leggerle, e come se non bastasse il decino è più piccolo della moneta da 5c. Esistono anche monete da un dollaro, ma sono molto rare. Me n’è passata una per le mani uno dei primi giorni pensando che ne avrei viste altre ma non è più successo. In compenso girare con mazzette di banconote ti fa sentire ricchissimo, anche se sono tutte da un dollaro. Ti senti ricco e spendi. Diabolici economisti americani…

Ora finalmente vado a dormire, sperando di non sognare tubi. Forse potrei stare a lavorare ancora un po’, in realtà, e poter stare tranquillo domani, ma vivere sul filo del rasoio da le sue emozioni. Che fare? Dilemma esistenziale: tubi or not tubi?

Non ho un’immagine del giorno, quindi allego una cosa a caso.

non voltarti: potrebbe essere dietro di te. paura, eh?

non voltarti: potrebbe essere dietro di te. paura, eh?

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About Nevermore

vedi New York e poi muori

3 responses to “DAY 8 – a clean job”

  1. Backie says :

    Se io fossi a New York, farei volontariato qui http://carrotmob.org/

    Lo so era un commento del tutto non richiesto… :P

  2. palbi says :

    $700 per l’i-phone?? Costa $299!!

  3. Nevermore says :

    $700 per averlo senza abbonamento, con la prepaid. Devo stare via qualche mese e non volevo aprire un contratto con AT&T ora : )

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