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DAY 68 – Mondi Incantati

Ciao, sono stato a Coney Island questo weekend. È bella e tremenda come una diva del cinema muto da vecchia.

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Conoscete Coney Island? Almeno per sentito dire? Una volta c’era il Luna Park. Sì, intendo proprio il Luna Park, quello che poi ha dato il nome ai parchi di divertimento con cose colorate e palloncini da far scoppiare. Il nome ha preso spunto da un libro di Verne che ho letto quando ho passato l’estate 2003 in ospedale e che mi è piaciuto molto. Avete mai letto qualcosa di Verne? È un figo. Leggete 20.000 Leghe Sotto i Mari e Giro del Mondo in 80 Giorni, per cominciare. A me basterebbe vederne una di Lega in fondo al mare. Per quanto riguarda il Giro del Mondo, 80 giorni non bastano. Meglio fare programmi a lungo termine : )

La sera sono stato invece ad un party fighissimo nel lower east side dove, tra le altre cose, c’erano un tipo vestito da medico da campo scozzese della seconda guerra mondiale, con kilt, elmetto e tutto, un tipo che infilava la gente dentro palloncini enormi grazie ad un compressore fatto apposta, pin up assortite, gente che si faceva legare ed appendere al soffitto e/o frustare (ed era comunque molto gentile se la interrompevi per chiedere dove fosse il bagno. Per quanto fosse difficile dare indicazioni, a seconda dei casi.) e tutte quelle cose che ti aspetteresti più da un film/romanzo sui vampiri che altro. Ci sono finito perché mi ci ha invitato una delle mie amiche americane che è del giro della scena fetish/BDSM under 35 newyorkese e mi sono divertito tantissimo. Mi ha colpito vedere quanti avvocati facciano parte della suddetta scena. Dev’essere una cosa di forma mentis. Probabilmente cercano espiazione, in qualche modo :)

L’unico altro italiano è Vito, un ragazzo gentilissimo che da 13 anni vive in America e si guadagna da vivere facendo performance di bondage in giro per il mondo. Pare sia parecchio famoso nella scena a livello mondiale. Abbiamo fatto due chiacchiere e mi ha dato un po’ di consigli sulla vita negli States e tutto quanto. Ora so che tipo di corda puoi infilare nell’asciugatrice a gettoni senza che si rovini. Voi lo sapete? : )

Non che ci fosse niente di realmente eclatante al Suspension Party: mica era un’orgia. C’era un sacco di gente tranquilla e rilassata che faceva un po’ quel che gli pareva. È qualcosa da provare, ve lo assicuro. Per la cronaca io ero vestito banalmente come mi vesto di solito (camicia nera, cravatta nera, pantaloni grigi, anfibi) e ne ho approfittato per dare anche io qualche pacca sul sedere a qualcuno. Una volta che sei a bordo devi fare la tua parte, altrimenti pensano che sia strano :)

Scherzi a parte, sono rimasto molto colpito per la tolleranza e la mancanza di discriminazione: c’era un sacco di gente dai 20 ai 50, spesso vestita in modo improbabile e tutti tranquillamente amabilmente parlavano dei propri hobby, o di qualunque altro argomento comune, salvo poi ogni tanto fermarsi a curiosare mentre qualcuno si metteva ad esibire un po’ di shibari.

esempio di shibari. In realtà è meno complicato di quanto si pensi.

esempio di shibari. In realtà è meno complicato di quanto si pensi.

Ah! A Coney Island ho mangiato un hotdog da Nathan’s Famous! Nella leggenda il signor Nathan è l’inventore dell’hotdog New York style, in realtà è semplicemente un posto dove dal 1916 si tenevano contest di “chi ne mangia di più senza morire”. Ora l’azienda è quotata al NASDAQ e non è sicuramente più gestita dal signor Nathan. Leggenda vuole sia morto in un epico scontro contro un giovanissimo Giuliano Ferrara nel 56. Il giovane avversario non si è mai ripreso completamente. Come ben evidente.

Nathan’s, Coney Island, Little Italy ed un po’ tutti i luoghi magici ed incantati dell’immaginario americano sono morti o quantomeno sono una brutta copia di se stessi, però ci sono nuove leggende che nascono ogni generazione. Ogni comunità crea i suoi mondi incantati e li mantiene in funzione sinché sono sani e meravigliosi, poi li chiude. O li vende. O li quota in borsa. L’Italia rischia di fare la stessa fine, temo. Con la differenza che più che al NASDAQ ci quotano al mercatino delle pulci :/

Ah, Lunedì era il Columbus Day. Guardate che hanno fatto dei geni alla parata quando La Russa ha fatto vedere il suo profilo italico alla Balbo sulla Maserati bianca circondata da ceffi orrendi :)

Una cosa bellissima degli States è che sinché sei pacifico e non rompi il cazzo a nessuno sei libero e tutelato nel tuo manifestare il tuo modo di pensare. Che sia girare con un cartello davanti ad una manifestazione o farsi sciogliere la cera sulla schiena da una ragazza (poco) vestita da infermiera di plastica. Notate la poliziotta che ferma l’italiano dei servizi che va a rompere il cazzo al contestatore :)

In effetti tutta l’America è un grande Luna Park pieno dei suoi piccoli parchi a tema. L’importante è non rompere il cazzo agli altri partecipanti, non fare domande sulle società segrete di chi governa ed avere i soldi per pagare il biglietto. L’assicurazione sanitaria è opzionale. State attenti a non farvi male, quindi.

Torno a Pisa il prossimo sabato e ci sarà Una Festa Della Madonna™ . Senza bondage, però. In linea di massima, almeno.

Quindi, fate tutti attenzione:

Sabato 17 Ottobre 2009, ore 21.30 fino all’alba successiva.

via Xxxxxxx Xxxxx Yy, Pisa, campanello di SOPRA.

Se portate una bottiglia la festa dura di più :)

(L’Indirizzo verrà rivelato Sabato. Stay tuned)

Per gli amici di Facebook, ecco il link all’evento. Ricordatevi di compilare il RSVP. Sarà il nostro piccolo mondo incantato. Speriamo non finisca subito in merda vada troppo male :)

DAY 61 – Burlesque Show Tonight!

Io ho sempre avuto un debole per le atmosfere da noir: i trenchcoat, le notti troppo lunghe e solitarie e piovose e le storie impossibili con donne che alla fine dei conti non mi meritano e problemi ed enigmi insolubili e tutta quella roba da film di Humphrey Bogart. Se volete conquistarmi, uno dei modi migliori è atteggiarsi a femme fatale (non troppo, il giusto per divertirsi) o passare una domenica piovosa con me a guardare Il Falco Maltese o Casablanca.

Questo è Nighthawks, di Hopper, il mio quadro preferito. Come fai ad avere un quadro preferito? chiederete voi. Beh, quando ce lhai te ne accorgi, come lamore.

Questo è Nighthawks, di Hopper, il mio quadro preferito. "Come fai ad avere un quadro preferito?" chiederete voi. Beh, quando ce l'hai te ne accorgi, come l'amore. Il quadro sta a Chitown, l'amore non so.

Una cosa che non può assolutamente mancare in una storia noir che si rispetti è uno spettacolo di strip tease con ragazze agghindate da pin-up ed un presentatore vestito alla moda degli anni trenta che fa cabaret e racconta barzellette sui preti pedofili e canta roba italoamericana. Quando ChiChi mi ha proposto di andare a vedere uno di questi spettacoli nell’East Village ho accettato senza battere ciglio. Non tanto per le ragazze che si spogliano, quanto per il contesto rilassato e divertente e l’atteggiamento realmente burlesque. Tipo che si rideva e c’era gente tranquilla e ggiovane, a parte un ciccione sudato eccitato in prima fila. Ma quelli ci sono sempre, anche in tv ed a dirigere il Foglio, noto periodico di carta igienica.

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That's Amore era la canzone preferita di mio nonno, che era decisamente un figo. Lui è emigrato un po' come me per fare l'intern a Londra negli anni sessanta e sono sicuro che ora sarebbe orgoglioso di me. Ogni volta che la sento mi commuovo un po' :°)

No, veramente: la gente li (performers e pubblico) era tutta gggiovane e si vedeva che stava li per divertirsi e non per fare i soldi. C’era anche una lotteria di roba buffa, tipo un babydoll di Victoria’s Secret, ciglia finte e brillantini ed un pacchetto con un film di zombie, popcorn al microonde e jelly beans. Non ho vinto. Peccato, adoro i film di zombie : (

Le ragazze erano tutte un po’ pienotte, alla moda degli anni cinquanta o dei troppi hamburger, tuttavia compensavano abbondantemente con lo stile ed il non prendersi troppo sul serio, due qualità che apprezzo tantissimo nella gente. Senza autoironia non si va da nessuna parte : )

Non c'è bisogno di aver fisici scultorei per potersi mettere in mostra: un bel sorriso ed un po' di attitudine sono spesso molto più importanti di un six-pack ed anni di pilates. Stop worrying about your bum and enjoy yourself : )

Non c'è bisogno di aver fisici scultorei per potersi mettere in mostra: un bel sorriso ed un po' di attitudine sono spesso molto più importanti di un six-pack ed anni di pilates. Stop worrying about your bottom and enjoy yourself : )

Durante la mia vita ho conosciuto gente di tutti i tipi ed ho sempre trovato importante stare a sentire cosa la gente ha da dirti e non perdere occasione per manifestare il mio apprezzamento quando qualcosa mi colpisce o mi piace, così ho finito per conoscere gente in giri assortiti ed imparare un sacco di cose che altrimenti non avrei mai scoperto. Oggi non ho imparato molto a dirla tutta, e non ho fatto molte amicizie, però ho scoperto che c’è tutto un giro di gente simpatica che si diverte a fare Jessica Rabbit e voglio saperne di più. Qualcuna delle mie lettrici è nel giro del Burlesque? Jilla maybe? :)

Le ragazze erano tutte molto simpatiche e nessuna è rimasta veramente nuda. La cosa carina era proprio l'atteggiamento divertito e divertente. Take it easy : )

Le ragazze erano tutte molto simpatiche e nessuna è rimasta veramente nuda. La cosa carina era proprio l'atteggiamento divertito e divertente. Take it easy : )

La settimana prossima vediamo di alzare il tiro e di infilarci ad una festa fetish, sempre se riesco a prepararmi un accettabile abbigliamento cyberpunk. Pensavo di fare i finti innesti neurali alla tempia e di cercare qualcosa tipo un finto braccio meccanico in un negozio di costumi, però potrebbe essere complicato. Il bello di New York è che puoi andare in giro conciato in maniere improponibili ed è comunque accettabile ed accettato. Un po’ come la tv italiana : )

Ora vado a dormire che domani si torna a lavoro. Devo Fare Cose™, Vedere Gente™, etc. Passo la palla a Lucha con il suo prossimo post da Madrid. Stay tuned!

DAY 53 – dettagli insignificanti

Io non ho mai visto Sex and the City, tuttavia mi hanno detto che il locale dove sono stato stasera (il Coffee Shop Lounge in Union Square) è il posto dove le protagoniste della serie vanno spesso a fare colazione e scambiarsi pettegolezzi. Tutto qua, volevo scriverlo perché fa colore e qualcuno poi mi insulterà dicendo “aaaah” e cose del genere. Ciao Lò, ho pensato a te quando mi hanno detto questa cosa di S&tC : )

Oggi ho guardato un po’ di TV americana e mi ha colpito la differenza nei tagli pubblicitari: nella nuova puntata di The Big Bang Theory c’erano non meno di quattro/cinque interruzioni pubblicitarie, però erano molto più brevi di un intervallo piccolo italiano e si sentiva meno il fastidio. Hanno trovato il modo di far guardare alla gente la pubblicità: meno e più spesso. Un po’ come intendo fare col blog d’ora in poi : )

Oggi ho fatto una lunga chiacchierata su skype con una mia amica delle medie che non ho visto per una vita e che ha ripreso a fare qualche apparizione nella mia vita un annetto fa. È una figata ritrovare qualcuno dopo dieci anni e vedere come le cose che esistevano in modo embrionale si siano sviluppate. Madda mi ha pure mandato una foto per il FantaFotoConcorso, che pubbico testé. Testé è una parola fighissima, fa molto antiquato. Come se in un bar americano cheidete “bill, please” invece di “check, please”. Sono dettagli insignificanti ma se non ci stai attento sei uno fuori dal mondo. Come se al ristorante chiedessi “garbatamente, la distinta. la ringrazio”, facendo inevitabilmente la figura del triglione. O come se il segretario del maggiore esponente dell’opposizione sia attualmente il secondo membro di spicco del partito di governo. Dettagli insignificanti. L’importante è che ci si capisca. Capiamoci: Fini, da che parte stai? :|

una vecchia mappa della rete di trasporti di NYC. Morningside Park allepoco non esisteva ancora e dove cè la Columbia sorgeva il Lunatic Asylum. Che ci frega? Niente. Dettagli insignificanti :\

una vecchia mappa della rete di trasporti di NYC. Morningside Park all'epoco non esisteva ancora e dove c'è la Columbia sorgeva il Lunatic Asylum. Che ci frega? Niente. Dettagli insignificanti :"

DAY 51 – giorno del migliore amico

Tutti hanno un migliore amico (o una migliore amica). Spesso più di uno, a dirla tutta. Ci sono quei rapporti che si cementano con l’esperienza e la vita comune e quelli che invece sono travolgenti e sanno di colpo di fulmine. Ho degli amici per i quali mi farei sparare se necessario (e conto di ricevere lo stesso favore, nel caso. Capito? :| ) ed alcuni di questi mi accompagnano da Una Vita™. Oggi, in quanto compleanno del mio amico di infanzia Jacopo ho deciso di generare una festività. Qualcuno deve pur farlo di tanto in tanto, altrimenti andremmo ancora avanti con l’anniversario della scoperta del fuoco e le celebrazioni per il nuraghe più bello.

I nuraghes sono una roba antichissima, tipo più di tremila anni. Sono fatti con sassi enormi e se uno contestualizza si rende conto che per lepoca erano tecnologia cutting edge. Al contrario della Posta Elettronica Certificata che è una tecnologia inutile e non sarà mai una roba figa. W lantichità, W i sassi!

I nuraghes sono una roba antichissima, tipo più di tremila anni. Sono fatti con sassi enormi e se uno contestualizza si rende conto che per l'epoca erano tecnologia cutting edge. Al contrario della Posta Elettronica Certificata che è una tecnologia inutile e non sarà mai una roba figa. W l'antichità, W i sassi!

Oggi, 27 Settembre, inauguro la tradizione annuale del Giorno del Migliore Amico. Partecipa anche tu, è facile! Innanzitutto, prendi il telefono e manda almeno un messaggio. Questo principalmente se non senti il tuo migliore amico da un po’, magari per impegni assortiti. Messaggia o chiama ed invitalo ad andare a bere qualcosa o fare due chiacchiere. Una giornata in amicizia, insomma. Se è lontano mandagli una sciocchezzuola via internet, che so, un video registrato per l’occasione o un gadget stupido di quei giochini su facebook. Se questa è già una routine fai uno step oltre e spediscigli un gattino o dei criceti a domicilio. Racconti di migliore amicizia nei commenti al post, prego. Voglio roba strappalacrime, il pubblico lo esige.

L’importante è far capire che questa cosa della migliore amicizia è una figata. Non una roba sdolcinata, deve avere buon gusto. O essere così trash da risultare wow. Chiaro?

In particolare, per dare il buon esempio, dedico questo post di buon compleanno al mio amico Jacopo con il quale ho condiviso mille avventure, a partire da quelle grafiche. In particolare Monkey Island, Another World e Robocop 3 sull’amiga nei primi anni novanta. Another World è nello specifico il videogioco più meraviglioso della storia: niente counter o barre dell’energia o altro, trama semplice ma incredibilmente coinvolgente ed una grafica avanti di milioni di anni. Il realismo ci fa cagare, noi vogliamo l’arte. Oh.

I nostri genitori hanno fatto il militare insieme, sono migliori amici a loro volta e noi siamo nati a distanza di sei mesi. In più quei buffi signori dai quali discendiamo avevano, durante tutti gli anni ottanta, una collezione di hobby pericolosissimi tipo l’arrampicata in parete e la speleologia che implicavano il portarsi appresso i marmocchi per fargli almeno prendere confidenza con lo stile di vita. “Se non è emozionante non vale la pena d’esser vissuta”. Grazie pà. Lo so che mi leggi. E so anche che non ti piacciono le mie sparate politicose, però è il mio modo di vivere pericolosamente. Magari non rischio di finire sfracellato sugli scogli, però a suo modo è emozionante lo stesso. Almeno sinché non mi trovo i fascisti sotto casa. Non preoccuparti, quando ho finito con loro gli chiedo anche scusa, dopo. Sperando respirino :|

Va da se che, passando giornate intere insieme e fronteggiando Orrori Inenarrabili™ in parete o in grotta l’amicizia diventi salda rapidamente. Un po’ come quella volta che due miei amici hanno scoperto di uscire contemporaneamente con la stessa ragazza e quella teneva la relazione nascosta ad entrambi. Cose improbabili, ma non impossibili. Sei sicuro/a che il/la tua/o partner non faccia lo stesso con te?

Sono appena tornato a casa dopo una serata bipolare: prima metà a sentire i Breakdown con Blake e seconda metà a bere e chiacchierare nel lounge del Soho Grand Hotel con Clem, tutto in Canal Street a duecento metri di distanza. Non conoscete i Breakdown? Sono una band NYHC attiva dall’87, spaccano culi. Anche sopracciglia, a dirla tutta. Il tipo accanto a me ha avuto la faccia aperta ed è andato via in ambulanza perché uno dei cento stage divers ha deciso di buttarsi sulla folla portandosi appresso una SPIA. Sì, quegli ampli che stnanno tipicamente sul palco. Non un tizio in impermeabile e naso finto. Quelli non esistono. Solo Gasparri mette impermeabile e naso finto quando deve uscire, per non creare panico. Gliel’hanno insegnato al cottolengo.

(Quest’ultima era pessima anche per i miei standard. Chiedo venia.)

Il concerto è stato una bbbomba e dopo un primo rapido tentativo ho deciso di non infilarmi nel pogo mortale. Gli americani ghiozzi sono veramente enormi: c’era una marmaglia di due metri per centoqualcosa chili che pogava pesissimo lanciandosi sulla gente e più di una persona si è fatta tanto tanto male. Adoro le serate hardcore :D

Babbo, non ti preoccupare, non mi faccio male. È tremendo dover stare attento a quel che si scrive per non fare preoccupare i propri genitori. Io dovevo farlo anche alle elementari perché la maestra di italiano rimaneva spesso sconvolta dai miei temini. Leggevo tanta fantascienza e tanto horror da piccolo, e non ho mai avuto un vangelo: ho imparato a pensare a cose fantastiche senza doverle accettare come reali per forza. “Ehi, questa stronzata non si regge in piedi” “Vero, ma c’è un enorme di giro di soldi che si regge su queste stronzate” “Ancora non mi spiego come la gente possa credere a Star Trek” :)

Il resto della serata l’ho passato a chiacchierare con la mia amica stilista Clem e con il suo amico stilista etero. Non è comune trovare un uomo che lavori nel fashion design e non sia un amante di altri uomini. Tutti gli uomini etero vorrebbero finire a lavorare con le modelle e vestirle e svestirle a piacere, ma nessuno sa dove entrare nel settore. Solo i gay lo sanno e non lo dicono. Se riuscite ad infilarvi in questo giro fatemi sapere, non si sa mai che decida di mollare la fisica per una roba che fa quasi rima.

(oggi sono sullo squallido andante, lo faccio per accontentare la fascia più ghiozza del mio pubblico. Ahr Ahr Ahr).

L’amico di Clem mi ha dato un sacco di buoni consigli sulla vita a NYC, lui c’è stato per 12 anni ed ha avuto modo di approfondire tanti aspetti che a me non sarebbe mai capitato di toccare. Avevo proprio voglia di infilare almeno una citazione ma il sonnellino in metro tornando a casa ha cancellato tutta la memoria a breve termine. A proposito, vi ho già detto che ho visto i Breakdown?

Mi fermo qui perché mi si accusa di fare post troppo lunghi e passerò ad un nuovo format di blogging: più post, più brevi. A dopo.

Il cantante è più o meno uguale ora. A parte che è calvo.

Auguri anche a Clara, anche se da un po’ non mi considera più. TVB, quando torno a Pisa ti vengo a rompere le palle : )

DAY 45 – il paradiso dei nerd

Action figures a 10 dollari che in Italia non trovi a meno di 40 euro. Ci rendiamo conto? Oggi sono stato in due fumetterie di New York, prima con Wanda e poi con Elena ed Ilaria a fare da “suggeritore” per regali ad amici italiani nell’ambiente dei fumetti etc e sono rimasto traumatizzato. No, davvero, sto ancora tremando.

la nuova band di Gesù sta diventando famosa. Ora ha anche degli action figure a lui ispirati ed ho sentito che da qualche parte qualcuno si è messo ad adorarlo. Roba da pazzi

Innanzitutto milioni di testate: tutti i comics americani della settimana occupano una parete di dieci metri per tre. C’è qualunque cosa, senza fronzoli tipo posta etc: giusto la storia e quattro pagine di pubblicità, il tutto a tre dolla. C’erano delle serie fighissime, tipo un punitore degli anni quaranta. Fossi stato un po’ più giovane l’avrei comprato al volo, ora invece voglio prima sapere quanti numeri sono e se posso avere tutta la serie in blocco. Non voglio più traumi, come quella volta che mi hanno prestato Video Girl Ai e l’ho letto tutto di botto senza accorgermi che mancava l’ultimo volume. Avevo quattordici anni ed ho vagato per tre giorni alla ricerca dell’ultimo albo. Lo ricordo come un incubo :|

Ho comprato un po’ di magliette fighissime pagandole praticamente niente. Primo perché c’è così tanta concorrenza qua che veramente te le tirano dietro e secondo perché col tesserino della Columbia ho un ulteriore sconto del 10%. Vi ho già detto che mi fa entrare gratis nei musei? È proprio vero che qui l’università è una casta privilegiata. Non come in Italia, dove se dici che sei studente ti caricano seduta stante :|

Midtown Comics prima e Forbidden Planet dopo mi hanno lasciato veramente turbato. C’era di tutto, comprese le action figures di Gesù, Freud, Einstein, Poe, Shakespeare, Jung, Tuamamma, Houdini e Gianni. E costavano solo $7.99 l’una! In italia posso rivenderli a cinque volte tanto :D

Ho visto scaffali interi di modellini di gundam a $11 che se provi a comprarli in Italia li trovi più o meno allo stesso prezzo, basta aggiungere uno zero alla fine. Non ci credete? Il mese prossimo fate un salto a Lucca alla fiera del fumetto. Io ci ho lavorato per anni e non ho mai visto niente di così *GH* come i due negozi di oggi. A parte forse quella cosa, quella volta… [cit.]

Per Andrea: ho cercato la maglia della serie originale di star trek ma non l’ho trovata. Hanno solo quelle del nuovo film. Che è molto bello perché l’ha girato JJ Abrams con effetti della Industrial Light and magic ed in pratica quindi è un film di Star Wars.

Evento curioso della giornata, camminando con Wanda nei pressi di Times Square abbiamo trovato un dvd abbandonato su una cabina del telefono coperto di scritte tipo “9/11 was made up! find the truth” etc. Ora ce l’ha Wanda, insieme alle foto del bizzarro ritrovamento, però dopo metto tutto online. Probabilmente se lo metti in un computer. Per sicurezza lascio il mac sul letto stanotte, aperto. Magari mi sveglio con un echo sul terminale che fa tipo “Wake up Nevermore. Follow the white rabbit”. Conoscendomi probabilmente chiuderei il coperchio borbottando “ancora cinque minuti”. Dovrei iniziare a mettere trappole per topi vicino alla sveglia se voglio arrivare puntale per la seconda volta in vita mia. La prima è stata uno sbaglio: mi hanno appeso a testa in giù e preso a schiaffi finché non ho sputato tutta la placenta. Avevo 23 anni.

Avete presente The Matrix? Sono passati dieci anni da quando l’avete visto per la prima volta. Eravate gggiovani al tempo e vi sembrava una figata. È un peccato che non abbiano MAI fatto dei sequel. Comunque il film era pieno di cose sfiziose. Mi chiedo se avrebbe avuto lo stesso successo se fosse stato appena diverso, tipo con un Morpheus gay e magari dal pessimo senso dell’humour. Tipo supposte da venti centimetri anziché pillola rossa e pillola blu. “Scegli” “hmmm… terza opzione?

A proposito di senso dell’humour, ho guardato da poco alcune trasmissioni della BBC su internet e sono rimasto folgorato dall’accento britannico. Non me ne ero mai accorto! Gli inglesi parlano un inglese buffissimo. Suona cadenzato, a differenza di quello che parlano qui che è un flusso continuo ammorbidito da rumori gutturali. Gli amici non italiani qui mi prendono un po’ in giro per il mio accento. Diciamo che mi sto impegnando a parlare come Super Mario, così, per non deludere le aspettative. Mammamia!

Domani finalmente vado a vedere il MET. Sempre se mi sveglio. Sempre se non devo seguire il coniglio bianco. Non si sa mai cosa può succederti quando entri in contatto con la cospirazione plutogiudaicomassinicomunista hacker. Quando ero un ragazzino e giocavo con gli amici a fare il cowboy della rete ci facevamo sempre mille paranoie sulla polizia postale ed i servizi segreti che ci entrano in casa alle quattro del mattino ed avevamo tutti l’hard disk con partizione criptata ed i floppy (sì, floppy) nascosti in giro per casa. Era bello, ti sentivi veramente cool, anche se poi magari non facevi altro che mandare uno scanner e poi approfittare della scarsa professionalità di qualche sysadmin in giro peri l mondo. I coreani erano i miei preferiti. C’è stato un periodo in cui facevamo collezione di domini .ac.kr – che sta per academy of Korea – con un exploit che era già vecchio quando abbiamo iniziato e che nessuno si era mai preoccupato di correggere. Probabilmente le università coreane mantenevano versioni buggate di Apache apposta come forma di incentivo al turismo. “Magari vogliono venire a vedere il campus di cui hanno fatto defacing” “Già! E magari portano del cibo” “Già… visto che ci sei installa anche sendmail 1.0, tanto per facilitargli il lavoro

A proposito di sendmail oggi ho mandato un po’ di mail importanti. Importanti per me perché volevo farlo da tempo ed importanti per chi le riceve perché c’è un virus mortale che ti fa esplodere il computer. Siete avvertiti. Me l’ha dato mio cuggino che ha bucato la NASA.

A proposito, la NASA è un posto fighissimo dove lavorare. L’altro giorno un mio collega mi ha spiegato come intendono fare il primo viaggio su Marte entro il 2020, è una storia incredibile: mettetevi comodi.

In pratica il problema di fondo è che mandare una nave su marte che debba tornare e sia schermata dalle mortali radiazioni ionizzanti spaziali (quelle che nei fumetti rendono i fantastici quattro gommosi, brucianti, duri ed invisibili) è un problema. Semplicemente costa troppo perché qualcuno possa veramente mettersi a costruire un’astronave con scudi elettromagnetici e carburante per due viaggi. Uno dei padri dell’esplorazione marziana (di cui ora mi sfugge il nome ma che sarà rivelato a giorni. Anzi, facciamo un concorso: scrivete il nome del tipo tra i commenti e chi lo azzecca vince un premio a mia discrezione) ha fatto due conti ed ha deciso che non è veramente indispensabile che la nave torni. E visto che non deve tornare non è neanche indispensabile che sia schermata.

Tagliando carburante extra e scudi deflettori l’astronave rientra perfettamente nel budget, resta solo il problema di trovare qualcuno volenteroso che si sacrifichi per il bene dell’umanità e sia disposto a morire su Marte rimanendo tuttavia perennemente nei cuori degli esseri umani come la prima persona ad aver colonizzato il pianeta rosso. Pensate che sia difficile? A quanto pare no: la NASA ha fatto un censimento tra tutti i suoi ex-astronauti over 60 ed ha scoperto che TUTTI sono disposti a fare un simile viaggio. Vi ricordo che significa morire di stenti o di cancro o se proprio va bene di overdose di morfina su un pianeta ostile. E c’è chi dice che la vecchiaia non sia emozionante.

Sono abbastanza sicuro che se lo stesso censimento fosse stato fatto presso la popolazione pomeridiana di Forbidden Planet e Midtown comics avrebbero avuto più o meno lo stesso rating. Ve l’immaginate un pianeta colonizzato da gente cresciuta a pane, fumetti e videogiochi? Vi immaginate cosa potrebbe diventare nel giro di qualche generazione? Quelli costruiscono i robot giganti e dichiarano l’indipendenza dalla terra. Il paradiso dei nerd.

Sospetto che buona parte degli ex astronauti (magari non quelli dal background militare) siano del club, comunque. Magari passeranno le serate marziane a fare giochi di ruolo sinché non finiscono l’acqua. Oppure trovano davvero vita sul pianeta rosso. La famiglia di Bondi dev’essere ancora li, da qualche parte.

Se non l’avete mai letto leggete Cronache Marziane di Ray Bradbury (è quello di Faranheit 451. No, non il film, il film si chiama Farenheit 911 ed è una citazione da questo libro). Contrariamente a quanto potete pensare non è un libro di fantascienza. Non è neanche fantasy, è delirante. A me non piace molto, però va letto almeno una volta nella vita. Tipo la bibbia. Con quattro amici ed una bottiglia di scotch. Ci sono delle cose spettacolari: sesso, violenza, degrado morale, effetti speciali. Puoi spacciarla per un inedito di Palanhiuck e ci puoi scandalizzare la nonna se cambi la copertina.

A proposito di copertina, ora mi ci infilo sotto che è ora di andare a dormire. Ah, un messaggio per te: ti ho scritto una mail. Leggila, è importante.

Saluti e baci da Nuova York. Vi voglio bene,  a modo mio.

DAY 44 – in fila per sei col resto di due

Ci ho messo 85 minuti a tornare a casa in metro. Mi sembra di essere tornato ai primi giorni, quando la A faceva le bizze e mi scaricava due fermate dopo senza motivo apparente. Solo che stavolta ad impazzire è stata la solitamente affidabile linea 1. Penso inizierò ad approfittare dei taxi quando torno a casa la sera, almeno per metà percorso, se non c’è qualcuno a dividerlo con me. Tipo una ragazza bellissima conosciuta per caso che poi mi invita a casa e passiamo la notte a raccontarci la vita scoprendo mille punti in comune e poi arriva l’alba ed andiamo a fare colazione in un localino che conosce lei sull’east river ed alla fine ci baciamo e poi scopro che si chiama Ciro e prima era un uomo ed è per questo che avevamo tutte quelle cose in comune e che potevo arrivarci prima e che forse era il caso di prendere la metro e pace. Tanto alla fine nel tempo in attesa posso leggere. O cantare. C’è gente che campa, cantando nella metro. Io invece oggi ho dovuto pagare per farlo.

Compleanno di Ilaria che ci ha portati al Karaoke in St.Marks street (che in realtà sarebbe l’ottava strada, ma non ditelo a nessuno), un posto pieno di tatuatori, piercer, locali notturni, negozi di costumi e uno stronzo che mi ha venduto una ricarica T-mobile spacciandomela per AT&T. Scemo io che non ho controllato. Se dovessi descrivere a qualcuno l’east village penso gli parlerei di St.Marks street. Giusto perché è il posto dove vado a finire più spesso con le mie amiche di queste parti. Prima d’ora però non avevo mai varcato le porte di Sing Sing.

Il posto è  quel genere di locale che piacerebbe a Giorgio o a Pablo. Significa che c’è roba giapponese. I gestori sono Koreani, invece, giusto per confermare il mito per il quale gli asiatici sono tutti uguali. Appena entri ti trovi in uno stanzone da bar (controllo ID obbligatorio, come ovunque, come sempre) pieno di gente che ride e canta e beve. Da bere c’è solo birra o roba da fighetti tipo rum colorato e schifezze del genere. Oddio, al confronto del posto dove sono stato prima questo è Harlem. Vi racconto dopo, non temete.

Oh, mi sono divertito. Ho infilato in scaletta alcuni pezzi che non sono stati del tutto apprezzati (tipo Frankly Mr Shankly degli Smiths) ed altri che invece “ce stavano, aho” tipo New York New York e My Way di Sinatra, tanto per ridere. Ah, per la cronaca, eravamo in una stanzetta privata dove ti puoi immaginare succeda di tutto una volta chiusa la porta. C’è un televisore grande, un impianto audio, divanetti ed una porta che si può chiudere dall’interno. A me sa di posto squallido in linea di massima, dove la gente va a farsi una sveltina, però magari mi sbaglio. Magari è solo un posto squallido dove la gente va a fare il teatrino degli imbecilli.

A proposito di teatrino di imbecilli, prima del Karaoke io ed Elena siamo andati sul tetto dell’Empire Hotel vicino a Columbus Circle a vedere una sfilata di moda di Dolita. Mi aveva invitato Clem che sta lavorando nell’organizzazione come responsabile del personale e sono settimane che non ci vediamo più tanto e ci teneva a farmi vedere quello che sta facendo. Quello che sta facendo tipicamente è seguire i capricci delle modelle, che odia dalla prima all’ultima, e fare in modo che ci sia sempre qualcuno a fare quello che c’è da fare.

l'invito ufficiale alla cosa. ho dovuto telefonare e confermare la presenza. serissimo. poi invece c'era una fila casuale e siamo entrati senza che ci chiedessero il nome, solo perché eravamo più belli dei nostri vicini di coda.

l'invito ufficiale alla cosa. ho dovuto telefonare e confermare la presenza. serissimo. poi invece c'era una fila casuale e siamo entrati senza che ci chiedessero il nome, solo perché eravamo più belli dei nostri vicini di coda.

QUESTO è il sito di Dolita, che mi sembra una roba mezzo da fighetti. Il posto era fighissimo, terrazza sul tetto di un hotel al centro di un crocevia di strade. Il problema è che era popolato da gente inqualificabile, in più le modelle erano xenomorfe ed assolutamente inumane. E non vi sto a raccontare i modelli maschi. Mostri, ragni. Xenomorfe è una parola ricercata, significa “di forma aliena”. No, non hanno due bocche. No, non ti fanno esplodere lo sterno. Si, secernono acido dalla bocca. Tipicamente dopo mangiato. Succhi gastrici.

una tipica modella. nel tempo libero clona cacciatori di taglie per conto della vecchia repubblica con l'obiettivo di farci un esercito.

una tipica modella. nel tempo libero clona cacciatori di taglie per conto della vecchia repubblica con l'obiettivo di farci un esercito.

Faceva freddo e lo spettacolo non era granché, così dopo poco io ed Elena abbiamo levato le tende e siamo andati a mangiare a qualcosa. Alla faccia delle ossute indossatrici [cit.]

Uno dei posti dove preferisco mangiare è Wholefoods Market, una catena specializzata in cibo sano. La cosa che mi sorprende è che non è neppure caro: ci trovi la carne biologica, le uova da allevamento a terra ed una sezione gastronomia che è la fine del mondo dove paghi fisso $7,90 a libbra, qualunque cosa tu metta nella tua scatola.

Ogni tanto ho pensato di fare la spesa e cucinare a casa, ma considerando che cucinare per mangiare da soli è deprimente e che comunque non costa molto ho preso l’abitudine di venire a mangiare qui abbastanza spesso. Sarà il cambio Euro-Dollaro vantaggioso, però a me NY sembra più economica dell’Italia. Mezzo kilo di tofu a 3 dolla, sono due euro. Vogliamo parlarne?

Domani passo da elena con la pennina e/o una campana di dvd e recupero tutte le foto prima che lei torni in Italia, così finalmente posso mostrarvi un po’ di vita newyorkese.

Ora vado a letto che sono ancora spossato dal viaggio. Magari aggiorno dopo.

Zut!

DAY 42 – Made in Japan

NIPPON!

NIPPON!

Onorevoli ospiti di questo umile blog, vi invito a procedere con la lettura di ダミーのための移住! Vi direi “sentitevi a casa”, ma per come conosco certi lettori dopo quindici minuti questo posto diventerebbe un porcile, quindi fate ammodino e non sporcate. Oh.

Sono in piena fase di giapponesizzazione quindi sarò rapido e conciso. Ieri sono stato a cena con Devon in un ristorante minuscolo del Lower East. È un posto molto molto molto giapponese. Non come i locali giapponesi carini dell’Upper West, dove ti siedi, mangi il tuo sushi e sono cordiali ma cercano di sbatterti fuori appena possibile. Questo è proprio giapponese: è un buco con le bandiere fuori, il cuoco ha il fazzoletto in testa e cucina sulla piastra. Si mangia in piedi al bancone e ci sono tre piatti ed un contorno: Okonomiyaki (è giapponese, significa “frittata cotta male”), Takoyaki (polpette di polpo. Suona ridondante, vero? Tipo arrosto arrostito) e Yakisoba (anche questo è giapponese. Significa “spaghetti fritti” o “lacci di Chuck Taylors“. Il giapponese è una lingua sorprendente). Il contorno sono fagiolini giapponesi, credo abbiano un nome ma non ho chiesto. Un po’ come buona parte delle persone che incrocio per strada.

Io ho preso una combinazione di Yakisoba e Okonomiyaki pensando a quante volte ho visto questa roba nei manga o nei cartoni di quando ero bambino. Avete presente Kiss Me Licia? Il padre della protagonista ha un ristorante di Okonomiyaki ed è sempre incazzato. Voi pensavate che lui ce l’avesse col punk che si sbatte la figlia ed invece no. È incazzato perché è costretto ad avere la voce di Ubaldi. Anche io sarei incazzato. Voi no?

Guardate questo video, giusto per rinfrescare la memoria. Ricordate che gli anni passano per tutti e che la vecchiaia è carogna.

Dopo cena siamo passati al Japanese Market, un posto nascosto sulla seconda avenue bassa, al quale si accede solo tramite ascensore e solo se lo si sa. Se-lo-si-sa. Anche l’italiano è una lingua sorprendente, non trovate?

Il posto è una specie di minimarket pieno di giapponesi che parlano giapponese e comprano cose giapponesi a prezzi bassissimi. Tipo che il bento-box costa cinque dollari contro i dieci del market vicino alla columbia. Se abitassi da queste parti verrei sempre a fare la spesa qui.

Tra le cose carine che ho comprato c’è un dessert di lattice ripieno di maionese ed una lattina di “pocari sweat” che tradotto suona tipo “sudore mimetico”. L’ho comprata giusto perché la lattina era figa ed il nome buffo. In realtà faceva schifo. Vi ricordate che vi avevo parlato del piscio di gatta in calore in lattina? Questa è la cosa probabilmente più simile.

pocari sweat significa "sudore mimetico". Credo sia quella cosa che ti viene sotto le ascelle d'estate e che ti fa mimetizzare con uno zozzone.

pocari sweat significa "sudore mimetico". Credo sia quella cosa che ti viene sotto le ascelle d'estate e che ti fa mimetizzare con uno zozzone. Notate la mia faccia sveglia da Fry di Futurama.

Dopo la spesa siamo passati da Blake, che abita esattamente sopra i due ristoranti indiani di cui ho scritto qualche giorno fa. Superare i due buttadentro è stata un’impresa epica e credo di iniziare a capire come certe leggende del mito indiano siano originate. Noi abbiamo cose tipo L’inferno con le fiamme, loro il continuo ripetersi di vite strazianti sinché uno non ascende. Immaginate dover tornare a casa ogni sera ed ogni sera dover combattere per arrivare al portone mentre due persone cercano di portarti dentro il loro covo di curry e basmati. Almeno all’inferno puoi scegliere la compagnia che preferisci. Vabbè che fa caldo, però almeno hai qualcosa di cui parlare con i lussuriosi. “E tu perché sei qua?” “Sesso con sacerdoti. Cinque alla volta. Tu?” “Figo. Mi eccitavo pensando alla Gelmini. Dicono che stando un po’ qui con voi ho ancora qualche speranza di imparare e recuperare una condotta opportuna.

A casa di Blake abbiamo nerdeggiato nella migliore delle maniere: Mario Kart. Sono più di dieci anni che passo le mie serate con gli amici a lanciarci tartarughe e banane e mangiare funghi che ci fanno diventare velocissimi. Una volta l’ho raccontato ad un mio amico olandese che si è mostrato subito molto interessato e curioso di provare. Mi dispiace che se ne sia andato deluso, forse immaginava qualcos’altro.

Quando ho iniziato a giocare a Mario Kart  mio fratello andava ancora sul girello e tra poco prende la patente dell’auto. Negli anni abbiamo giocato un sacco di volte insieme ed è migliorato parecchio, tanto che ora spesso e volentieri mi fa il culo. Spero che questo non abbia esiti negativi sul suo esame di guida. Tipo buttarsi fuori strada per evitare una buccia di banana.

A casa di Blake c’è Pia, una gatta bellissima di cui allego foto dietro esplicita richiesta del mio amico Bepi.

Pia è un gatto da parkour. Ha una predilezione per l'arrampicata libera sulle persone.

Pia è un gatto da parkour. Ha una predilezione per l'arrampicata libera sulle persone.

Ah, ieri abbiamo passato di botto le 5.000 visite e mi sono sentito proprio *wow* :D

È ancora un mistero insondabile per me come mai tanta gente rimanga appassionata alle mie vicende non-così-particolari. Dev’essere perché non c’è niente di interessante in tv, forse. Grazie a tutti, veramente. Se non ci foste voi a leggere e darmi qualche feedback questo blog non ci sarebbe ed io sarei triste e solo nella mia stanzetta senza neanche uscire perché “che senso ha fare le cose se poi non le puoi raccontare a qualcuno?”. Se qualcuno ha qualche posto o qualche curiosità relativa a NYC me lo faccia sapere e vedrò di andarlo ad esplorare. Blog-on-demand. La nuova frontiera dell’editoria online.

Giornata strabiliante per google. Ecco qua la lista di domande fatte al nostro amato grande fratello per poter arrivare a questo blog. Ci sono dei capolavori, ed è difficile scegliere un vincitore.

Query Click
luigi renna new york 4
coda di culo 2
coniglio duracell 2
gesù anche lo sa, niente è for dummies 1
+lavoretti +bambini +conchiglie 1
quadri strani 1
tette fenomenali 1
luigi blog for dummies 1
new york malavita 1
rosa gengive pus 1

Vince +lavoretti +bambini +conchiglie, al secondo posto a pari merito rosa gengive pus, coda di culo e quadri strani.

Gesù anche lo sa, niente è for dummies è un capolavoro, menzione speciale e verrà infilato da qualche parte nel blog ad eterno monito. E, tra parentesi, wordpress si è mangiato un’altra query stupenda che era “un costume da jabba costa più di 10 dollari” che avrebbe vinto. Amico ti meriti un premio di consolazione, fatti riconoscere : )

Continuate a spedire le foto per il concorso! Quale concorso? Guardate il post precedente.

PS – lo so che oggi è il giorno 42 e che vi sareste aspettati qualcosa di speciale, così ho aspettato la fine del post per infilarvelo a sorpresa.

Beccatevi tutto lo sceneggiato della BBC della Guida Galattica per Autostoppisti. Non quella cagata diversamente figata del film : )

DAY 41 – Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl Cthulhu fhtagn. Eh? Puppa!

« La città-cadavere, da incubo, chiamata R’lyeh … fu costruita incalcolabili eoni prima della storia conosciuta, da enormi, ripugnanti forme che gocciolarono dalle stelle oscure. Ivi si stabilirono il grande Cthulhu e le sue orde, nascosti in verdi, limacciosi sotterranei… »

(H. P. Lovecraft, Il richiamo di Cthulhu)

Se chiedete a google maps dove si trova R’lyeh ve la colloca esattamente dove Lovecraft l’aveva piazzata. Niente, ho scoperto questa cosa e ne sono molto contento, così volevo dirvelo. È la dimostrazione che la Grande Cospirazione Nerd è esatta: gente che ha letto i tuoi stessi libri e fumetti quando eri ragazzino e che passa ancora oggi qualche serata l’anno a riguardare Star Wars è nelle posizioni chiave del sistema in giro per il mondo. Lasciano Easter Eggs come questa in giro per le reti informatiche e ti fanno capire che non sei solo. È solo questione di tempo. Quando i potenti del mondo ordineranno finalmente alla rete di mainframe di scatenare l’inverno nucleare sul pianeta terra per una squallida storia di petrolio e società segrete, il computer risponderà

A strange game. The only winning move is not to play. How about a nice game of chess?

mandando in paranoia tutte quelle persone che hanno passato l’infanzia a non guardare Wargames e che una volta cresciuti hanno l’inopportuna idea che per conoscere il mondo bastino giacca, cravatta ed un bel conto in banca.

Tra le cose che mi piacciono della matematica c’è la Teoria dei Giochi. Il nome magari vi farà pensare a qualcosa di inutile, una sciocchezzuola, ed invece è un accurato sistema per prevedere (entro certi margini di errore, talvolta notevoli) il comportamento di avversari all’interno di un gioco che può essere, per dire, la guerra fredda, l’economia mondiale o un corteggiamento.

Se avete visto “A Beautiful Mind” forse avete idea di ciò di cui sto parlando. Io John Nash l’ho conosciuto l’anno scorso a roma, alla festa della matematica. Mi sono fatto autografare il libretto :D

Nash tra parentesi è anche l’autore di Hex, uno di quei giochini che chiunque abbia avuto la fortuna (o sfortuna) di installare linux nei tardi anni novanta si è trovato suo malgrado a giocare mentre aspettava che qualche modulo compilasse.

Sì, oggi sono in vena di nerdaggine. Lo faccio come rappresaglia, perché in questo periodo sto conoscendo fin troppi fighetti ed ho bisogno di riaffermare le mie origini. Oh, lo fanno i leghisti, che con “origini” probabilmente intendono qualche montanaro con l’elmo cornuto usato come pagliaccio dai legionari della XI e XII Legio Italica e non lo posso fare io con Han Solo e Indiana Jones? Quasi quasi fondo il mio partito, di ispirazione religiosa. Democrazia Jediana.

Tornando alla Teoria dei Giochi per un attimo è importante sapere che è stata sviluppata agli inizi quasi esclusivamente da quel figlio di buona donna di John von Neumann nel tempo libero tra il computer e la bomba all’idrogeno. Lavorando per conto del governo americano durante gli anni quaranta e cinquanta Johnny ha raggiunto l’obiettivo di modellizzare realisticamente la guerra fredda. Il prodotto finale delle ricerche di Johnny è stato la MAD theory che ha governato le vite delle ultime due/tre generazioni di esseri umani fino alla caduta del muro di Berlino.

MAD sta per Mutual Assured Destruction (distruzione mutua assicurata) e sta a significare che se tu hai migliaia di missili nucleari puntati sulla Russia e la Russia lo stesso è meglio che tu li spari tutti prima che la Russia possa farlo contro di te. La fregatura (per fortuna) è che non è possibile distruggere interamente l’avversario prima che questi possa almeno lanciare un po’ dei suoi missili contro di te per rappresaglia (“tanto non abbiamo più niente da perdere, tra dodici minuti qua è tutto vetro, tovarishch”) e così nessuno spara. D’altro canto nessuno è incentivato a smettere di produrre nuove armi e fare ricerca militare perché “chi ci dice che se noi iniziamo questa dannata pace mondiale quei dannati dei russi non stiano costruendo una dannata bomba invisibile per farci esplodere il dannato culo, eh?” e si è andati avanti a produrre armi ed armi ed armi in previsione di una guerra dei cinque minuti che non c’è mai stata. Nel film Wargames il governo americano assicura il controllo del problema ad un computer, in Doctor Strangelove sono i sovietici a farlo. Sono due film meravigliosi, se non li avete ancora visti non siete esseri umani e dovete recarvi alla cabina del suicidio per provvedere allo smaltimento del vostro apparato biologico.

Il problema della guerra fredda in teoria dei giochi è analogo al famoso dilemma del prigioniero in cui due tizi sono tenuti in questura dalla polizia che ha come unico modo per arrestarli quello di farli confessare. Se uno accusa l’altro e l’altro nega, quello che nega viene arrestato ed il primo si becca solo una pena minore, mentre se tutti stanno zitti escono tranquilli tranquilli. La fregatura è se tu sei quello che non parla e che viene accusato dall’altro. In linea di massima, se i due potessero fidarsi, potrebbero stare zitti (o smettere di produrre armi) ed uscire di galera tranquilli (e spendere i soldi dell’investimento militare per scuole, ponti, ospedali, cinema, etc) ma quello che succede di solito è che i due si accusano reciprocamente (continuano a produrre armi).

A me la teoria dei giochi piace, ci sono un sacco di cose carine e ti insegna anche a creare giochi da tavolo efficienti oltre che diventare ricco giocando a Black Jack e capire un po’ le dinamiche di gruppo e la politica. Tutto viene semplificato in obiettivi da raggiungere ed una serie di passi con un costo ed una probabilità di successo. Un gioco non è che un grafo con una serie di mosse che portano da un inizio ad una fine con particolari risultati etc. Un po’ come la vita o una relazione sentimentale. Il problema è che penso dopo un po’ che studi questa roba ti si frigga il cervello e diventi un po’ sociopatico, quindi mi raccomando bambini non fatelo a casa.

Ok, se non avete capito una frase di questo post delirante siete liberi di dire

eh?

ed io di rispondervi

Puppa!

Ieri ho girato un po’ con Elena e Wanda, siamo stati a fare due passi nel Greenwich village ed abbiamo visto una troupe prepararsi a riprendere di fronte allo Stonewall Inn che è un posto molto importante nella storia dei diritti civili negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Ne sapete qualcosa?

Nel 1969 l’omosessualità era ancora illegale negli stati uniti e la polizia (ed altri balordi) facevano raid dentro i locali menando alla cieca e facendo tutta quella serie di altre cose brutte fatte da uomini in uniforme che eseguono ordini perché qualcuno con più galloni sulla giacca gli ha detto di farlo. La confusione tra autorità e galloni sulla camicia è palese quando queste persone, non vedendone alcuno sui civili, iniziano a spadroneggiare bullandosi del proprio grado. In Italia qualcuno sta cercando di formalizzare questa cosa creando due categorie di civili: quelli con camicia e galloni e quelli senza. Queste milizie di bifolchi hanno già iniziato a tirare sassi e bombe confidando nel fatto che la bandiera arcobaleno del gay pride sia molto simile a quella della pace. Sbagliato.

Nel 1969, dicevo, in America succedevano cose simili a quelle che abbiamo ora in Italia (anche se un po’ peggio) sinché qualcuno non si è incazzato e mettendo da parte la linea di condotta soft e prendendo in prestito modalità (ed un po’ di forze, magari) dai movimenti Black Power e veterani del Vietnam ha portato la guerriglia nel West Village ed iniziato una lunga battaglia di diritti civili che ha consentito a tanti miei amici, alcune generazioni dopo, di vivere la propria sessualità in maniera aperta e serena. Ah, questa gente ha anche inventato il termine Gay, che significa allegro, in contrapposizione all’idea di omosessuale triste e malformato e represso diffusa in quel periodo. Un esempio di come la rivoluzione si fa con le parole, più che con i sassi. Anche coi sassi, comunque.

Cito wikipedia (perché sono pigro, al solito)

Gli avventori dello Stonewall erano abituati a queste retate e il personale era generalmente in grado di riaprire il bar nella notte stessa o in quella seguente. Cosa rese allora diversa questa irruzione, rispetto a tutte le altre?

In proposito ci sono due spiegazioni. La prima è quella storica, che sottolinea come la situazione fosse ormai matura per una ribellione, dopo la crescita del movimento anti-autoritario e di protesta del “Sessantotto”, specie quello contro la guerra del Vietnam, a cui avevano partecipato in altra veste molti dei gay che presero parte ai moti. Era nell’aria l’idea che le minoranze avessero il diritto di rivendicare una loro dignità. Da questo punto di vista, il modello fornito dal movimento per i diritti civili dei neri influenzò molto i militanti gay della prima ora, come dimostra il fatto che lo slogan “Gay power” (potere gay) che venne lanciato durante i disordini, derivava direttamente dallo slogan “Black power” (potere nero).

In tale contesto, bastava una scintilla per incendiare gli animi, e questa scintilla fu la retata dello Stonewall.

In effetti, la rivolta del 28 giugno 1969 è considerata un momento di “rottura” nella storia della comunità omosessuale proprio perché ciò che ne venne fuori aveva molte più somiglianze con i movimenti di lotta politica non gay di quegli anni, piuttosto che con i movimenti “omofili” che fino a quel giorno avevano condotto la lotta per i diritti degli omosessuali.

La principale differenza fu che mentre il movimento omofilo cercava d’integrare gli omosessuali nella società così come essa era, il nuovo movimento, che si autodefinì, usando un termine gergale, “gay”, rifiutava l’integrazione in una società giudicata incapace di accettare le diversità, sostenendo che essa andasse rivoluzionata.

Ci vogliono due palle così a scendere in strada ad affrontare uomini armati per difendere il proprio diritto ad essere come si è. Il novecento ce l’ha insegnato bene: c’è gente che odia qualcuno e che si organizza per fargli la festa e questa gente può essere tranquillamente catalogata come “gli stronzi”. E con gli stronzi non si fa amicizia, ne affari, ne altro.

Certo, potrei pensare “che mi frega, tanto sono etero, mica voglio sposare qualcuno del mio sesso” eppure magari mia figlia tra vent’anni potrebbe volerlo fare e con che faccia potrei dirle che ho supportato, magari anche solo per inazione, qualcuno che vorrebbe impedirle di essere com’è? Non si tratta di “smantellare la famiglia” quando si difende il diritto di qualcuno ad essere se stesso, si tratta di essere persone civili.

Tutto questo discorso perché vedere il posto e scoprirne la storia mi ha ricordato che per portare grossi cambiamenti nella vita di molte persone talvolta basta che qualche decina di persone molto incazzate diano una lezione ai bifolchi più vicini in modo che poi questi, spaventati, creino l’effetto valanga. Succede sempre così con le persone irregimentate ed abituate a prendere ordini.

Vedendola in termini di teoria dei giochi: gli stronzi sicuramente attaccano, vuoi stare fermo ed aspettare che quando avranno finito con gli omosessuali (o gli immigrati, i comunisti, i socialisti, gli intellettuali, i giovani, i belli, etc) vengano a prendere anche te?

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.


Poi vennero a prendere gli ebrei

e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.


Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.


Poi vennero a prendere i comunisti,

ed io non dissi niente, perché non ero comunista.


Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.


Bertolt Brecht,

Berlino, 1932

anche il grande Cthulhu si batte per i diritti civili della sua gente, i Grandi Antichi, malvagie divinità extragalattiche giunte sulla terra senza regolare permesso di soggiorno. Forza C!

anche il grande Cthulhu si batte per i diritti civili della sua gente, i Grandi Antichi, malvagie divinità extragalattiche giunte sulla terra senza regolare permesso di soggiorno. Forza C!

Se vi piacciono i lolcats ed amate i racconti di Lovecraft non potrete che perdere tutta la vostra sanità mentale spulciando questo grande sito :D

EXTRA! – moving pictures

Signore e signori, è con grande orgoglio che vi presento una collezione delle migliori foto degli ultimi giorni, cortesemente fornita da Wanda, eclettica emigrante e compagna di avventure newyorkesi.

Lasciatevi trasportare nella magia della narrazione per immagini: abbassate le luci, mettetevi comodi e visto che ci siete sorseggiate un bicchierino di buon scotch. O male che vada smettete almeno di guardare i porni per cinque minuti : |

new york

New York City, 2009. Ho appena scoperto che al mondo esiste qualcuno pagato per costruire grattacieli e monumenti coi mattoncini LEGO. Non provate anche voi la sgradevole sensazione di aver sbagliato tutto nella vita?

empire.2

I mattoncini per la costruzione di questo edificio sono stati cannibalizzati dalla precedente esposizione: una Morte Nera LEGO in scala. Il problema è stato recuperare tutti i pezzi dopo che lo scorso Halloween Luke Skywalker Lego Star Wars™ l’ha fatta esplodere infilando un siluro protonico in una minuscola luce di sfogo (circa due mattoncini per due). Per ovviare a simili non è possibile trovare in tutto il Toys’r'us di Times Square pacchi di Lego Arabian Nights™ o Lego Boeing 737™.

empire

Un simpatico ingegnere LEGO ha infilato due omini sodomiti in una delle stanzette LEGO. Ha avuto l’accortezza di infilarli ad un piano abbastanza alto perché i bambini non potessero vederlo. La prossima volta che andate a NY controllate anche voi.

kinky kong

Il gigantesco primate pervertito Kinky Kong cerca di raggiungere l’apice del piacere. Una volta sceso ci ha suggerito di andare ad una festa della madonna piena di modelle nel lower east side. Noi ci siamo andati, però le foto delle modelle sono sulla macchina di Elena, quindi le uploado appena me le passa.

tavolino

Il padrone di casa era molto povero e non poteva permettersi mobili veri. Questo è un modello part-time dell’IKEA. Si chiama böttöm. Costa poco, anche se ogni tanto ci prende gusto a far cadere la roba per farsi dare una raddrizzata.

band

La band suonava al centro del loft, così per andare in terrazza e tornare bisognava attraversare lo stage. Un tizio ci ha preso gusto. L’hanno messo a fare il vicebancone part-time IKEA. Non volete sapere dove gli hanno attaccato la spina per la birra.

elena

Questi siamo io ed Elena. Quell’oggetto alla mia destra invece è un UFO. Non ridete, è assolutamente uguale a tutte le altre foto di UFO che potete vedere in giro. Qualcuno quando ha tempo lo spiega a Borghezio? Grazie.

Ah, mi ero dimenticato un paio di foto nerd. Ecco le foto nerd, dedicate specialmente alla mia amica Maiho. Be nice to the nerds.

millennium

La cosa terribile di diventare grande è che ad un certo punto avresti anche i soldi per comprare questa meraviglia e devi forzarti per ricordare per cosa li stavi mettendo da parte. Un supplizio da mitologia greca : (

costume

I figli di mio fratello Enrico vestiranno così sino all’età scolare. Poi uniforme da Clone Trooper. Forza fratellì, procurami dei nipoti :|

puppets

In realtà i peluches sono orribili. Yoda ha gli occhi sporgenti e sembra bondi, Darth Vader sembra fatto di latex economico, tipo quello di certi porni squallidi russi e Chewbacca sembra un brutto yorkshire incazzato. Sono abbastanza sicuro che il vero Bondi abbia scritto una poesia utilizzando tutte e sole queste parole, mischiate a caso. Una delle migliori.

gun

Marco, Tore, Poffo, Pablo e Barbara, quando torno in Italia non ci sono cazzi: compriamo uno stock di questi spara freccette elettrici a raffica e ci riempiamo di lividi rincorrendoci per casa di qualcuno. Sono super professionali, una figata pazzesca. Puoi anche infilarci miniciccioli con un semplice sistema di innesco ad attrito. Tra parentesi, dopo i tagli alla difesa questa è anche l’ipotesi più accreditata per i rifornimenti ai nostri soldati in Afghanistan. Attualmente usano fionde e noccioli di pesca.

baloon

Questi siamo io e Clem che liberiamo un Palloncino dell’Amicizia™ in Union Square, dove ci siamo incontrati la prima volta. È stato molto carino, almeno sinché un poliziotto non l’ha tirato giù a colpi di pistola : (

Ora vado a dormire che è tardissimo.

Viva Satana™

PS – il titolo si riferisce semplicemente al fatto che ho traslocato le foto da facebook a qui, perché sono troppo povero per comprarmi una macchina fotografica mia e devo rubarle dall’account di Wanda : (

DAY 39 – punti di vista

Avete presente il piscio di gatta in calore? Qui lo vendono in lattina. Cioè, io non l’ho mai visto ma se c’è un posto al mondo dove puoi trovare piscio di gatta in calore in lattina è New York City. Conoscendo un po’ la città, ormai, direi anche che sicuramente c’è la versione diet senza zucchero. Trovi tutto senza zucchero qua, anche la vita.

Stamani sono tornato a casa alle cinque dopo una notte nel lower east side ed ho fatto un cambio insolito per via di lavori sulla linea 1, trovandomi di notte a Grand Central (è la stazione che vedete all’inizio di Carlito’s Way) per la prima volta. Avevo visto la stazione di giorno ed ero rimasto a bocca aperta, fighissima, però di notte ha tutta un’altra aria. Ha l’aria di tutte le stazioni del mondo in una notte fredda e piovosa.

Grand Central Terminal. È un po meglio della stazione di Pisa, che, come dice Salvatore, è Mos Eisley.

Grand Central Terminal. È un po' meglio della stazione di Pisa, che, come dice Salvatore, è Mos Eisley.

Ok, per farla breve e senza retorica: io degli States ho un punto di vista parziale e privilegiato e non so un cazzo della vitaccia di merda che fa tanta gente. Sono tutto preso dall’entusiasmo per l’università fighetta, per le gratificazioni al lavoro, per le amichette carine e simpatiche, per la gente inusuale che conosco nel tempo libero e non ci sbatto mai il muso sul fatto che questo paese è al massimo della disoccupazione e ci sono un sacco di persone che se finiscono sotto un’auto nessuno si preoccupa di chieder loro come stanno e se gradirebbero un’ambulanza prima di essere inumate.

Abito in un bel quartiere, non c’è rischio che il ramo della fisica vada in recessione e che mi taglino i fondi da un giorno all’altro ed ho un’assicurazione sanitaria, però non posso fare a meno di chiedermi “e se succedesse a me?“, quando vedo la gente accasciata sul pavimento della stazione. I poveracci ci sono ovunque, in ogni paese, è solo che qui mi stride ancora di più, perché a meno di duecento metri c’è Times Square con la sede del NASDAQ che probabilmente è come Bob Marley si immaginava Babilonia.

Sempre per evitare la retorica, so benissimo che già da questo pomeriggio tornerò a fregarmene dalla gente che fa la vitaccia e che sarò di nuovo tutto ooh ooh per tutte le cose che vedo in giro, salvo poi farmi di nuovo venire i rospi in pancia la prossima volta che ci finisco davanti. Non ho una lezione morale da trarre da questa cosa, volevo solo scriverla. Scrivo tante stronzate, mi perdonerete se per una volta scrivo qualcosa di serio.

Oggi ho modificato le impostazioni dei video su youtube: non so perché ma c’è qualcuno che ci arriva senza passare dal blog ed effettivamente i video visti senza contesto mi fanno fare l’impressione del coglione. È bello sapere che è possibile avere tanto tempo libero da poter passare a guardare e commentare video di cui non ti frega un cazzo :)

Ah, ho cambiato parere riguardo a Little Italy: è sempre un parco a tema, ma non è squallido. Almeno, non più squallido di tanti altri posti. Tipo l’Italia. C’ero stato ad agosto e mi era sembrato grottesco come un luna park quando ci torni da grande, e finalmente ti accorgi che Pippo è un povero lavoratore interinale che suda come un dannato in quel cazzo di costume lercio sotto la canicola e che verosimilmente odia i bambini, i genitori e tutti i fottutissimi cani antropomorfi consumatori di cannabis.

A Little Italy durante la festa di San Gennaro ti aspetti di incontrare De Filippo e Totò, in mezzo al mari di gente che dice “Ué” facendo il cono con le dita, i pizzaioli acrobatici, le zeppoles ed i calzones e gente che urla e tutti i ristoratori che ti dicono “Buongiorno signore” e poi continuano in inglese. Se non vuoi farti rapinare puoi mangiare dei tipici paninozzi zozzi italiani da sagra di paese (con salsicce buonissime, ad essere sincero) e sfamarti tranquillamente in una di queste locande itineranti con roba tipo carne, panini, carne, maialetti. [cit.]

Ho fatto due chiacchiere con uno dei suonatori della banda e custode della shrine di San Gennaro. La shrine in se è di un pacchiano che non ha fine. È di plastica con i brillantini, enorme. La statua non è male invece. Risulta sobria comparata al contesto. Il signore sulla sessantina parlava un ottimo italiano, nonostante fosse probabilmente immigrato di seconda  o terza generazione ed abbiamo parlato dell’Italia, dell’America e di quelle cose di cui parli quando non sai cosa dire ad una persona incredibilmente gentile che vuole ostentare quanto sappia parlare la lingua dei suoi avi e si aspetta una donazione per il santo. Io un dollaro a San Gennaro gliel’ho dato, più che altro per avere il santino ricordo. In un secondo momento mi sono reso conto che probabilmente il santino è la ricevuta fiscale per la protezione ricevuta.

capo, credo sia ora di dare una lezione al vecchio Frankie”

“no Jack, non vedi? Ha rinnovato il santino sulla vetrina, è a posto per tutto il ’34

Come al solito in questi giorni ero a zonzo con Elena, Ilaria, Wanda ed un po’ di altri italiani emigrati e, approfittando della proverbiale ospitalità italiana, siamo finiti a fare una merenda della madonna nel ristorante di Carmine, il fidanzato italoamericano di Wanda. Posto fighissimo, su Mulberry street, dove ho mangiato in abbondanza tiramisù e bevuto limonata San Pellegrino. Ero felice tipo festa di compleanno delle elementari.

Qui in America la roba della san Pellegrino è considerata fancy, di classe. La bottiglietta piccola, se la trovi, non sta mai sotto i 3 dolla. Si dice che Marilyn Monroe amasse fare il bagno nell’aranciata amara nei suoi ultimi giorni e che in realtà sia morta di diabete. Ovviamente è una stronzata. Nell’aranciata amara non c’è zucchero. È come la vita qui.

Per arrivare a Little Italy sono passato da Canal Street che è il centro di China Town e dove mi è stato proposto di acquistare qualunque cosa, dai Rolex agli iPhone passando per cani, borse e prestazioni sessuali. Credo che l’unica cosa che non si possa trovare facilmente a China Town sia qualcosa di legale. Oppure Little Italy. Mi sono perso in mezzo a quelle cazzo di viuzze tutte uguali stando a sentire i consigli di gente che non ha l’educazione per dirti “non lo so” e ti da invece una direzione a caso. Se torno a stare qui con un contratto decente mi prendo l’iPhone e vaffanculo. Magari non a Canal Street. C’è il rischio che il navigatore satellitare mi guidi in un vicolo e finisca in qualche banca di organi.

In serata ho fatto dei nuovi amici in maniera assolutamente casuale: un tipo stava molestando un’amica di Elena in Union Square prima che noi arrivassimo ed è stata salvata da Colin, un rocker della west coast appena trasferito a NYC che poi è venuto con noi ed è stato un ottimo compagno di serata. Il punto è che Ilaria e le altre ragazze volevano andare a ballare ed il genere di musica nei locali in cui siamo stati (due, entrambi nel lower east side) non  è proprio quello che  io intendo per musica piacevole. Ad essere precisi non è proprio quello che io intendo per “musica”.

Ad essere completamente sinceri mi sono divertito, comunque, anche se Elena non ha perso occasione per maltrattarmi : (

La prossima volta andiamo ad una serata punkrock, ed il posto lo scelgo io. Tra parentesi, anche Colin è molto sensibile all’argomento “musica decente”, avendo vissuto a Parigi ed avendo constatato con mano che il rock francese fa cagare diversamente piacere.

Se riesco aggiorno anche dopo.

Ah, a quanto pare San Gennaro ha anche proprietà antivirali. Immagino sia una questione di punti di vista: chiunque è libero di affrontare un avversario squisitamente biologico con la superstizione o con la scienza. Dal punto di vista darwiniano sappiamo che una delle due popolazioni sarà selezionata dall’evoluzione, e tutto è a posto. Chissà che Berlusconi, in segno di riappacificazione con la chiesa, non decida di seguire il consiglio del vescovo di Napoli : )

PS: vince il concorso di oggi Vittorio, che è arrivato a questo blog per vie radicali. Giusto per ricordarmi da dove provengo :)

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