Capìtulo 6(bis)_ Epilogo o quasi
Epilogo del precedente capìtulo.
Tra meno di una settimana sarò legalmente illegale.
Questo vuol dire che non potrò muovermi dallo stato di Sao Paulo.
Come l’ho risolta?
ME VOY EN ARGENTINA!
Argentina primo amore.
Con la scusa di visitare la zia d’America (del Sud) ho fatto un biglietto di passaggio diretto Sao Paulo- Buenos Aires.
Non ho la certezza che rientrerò a Sao Paulo in tempo,
non ho la certezza che il mio visto venga rinnovato.
Le mie uniche certezze sono le voci che circolano tra Praça da Republica e Rua Grl.Jardim,
passando per bar baretti cachaçaria churrascaria e spacci di pao de queijo.
Solo il 15 di giugno saprò se la mia vita dei prossimi mesi si svolgerà in un chioschetto della Fossa di Iguaçu
a vendere acqua di coco, cartoline ingiallite e braccialetti di conchiglie di plastica,
o se – ahimè- potrò tornare in Italia a prepare la tesi.
Comprare il biglietto per andare in Argentina o in qualsiasi altro posto fuori dallo stato di Sao Paulo.
NON E’ SEMPLICE.
Le carte italiane debito o credito vengono rifiutate dalle compagnie di vendita on-line
e anche dalle agenzie di viaggio.
Se comprate il biglietto on-line è probabile che vi chiedano di inviare via mail o fax la copia dei documenti
(passaporto + carta con la quale state effettuando il pagamento)
Alcuni siti, se brasiliani come la decolar.com
richiedono il CPF (Sempre Lui)
a quel punto chiamate in causa gli orixas
(o sperate di avervi fatto qualche buona amicizia brasiliana con una carta di credito valida)
Io ho la fortuna di conoscere ambedue.
L’orixa e la brasiliana.
o probabile siano la stessa persona.
Capítulo 6_ Il gioco dell´oca
Richiedere la proroga per il visto turistico in Brasile
é come giocare al Gioco dell´Oca.
Solo che i soldi in gioco sono veri e non quelli del Monopoli di tua sorella piú grande.
Facciamo che il tabellone é l´immensa São Paulo.
Casella Uno> decifrare nel sito della polizia federale i link utili per scaricare i moduli da compilare (in stampatello miraccomando).
Tirare i dadi.
Avanzare.
Casella Stampa i documenti> questa é una delle molte caselle che rallentano il gioco, specie se il computer dell´internet point sotto casa legge i documenti solo se scritti in aramaico antico.
Si potrebbe rimanere fermi almeno un turno.
A meno che! il tuo compagno non capiti nella stessa casella a quel punto si tira il dado per : 10 minuti di internet.
Fatto! dopo due settimane di studio si arriva al link per scaricare i documenti in un colpo solo.
Tirare i dadi.
Avanzare.
Casella Paga la tassa di 67 reais alla Loterica: fermi per un turno. il Pos non legge le VISA ma neanche le MASTERCARD bisogna prelevare.
Fare il giro dell´isolato e rifarlo un´altra volta, bendati possibilmente.
Passato il turno del pagamento si riprende con il tirare i dadi.
Fortuna!
casella con le oche o con il ponte o solo un ônibus verde con il piso baixo central
L´autobus diretto per la Polizia Federale non tarda ad arrivare.
Anzi diciamo che passa talmente veloce che devi correre come le oche con il caffé in una mano lo zucchero dall´altra e
la tua portamine nello zaino che decide di bucare la stoffa e tatuarti la sua marca sul fianco sinistro.
Si avanza veloci di 18 caselle.Tante sono le fermate da Praça Julio Mesquita -Centro Republica- fino al dipartimento della Polizia Federale a Barra Funda o giú di li.
Autobus 8400-10 direzione terminal piricatuba (credo si trovi fuori dal tabellone di gioco)
Casella 42 “il labirinto” o Distretto della Polizia Federale:
praticamente un girone di uffici, tornelli, disperati e poliziotti alti due metri piú o meno incazzati perlopiú con il progettista dell´edificio.
Gli ascensori funzionano a piani alterni e anche le scale, quindi potrebbe passare del tempo prima che troviate la via d´uscita.
A meno che non siate aiutati da un´inserviente-oca.
Tocca tirare i dadi.
Sei li con il passaporto in mano, i documenti ben compilati, una tua foto di quando avevi 5 anni per convincere tutti che eri un bravo bambino
tiri i dadi, potrebbe essere l´ultima volta.
Casella Lo scheletro: é l´ultima volta.
Si torna al punto di partenza o si cambia stato, ma ambedue le cose non ti daranno 30 giorni in piú in Brasile.
“Il visto turistico di 30 gg non verrá rinnovato ai cittadini italiani e ai cittadini francesi, causa la recessione economica”
A questo punto ti aspetti che due dei giganti che hai visto all´ingresso arrivino richiamati da una sirena e dai lampeggianti
attivati dal funzionario.
Sei pronto a urlare che sei un rifugiato politico e che una volta alle medie hai fatto occupazione.
E che comunque il tuo visto vale ben 9 giorni. nei quali potresti comprare un´intera piantagione di caffé.
Lascia stare.
“Noi il visto non lo proroghiamo, ma se proprio avete il biglietto di ritorno tra un mese,potete rimanere in Brasile e pagare 8,25 Reais al giorno come tassa extra”
Come dire: noi non vi vogliamo, ma i vostri soldi sono ben accetti.
La morale di Mamma Oca é:
se volete visitare il Brasile non fidatevi della Farnesina fate un biglietto non superiore ai 3 mesi;
nel caso vogliate studiare in Brasile ricordatevi di fare il visto in Italia. Il visto non puó essere fatto nel paese dove si richiede la residenza provvisoria, ma nel caso degli italiani
neanche in consolato in Argentina.
Per il resto se proprio vi volete trattenere, pagate la tassa e lasciate perdere droga armi e qualsiasi tipo di problema.
Gli 8,25 reais non vi rendono legali, diciamo che aiutano solo a tollerarvi fin quando non andate via.
(Io alla fine i 67 reais pagati per la tassa per prorogare il visto li ho recuperati,
ho fatto un picchetto pacifista davanti alla sede della Loterica dove poche ore prima avevo versato i soldi.
Ancora per nove giorni me lo posso permettere.)
Cose Utili & Bifolche
OCA :con il termine Oca si indica la struttura delle tende indiane. A São Paulo con il nome di Oca é conosciuto il padiglione costruito nel 1951 per il IV centenario della cittá da Oscar Niemayer, il quale si ispiró alla struttura della casa indigena.
LOTERICA : le loterica sono come per noi le lottomatica, terminali per pagare le bollette, ricaricare il cellulare, comprare gratta e vinci.
ÔNIBUS : é il comune autobus, se di recente fattura ha il piano centrale ribassato per l´accesso agevolato. Di solito il biglietto si compra direttamente sull´autobus
dall´addetto che sblocca il tornello.Chi paga si ritrova dall´altra parte e chi non paga viene rincorso se tenta di scappare.
Uno dei misteri brasiliani é perché ci sia un tornello al centro di un autobus se tanto é comunque possibile farla franca e i piú formosi o i portatori di handicap non riescono a passare.
Distretto della polizia federale o DPF : http://www.dpf.gov.br/ nella sezione Estrangeiros trovate quasi tutto quello che vi serve.
DÍA 233 – ed il terzo giorno
Non so se avete notato questa strana coincidenza.
Nasce una nuova forma di vita – sintetica – e pochi giorni dopo muore definitivamente il neo-liberismo. Non che si stia meglio, ma almeno ci siamo tolti un sassolino dalla scarpa.
Parlando di cose serie, grande successo ha ricevuto la cama-bondage, qualificatasi onorevolmente terza per un soffio. Grande gradimento del pubblico, l’anno prossimo ne produciamo in massa e facciamo un banchino.
Peccato perché luigi non è venuto a vedere il successo marcato EFD.
Appena recuperiamo la SD-card che uno dei cani si è mangiato carichiamo le foto!
DÍA 220 – murales a la Latina
Intanto, vi presento la prima foto fatta con pessima luce (ma è ciò che il Signorecristoiddio ci ha concesso per oggi) della neo-rinata bicicletta. Il nome non è ancora stato deciso…

I governi dovrebbero eliminare tutte le auto, così che le biciclette possano eliminare tutti i governi. (da http://23.noblogs.org/)
Piuttosto, approfittando delle pessime condizioni attmosferiche, ho fatto un giro per un parchetto dalle parti di Puerta de Toledo (la Latina), per soddisfare all’autoerotismo murale di un amico.
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DÍA 213 – dosdemayo
gli alieni atterrano a madrid
Il due maggio 1808, una sollevazione popolare nel cuore di Madrid, dette vita alla prima rivolta contro l’occupazione francese. Marat ci rimase tanto male. Una pischella giovine combattente morta quel giorno dà il nome al quartiere in cui vivo.
Un paio di secoli dopo, i madrileñi festeggiano questo evento sollevando cañas, vestendosi da cretini che fingono di essersi vestiti da spagnoli di inizio secolo XIX, radunandosi nella omonima piazza.
La cosa interessante delle feste del due di maggio è: essendo Giorno della Comunità di Madrid (con le maiuscole), ci sono i festeggiamenti più o meno istituzionali (non saprei dirvi dove né quando).
Però essendo una sollevazione popolare il buon gusto vuole che la festeggi il popolo: c’è infatti una piccola tradizione, alquanto recente, di feste di quartiere autogestite, più o meno stimolate dai movimenti sociali del barrio.
La cosa curiosa è che festeggiano il Due maggio il Primo maggio. Sarà che è sabato, sarà che il giorno dopo è festa, sarà che è gente strana. Per cui sabato Primo maggio tutti in 2 de mayo a festeggiare il Due maggio (olé!)
Il Primo maggio è anche e soprattutto la Festa Internazionale dei Lavoratori, la cui origine si fa tradizionalmente risalire ad un massacro da parte della polizia durante lo sciopero di Haymarket, mentre invece non ha niente a che fare con concerti per i ggiovani in capitali europee (checché ne dica Epifani la befana).
Qui a Madrid, per onorare una antica tradizione di settarismo e scissionismo permanente, ogni sindacato si fa la sua bella bella manifestazione nell’autismo più totale. Per cui i confederali UGT e CC.OO. immagino siano nella istituzionale Puerta del Sol, la CGT arrivava ad Atocha, Solidariedad Obrera sta a Vallekas e la CNT sta a Estrecho (o Tetúan, non ho ancora capito come si chiama quel quartiere tra Cuatro Caminos e Plaza Castilla). Un po’ come le processioni di Pasqua in cui ogni santo ha la sua.
Mayday e SanPrecario non pervenuti.
Per concludere la giornata militante, signore e signori, la 2° Coincidenza Organizzata Interplanetaria di Biciclette a Madrid: la Criticona 2010!
Eravamo tantissimi, belli e solari, ed io sfoggiavo la mia bicicletta nuova, battezzata pochi giorni prima per le strade di Malasaña. È blu, non ha ancora un nome (anche se ho un’idea), va ridipinta, ha la linea catena capricciosa, in discesa è una scheggia ed in salita devi avere pazienza, che tanto ci arrivi in cima. Per l’occasione l’ho vestita a festa con trombetta e specchietto retrovisore, che fa un sacco serio.
Fine della Criticona al Dragon, dove ho scoperto a mie spese che tutto sommato il bar di Rebeldía è quasi sterile (e avevo i sandali, diociclista).
SZÜLÉS 1 – Lingue straniere e funzioni cerebrali
Quando si sente parlare tutto il giorno una lingua completamente sconosciuta può capitare che si verifichi un fenomeno bizzarro. Questo fenomeno bizzarro è stato probabilmente oggetto di studio da parte degli psicologi di tutto il mondo, però adesso non ho voglia di guardare come si chiama su Wikipedia, per cui lo chiamerò “sindrome di Budapest”. Sono certo che in futuro assegnerò questo nome a diversi fenomeni bizzarri che di quando in quando contribuiranno a rendere la mia permanenza in questo luogo meno noiosa e, alle volte, anche meno piacevole.
Vi descrivo il fenomeno bizzarro. Oppure vi parlo d’altro. No dai, mi metto un po’ di impegno e vi descrivo il fenomeno bizzarro.
Preambolo: un essere umano normale usa solamente il 30% del proprio cervello. Il restante 70% è composto da acqua (altrimenti perchè non usarlo?).
Ora vogliamo focalizzare l’attenzione su quel 30% composto da cervello. Non sono un neurologo, però certi fenomeni bizzarri come la “sindrome di Budapest” non possono certo ascriversi all’acqua. Lo ammetto: sto un po’ menando il can per l’aia perchè non so proprio come descriverlo questo fenomeno. Di sicuro so che ha a che fare con la percezione uditiva. In realtà credo si tratti di una funzione introdotta nel primo service pack rilasciato da Dio quando si accorse che Adamo ed Eva, sebbene creati a sua immagine, faticavano molto a scandire tutte le parole all’interno di un discorso. Realizzò dunque una patch che rendeva l’interazione tra l’orecchio e il mondo esterno più agevole, permettendo di comprendere il senso di una frase enunciata in una lingua conosciuta anche quando non veniva scandita ogni singola parola. Tra gli aggiornamenti rilasciati da Dio, questo fu senz’altro uno dei migliori insieme a quello che permette di trattenere la pipì.
Sta di fatto che la facoltà di dare un senso ai farfugliamenti nella propria lingua ha come effetto collaterale quello di dare un senso ai farfugliamenti nelle lingue incomprensibili degli altri (ad esempio l’ungherese), mentre la facoltà di trattenere la pipì ha come effetto collaterale quello di non avere un’attrezzatura adeguata a portata di mano in caso si verifichino dei problemi. Per fortuna (per ora) sto avendo a che fare solo con gli effetti collaterali della prima, giacchè nello studio in cui presto la mia opera come tirocinante sento tutto il giorno gente che chiacchiera in ungherese, più il cigolio della mia sedia, che però è comoda. Però, mentre il cigolio risulta abbastanza fastidioso, la percezione distorta della lingua magiara (che in ungherese significa “ungherese”) è divertente, e, alla lunga potrebbe risultare educativa:
E con questo siamo arrivati alla fine. Se non ci sono domande chiudo.
Sziasztok (vuol dire ciao a tutti)
EXTRA – Dubitare Disobbedire Trattare
Perdere, e Perderemo!
A VOI!
Se avanzo sparatemi, se indietreggio seguitemi.
Ripareremo le reni alla Grecia.
Italia agli stranieri!
Il Duce ha sempre torto!
Meglio cento giorni da pecora che un giorno da leone.
MI INTERESSO!
Marcire per non marciare.
Maledici devotamente Dio ogni giorno perché ti ha fatto italiano.
Vivere noiosamente!
Disordine ed insubordinazione.
Eja Eja, quaquaquà.

Antifascista --> Fascista alla rovescia.
«La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c’è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline.»
Pier Paolo Pasolini
Io la Resistenza non l’ho fatta, perché sono nato dopo, e del non averla dovuta fare ringrazio moltissimo quelli che l’hanno fatta, come i Nonni che ancora se gli chiedi come fosse vivere in quegli anni gli vengono gli occhi lucidi, o come Sandro Pertini che è per me un modello di riferimento umano senza pari.
Ora prendete quest’uomo e confrontatelo con un suo collega contemporaneo. Uno che firma tutto. Uno che non ha fatto la Resistenza. Vi renderete conto che ci manca qualcosa. Ci manca un partigiano come presidente [cit.]. E ci manca ancora poco, temo.
Grazie Resistenza, grazie Sandro, auguri BaBel.
Non fatevi fregare il 25 Aprile da chi parla di riconciliazione, o da chi si dimentica di citare la Resistenza. Sono solo delle facce di merda ridipinte : )
Baci.
PS: Grazie a Franz, Tore, Khorne, per l’aiuto nella realizzazione degli slogan di propaganda antifascista (fascista alla meno uno) di questo capitolo.
BÖLUM 22_ N.H.R
1948
Bu geç vakit
bu sonbahar gecesinde
kelimelerinle doluyum
zaman gibi,madde gibi ebedi
göz gibi çıplak
el gibi ağır
ve yıldızlar gibi pırıl pırıl
kelimelerkelimelerin geldiler bana
yüreğinden,kafandan,etindendiler
kelimelerin getirdiler seni
onlar:ana
onlar:kadın
ve yoldaş olan…
mahzundular,acıydılar,sevinçli,umutlu,kahramandılar
kelimelerin insandılar…
In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
perole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole,amore
le tue parole,amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
Capitelo Orhan Pamuk non è niente in confronto a questo signore. Anzi a dire la verità io il signor Pamuk un po’ l’ho odiato. Un odio da lettore annoiato. Istanbul, il libro non la città, mi ha esasperata, quasi mi faceva cambiare idea sulla meta erasmus. Io e Orhan ci siamo lasciati li, ogni qual volta vedo uno dei suoi libri sulla scrivania mi si annebbia la vista. Non ci posso fare niente. Quell’uomo rende noioso il circo visto dagli occhi di un bambino.
Opinioni personali. Se voi avete apprezzato Pamuk. Siete noiosi.
Il mio primo libro di Hikmet “poesie d’amore” (ecco ora non fatevi ingannare dal titolo, è una raccolta di scritti dal carcere durante il suo esilio. Si era un esiliato, nonostante fosse stato tra i primi a schierarsi dalla parte di ATA, ma fu accusato di marxismo e visto che tanto c’era denunciò il massacro degli armeni. Anno più, anno meno) era illustrato con foto di Istanbul in bianco e nero, solo anni dopo ho scoperto l’autore delle immagini.
Un tale, Ara Güler. Per la pace dei sensi letterari le stesse immagini le ho ritrovate anche nella prima edizione di Istanbul. Amen.
Il signor Güler un po’ vecchiotto oramai, lo si può incontrare a Istanbul in un caffè letterario sulla Istiklal, proprio di fronte al liceo francese del Galatasaray, lo stesso dove ha studiato Hikmet, com’è piccolo il mondo!
Esattamente qui:
Non potete sbagliare, è un viottolo stretto stretto con le gigantografie delle immagini di Istanbul.
tipo queste:

1948. Non ha niente a che fare con Orwell, l’ho sentita per la prima volta guardando il film di Ferzan Ozpetek: “Le fate ignoranti” recitata da Margherita Buy. Insomma ho fatto la citazione di apertura banalissima, non è una delle poesie più belle di Hikmet, è solo una delle più conosciute.
Una palla senza fine.
Per Info e Bio lo sapete meglio di me, c’è la luminosissima Wikipedia, che tutto sa e tutto vede. L’oracolo di Delphi a confronto era un dilettante.
Per questo articolo ho già esaurito il bonus:
Ctrl+c
Ctrl+v
Nuovi aggiornamenti: conquisto la Persia e torno.
Tanti saluti da Serse.
EXTRA_ Blog non troppo nazionalisti
Quando incontri turchi non nazionalisti ti spaventi per quanto, appunto, non siano nazionalisti.
Ovviamente tutto dentro una certa misura, i turchi non nazionalisti non urleranno mai sconcezze contro ATA per strada,
come non bruceranno mai la loro bandiera in piazza o davanti a palazzo Dolmabache.
A modo loro però fanno notare quei piccoli difetti (vero che sono ironica?) tipici di una nazione multi culturale, multi religiosa,multi sala 3D, multi color, PAL.
Un po ‘ di tempo fa mi è capitato di incontrare uno strano individuo dopo un concerto di musica elettronica portoghese
(non ci posso fare niente), chiacchierando mi disse il nome di due blog creati da lui di denuncia sugli strupri che la grafica pubblicitaria fa sui palazzi di Istanbul e le negligenze delle varie municipalità (sapevate che Istanbul comprende una trentina di comuni solo nel macro centro? no? Sapevatelo, capre).
Tutto questo è successo tanto ma tanto tempo fa, ma per puro caso oggi, da un link pubblicato da un amico su un comunissimo social network, mi sono ricordata dei blog.
N.B: i concetti mi erano sempre stati ben chiari, ovviamente erano i nomi che mi sfuggivano.
BLOG #1
http://www.badturkishgraphics.blogspot.com/
BLOG #2
http://www.badturkishstreets.blogspot.com/
In fondo in fondo, voglio anche segnalare un blog portoghese o di portoghesi che aggiorna i portoghesi, appunto, su eventi, mostre etc Turchia-Portogallo e varianti:









La parola ai lettori