SON BÖLUMDE_ o quasi!
Ci siamo.
Ultimo capitolo dalla Turchia.
Una settimana per rivivere İstanbul, non vi spaventate se qualche i perdera’ il puntino durante la narrazione. E’ la tastiera turca.
Per agevolarvi ve la presento subito, lei e’ la ı. E si trova esattamente al posto della nostra i.
Ho fatto molto poco turismo, mi sono spaventata al prımo ri-approccio
con l’umanita/societa’.
Non so cosa mi abbia spinto a compiere una pazzia, ma ın un’ afosa gıornata dı settembre con ıl termometro sopra ı 30 gradı ( ebbene si, a İstanbul e’ ancora estate) ho decıso dı ıntraprendere un lungo vıaggıo da beşiktaş, quartiere assai carino con vista sul bosforo ampia zona pedonale, mercato del pesce incluso, verso sultanhamet area della citta’ rınomata per essere da decenni sotto ıl controllo delle popolazionı barbare note con ıl nome dı Turıstı.
I turisti che assediano la penısola storıca dı Costantinopoli ın questo periodo sono perlopıu’ spagnoli e giapponesi. Pensateci orde di Giappognoli pronti a farsi fregare al Grand Bazar anche dal piu’ stupido deı gatti. Incredibile.
Si, incredibile come in due mesi ci si possa dımenticare quanto si e’ odiato quel pezzo dı storia della citta’.
E’ come essere Dante che si innoltra nell’inferno ma senza Virgilio.
Di Beatrice non ne parliamo.
Quindi, costretta sopra al tram nel tratto di linea Karaköy-Kabataş, ho iniziato a pensare a quante cose davo per scontato fıno a qualche mese fa e che questa settimana ho trovato curiose, irritanti o nuove.
Per esempio tra le cose nuove:
ın Turchia la RU486 la si acquista senza ricetta medica
(cioe’ nel caso vi serva una scorta,chennesso);
Nel referendum del 12 settembre ha vinto il partito del Si ‘Evet’;
http://www.unita.it/news/103455/turchia_in_vantaggio_i_s_al_referendum_costituzionale
Sono iniziati i lavori che tutti attendevano, tutti quelli che abitano a beşiktaş, lınea metropolitana beşiktaş – taksim. Addio pace dei sensi.
Tra le cose curiose e conosciute:
in Turchia e in generale a İstanbul non si puo’ bere birra in tutti i ristoranti, non ho mai capito come funzionı la licenza di vendita alcolici,
ma sospetto si tratti a discrezione della fede religiosa del gestore o se il locale ın questione sıa lontano 4 campi da pallacorda dalla piu’ vicina moschea.
İl metrobus e’ ıl mezzo piu’ veloce per muoversı a Istanbul nonostante sia su gomma. Rimbalza.
Tutti pagano sull’autobus.
L’acqua si ordina ın damigiane da 19 litri direttamente da casa e li viene recapıtata al costo dı due euro e cıanquanta.
C’e’ sempre un uomo sulla cınquantina in tutti ı quartieri che fa panini con le köfte (polpette). Praticamente dopo uno di questi panini stai male due giornı e allontani ı vampiri.
I signori che pescano sul ponte dı Galata non sono cartonati, sono veri anche quando si passa a mezzogiorno e ci sono 32 gradi.
La birra nei pub e’ sempre e solo la EFES. Non si ha scelta.
Se prendı rakı e patatine fritte tutti rıderanno di te. Sappilo.
Tra le avventure irritanti come non ricordare:
il tram/autobus/metrobus strapieno e puzzolente dalle 8 alle 12 e dalle 12 alle 20. 24/7. Sempre.
I mercenari del Grand Bazar.
Comprare ı gettonı per i mezzi pubblici sapendo che a casa sı ha un akbill con sconto studente che ti aspetta.
la sovratassa applicata dall’autista del pullman al normale prezzo del bıglietto, totalmente a sua discrezione.
İl venditore ambulante dı pane che urla nel cuore della notte.
Ma chi compra le pagnotte rafferme alle tre dı notte?
Istanbul mi manchera’.
Gli autobus turchi: NO.
BÖLUM 27_ Cipollotti
Riassunto:
sono rientrata a casa sana e salva da ben 8 giorni,
giorno più giorno meno
anche Maszimo noto Massimo è rientrato,
è stato avvistato intento a parlare ungrico con il porta ombrellone.
Dato che il parco foto e l’enciclopedia di cazzate© di cui dispongo
bramano gloria e fama
oggi vi propongo una delle sane abitudini alimentari turche:
Il cipollotto.
Si noti come il pane le verdure e le uova siano solo di contorno alla liliacea
dal delicato profumo.
Esistono varianti della ricetta:
con formaggio fresco
simit (ideale per la colazione)
burro
carne
il tutto per esaltare
l’aroma dell’ Alium Cepa.
Afiyet olsun!
EXTRA_ Uscite di sicurezza.T
Ebbene si, sono in Italia.
Com’è stato il rientro? Traumatico.
- °C sull’aereo Blu-Express? 12 °C.
- Italiani in sala d’aspetto che parlano in dolby sorround con il loro Black Berry? Troppi.
“ma come non ti ricordi il bruuuuuuuunch con l’Ing.Meneguzzi”
“Certo Dottore organizzo io il brain storming..”
“No ma cara sono impegnata, dopo il massaggio thailandese e i fanghi del Gange devo tritare manioca per la mia cena vegan-brasiliana”
(Aaaaaaaaaaaaaaaaaaah, e io che litigavo con il SUDOKU per un attimo ho pensato di traffigermi la giugulare con il rapidografo punta 0,3)
- Troppe erre ammosciate, io che ne uso almeno 3 alla volta per stare sicura.
Prima tappa. Milano.
Decompressione,
un atterraggio direttamente nel giardino di casa sull’isola
avrebbe potuto provocare seri problemi al sistema nervoso.
A Istanbul ho lasciato:
- 12 kg di vestiti/ 9 kg di scarpe (fossi stata XX non sarebbe successo)
- il Borek della domenica mattina
- il sapore inconfondile della vodka turca. Formalina è bello!
- non capire le pubblicità
- non capire i negozianti
- non capire gli amici indigeni
- non capire un tubo.
- lo smog di Mecidiyekoy
- il traffico di Mecidiyekoy
- il venditore di tavuk doner ustu pilav
- il ristorante IMRE. Grande amico degli studenti senza soldi.
- Il Gattaro
- la Gattara
- il Muezzin stonato di Mecidiyekoy.
- le sorprese del destino dell’ultimo minuto. Con colonna sonora reggae.
Torno in Turchia:
- a settembre
- per le sorprese del destino dell’ultimo minuto. Con colonna sonora reggae
- per i 12kg di vestiti/9 kg di scarpe
-per stare a Besiktas
- per visitare San Salvatore in Chora dentro.
- per visitare Gaziantep e mangiare solo baklavà per una settimana.
- perchè mi mancheranno i metal detector all’ingresso del supermercato.
Penso che mi mancherà svegliarmi la mattina con l’umore nero e dover salutare 13 persone, a volte di più in almeno 4 diversi idiomi.
Vi starete chiedendo come mai l’articolo appaia nella sezione EXTRA della Lonely Planet for Dummies.
Ebbene, nonostante sia in suolo italico da 24 ore i miei racconti sulla Turchia non sono finiti.
Ancora non vi ho svelato tutto e proprio tutto sulla cultura dei nipoti degli Ottomani.
Spero ti tornare presto (circa ottobre 2010)
con i racconti dal Regno delle Moules Frites.
Barbara “Babel”
DÍA 248 – visioni digitali
l’altra sera abbiamo trovato in TV su Popular Maria Vision un film di Sherlock Holmes, per cui ci siam beccati una versione ridotta di questo spot. Lo condivido con voi perché è una esperienza mistica:
EXTRA_ Volti scuri.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/05/31/visualizza_new.html_1817836582.html
Oggi è il primo giorno degli esami finali. Oggi dopo aver dormito neanche due ore mi sono alzata per andare all’ università.
Con il solito perenne ritardo non controllo quotidiani, mail e s.n. Se non fossi stata in ritardo di circa mezz’ora sull’inizio dell’esame e fossi stata informata forse tutto questo non mi sarebbe apparso così strano. O forse si.
Arrivata al dipartimento di architettura per la troppa fretta non noto che la bandiera rossa/mezzaluna/stella è a mezz’asta.
La notizia mi arriva mentre prendo il caffè con i miei colleghi dopo l’esame. E’ la prima cosa che dicono:
“Barbara sai stamattina sono morti 19 turchi. C’è stata una strage, gli Israeliani hanno sparato contro un ong”.
Mi sorprendo delle reazioni. Sono arrabbiati, non parlano d’altro e anche quando non traducono quello che dicono in inglese si capisce che non usano un linguaggio cordiale verso gli israeliani (ricordate la mia dimistichezza con le parolacce turche).
Ora sono rientrata a casa. Sfinita, mi aspetta un’altra lunga nottata di lavoro. Mi rilasso un po’, leggo della strage su vari quotidiani italiani e esteri. Controllo la posta e apro il mio social network preferito.
Oggi i post sono una mitragliatrice mg (scusate l’immagine ma penso sia la più calzante) continua di insulti e inveimenti contro l’esercito israeliano e talvolta l’intero popolo israeliano. Come se li ci fosse stato un bambino di sei mesi a sparare.
Qualcuno dice che ha pianto. Qualcuno è in piazza e protesta.
Io sono confusa. Non mi è mai capitato di pensarci, ma io non ho mai reagito così. Si un iniziale sconcerto ma poi si razionalizza subito: “è un rischio che si corre,che tu sia italiano, spagnolo o macedone.”
Loro piangono, sia che i morti siano militari sia che appartengano a una Ong.
Noi, se sono militari, in fondo pensiamo sempre che: “erano pagati per farlo” e mi scuso per questo pensiero con chi perdendo un militare ha perso un marito, un figlio, una persona cara.
E se volete sostituite il Noi all’ Io.
Ecco un’altra sfumatura del nazionalismo con cui fare i conti.
E se noi italiani fossimo stati come i turchi?
Se avessimo avuto un amore profondo per la nostra patria nel bene e nel male, che andasse oltre i mondiali di calcio la pizza e il mandolino, se al posto di un dittatore in pose ridicole senza potere ma con gerarchi potentissimi, avessimo avuto un padre della patria, un presidente della repubblica non a destra ne a sinistra, non a nord e non a sud, innovatore e portavoce della coesione nazionale.
Come sarebbe stata l’Italia oggi?
Avrei pianto per 19 italiani morti per una causa in cui credevano o per dei militari in missione per una causa alla quale forse non credono?
BÖLUM 25_ In_ Utilissimo: Fidanzata o Prostituta?
Premessa (che poi non è altro che una sintesi di quello che trovate su Wikipedia)
Con l’inizio XX sec., in seguito ai cambiamenti e alle riforme del paese, Mustafa Kemal Ataturk con la sua filosofia di Occidentalizzazione del paese decise di cambiare la lingua fin’allora parlata. Adottando l’alfabeto latino e purificando la lingua dagli idiomi e dalle parole arabe e persiane che avevano influenzato il linguaggio letterario dell’Impero Ottomano. Questa notevole trasformazione fù però di difficile attuazione nella realtà, ci sono voluti moltissimi anni prima di arrivare all’attuale lingua moderna turca in quanto in quel periodo il tasso di alfabetismo era meno del 20%. Ancor’oggi ci sono alcune difficoltà di comunicazione tra vecchia e nuova generazione.
La dialettologia è un mistero per i Turchi.
La forma colloquiale dominante è l’Istanbul Türkçesi.
Svolgimento:
da una lingua nata in una notte di tempesta
con il router non funzionante
ci si deve aspettare una serie di fraintendimenti/ errori di traduzione per mancanza di lessico/ figure di merda.
Siamo stati svezzati con l’inglese
quando per definire la sessualità di un nostro amico/a si entra in panico
“a girlfriend of mine”
e mezz’ora di spiegazione
per ovviare agli sguardi arrapati del turco che hai davanti
o torvi se si tratta di una turca.
In turco è la stessa identica cosa:
amico si traduce con arkadaş
quando si vuole definire il sesso del proprio amico:
bayan (donna) arkadaş
bay (uomo) arkadaş
(parole utilissime quando siete alla ricerca di un bagno pubblico,
una delle poche cose che in Turchia si trova in abbondanza)
Ma?
Si c’è un ma.
bayan arkadaş traduce:
- amica
- fidanzata
- prostituta
Eeeeeeeeeh?
Si, nello slang di Istanbul vi potrebbe capitare di avere problemi a parlare di un’amica definendola
bayan arkadaş
prima ragione per cui è meglio evitare di parlare turco.
Quindi è meglio che vi istruisca sull’uso proprio della parola puttana in turco:
orospu (la più utilizzata)
fahişe
kaşar (che vuol dire anche formaggio)
meter
da orospu l’espressione: orospu çocuğu
letteralmente: figlio di puttana
Anatomicamente parlando:
vagina è vagina
mentre figa (volgare) è am, amcik, kestane (castagna) e per i più esuberanti pilav (riso)
domatesi pilav (riso al pomodoro) lo lascio alla vostra fervida immaginazione;
dalla parola figa nasce l’espressione: amına koyayım
scritto anche amına koyiiim
e nel linguaggio msn: a.q
Traduzione letterale: ti fotto la figa.
(You’re welcome!)
L’organo di riproduzione maschile: pene
volgarmente cazzo si traduce con: yafrak, sik, dalga, malafat
da sik l’espressione: siktir gıt
letteralmente una sorta di vaffanculo
e canımı sikma
letteralmente: non mi rompere il cazzo.
Non anatomicamente parlando
a meno che non siate i figli di Robocop che anzichè starnutire faceva il caffè dal naso
accendino si dice:
çakmak var mı?
La risposta: çakmak var e vi verrà dato da accendere
Nel caso la risposta sia qualcosa di complicato del tipo: çakmak ile şaka yapmak
traduzione letterale: usare l’accendino per spaventare
o non letterale: mettere fuoco a qualcuno (in questo caso chi chiede l’accendino)
Vi stanno prendendo per il culo in turco göt
da culo l’espressione: göt lalesi
letterale culo tulipanato
questa proprio non l’ho capita.
Come d’altronde molte altre cose.
Quindi se dovete chiedere da accendere è meglio usare l’espressione:
ateş var mi?
hai del fuoco?
Nessuno proverà a bruciarvi vivi.
State (quasi) sicuri.
e siete allergici ai formaggi
potete stare sicuri che troverete qualche altro modo per fare figure di merda (bok).
E cosa ancora più importante:
mettete YAAAAH alla fine di ogni parola
da veri Istan-bulliti
Siktir gityaaaaaaaaaaah!
EXTRA_ precisazioni: BÖLUM 24
(una voce calda e pacata introduce la sintesi del capitolo precedente)
Nella puntata precedente su EMIGRATION FOR DUMMIES:
Babel decide di scrivere un nuovo articolo.
Ci pensa e ci ripensa (sottofondo White rabbit- Jefferson Airplane)
continua a pensarci, nel frattempo intraprende conversazioni dementi nella redazione virtuale di EFD.
(La musica si ferma)
Qualcosa nella testa di Babel si è messo in moto. O forse è l’intestino, va beh che importa, eppur si move!
Immagini mosse fuori fuoco sovraesposte
tette culi tette su pattini tette in bicicletta,
ah no scusate questa era la sigla di Baywatch
Alle ore 11 P.M. Ora locale turca.
riesce a dare a vita a un aborto di articolo sui cessi
(da ben distinguere dalle cozze, che non appaiono nella sigla di Baywatch)
tenta anche di dargli un tono postando video a caso
in lingue sconosciute che manco a Paperissima,
spaventando Lucha e creandogli dei traumi con il gabinetto parlante.
(IT a confronto è Candy Candy).
Babel è soddisfatta, la blogsfera ora sa che cosa è un bagno alla turca
e lo sa distinguere da un bagno turco o almeno spera.
Fine episodio.
NEL FRATTEMPO:
(Qualcosa dev’essere successo se sto qua a farneticare no?)
Ho scoperto che un quasi perfetto sconosciuto legge EFD
e ieri dopo un concerto nel quale ho dato il meglio di me,
cantando in playback
e indossando occhiali orrendi
sono stata interrogata sulla differenza tra:
un cesso VESPASIANO e un cesso ALATURKA
Ma non vedevo l’ora!
Sto raggiungendo il traguardo di saccente in materia, il che è il sogno di una vita
assieme al diventare un’albicocca e Indiana Jones, non so bene in che ordine.
Magari apro un blog e ve ne parlo. Magari anche no.
Dicesi VESPASIANO il bagno pubblico a forma di edicola fortemente voluto
dall’imperatore Tito Flavio Vespasiano, solitamente l’orinatoio è rialzato
e ricorda il comune vaso da gabinetto.
Il bagno ALATURKA è un buco per terra. O nell’acqua.
ctrl+C ctrl+V
http://www.ehow.co.uk/how_4494183_use-turkish-toilet.html
P.s: Il bagno alla turca aiuta la defecatio.
P.p.s: nel bagno alla turca la pipì si fa in posizione acquattata.
BÖLUM 24_ Ala Turka!
a piedistallo, sospesi, a parete, a cassetta (con eventuali sottocategorie: bassa, incassata al muro, appoggiata alla parete, a flussometro), a cacciata, ad aspirazione e alla turca.
Prima di un’approfondita ricerca io conoscevo solo il vaso e la turca e scommetto anche voi. Cioè non tutti a meno che non siate ingegneri, impiantisti e cose simili. Mi dispiace.
Poi continuando a cercare presa da un delirio di sete di sapere ho scoperto qualcosa di sconcertante.
Insomma dopo otto mesi in terra turca qualcosa non mi tornava, ma qualche piccolo dettaglio sparso quà e là
mi faceva desistere dal confermare il mio dubbio.
Il cesso vaso alla turca non è turco.
Il che mi fa sprofondare in un’agonia indicibile.
il bagno turco, si, è turco. Risponde al nome di hamam.
Hamam?
Non c’è, è uscito.
Il buco alla turca per essere teNNici
risale al 1700 e qualcosa (data non pervenuta dato che wikipedia non dispone di informazioni)
in diffuso in molti paesi, anche la Turchia.
Però so che la cosidetta tazza appare a Parigi nel 1739
da li in poi in tema bagno i francesi non hanno fatto grandi passi in avanti.
(Fate i fighi al bar con gli amici)
Nonostante non sia prodotto di esportazione nazionale
e quindi non influisca in alcun modo sul P.I.L turco
i figli di Ataturk ci hanno creduto così tanto
che hanno cominciato a metterlo in ogni casa.
Grazie amici della grande madre Turchia
ora so dove riporre le bottiglie di vuoto a rendere.
(quota 1100 bottiglie di birra forse meno. ma chi ha voglia di contarle o di renderle?)
Anche i turchi si rifiutano di usare il buco in terra.
Riporto uno sconcertante video promozione contro l’uso del bagno turco
e forse la prevenzione delle malattie veneree.
Non ne sono sicura il mio turco vacilla così tanto che è caduto.
In qualsiasi posto vi troviate poche semplici regole per l’utilizzo del bagno turco:
1) se trovate un bagno alla turca evitatelo
2) quello che si dice in un bagno alla turca resta nel bagno alla turca
3) se proprio decidete di usarlo: tappatevi naso orecchie bocca o chiedete aiuto a Visnù.
4) nella maggior parte dei casi non avrà sifone o sarà rotto. Usate la piccola brocca vicino al piccolo rubinetto
vicino ai vostri piccoli piedi.
5) se decidete di farla, piccola o grossa che sia, quando vi rialzate attenti alla testa.
6) se vi siete fatti male è perchè non avete visto il piccolo lavabo molto marmoreo sopra la vostra testa
7) lavatevi molto bene le mani
8) ho detto bene.
Questo è quello che capita nella maggior parte dei casi.
Alla fine di tutta questa ricerca io un’idea me la sono fatta.
Vorrei avere conferme.
DÍA 221 – cama-bondage
Cari amiche, care amici,
oggi parliamo di uno dei problemi più urgenti che affligge la Società Moderna. No, non mi riferisco a Repubblica.it né alla pratica autolesionista dell’Aperitivo, bensì ad un problema molto più pratico che ci tocca nella nostra Intimità. Per introdurvi allo Spinoso Argomento, vorrei citare brevemente l’Encilopedia Galattica l’Enciclopedia Libera Wikipedia, alla Voce “Letto“, nella Versione Permanente n° 31920056:
«Il letto è uno dei più utili e diffusi mobili domestici: esso ha la funzione di permettere un corretto e comodo riposo al suo possessore.
Nella tradizione occidentale, che come vedremo si differenzia moltissimo, in materia di letti, da quella orientale e mediorientale, il letto è un mobile composto di diverse e numerose parti:
Essenziale è principalmente la rete che ha il compito di sostenere l’intera struttura; essa può essere realizzata in vari materiali: il più comune è senz’altro la molla in acciaio, ma non mancano reti in assi di legno che hanno anche il pregio di assecondare la forma del corpo del dormitore.
Non di secondaria importanza è il materasso, la vera e propria parte comoda del letto: esso si pone tra la rete ed il corpo disteso, ed ha dunque la funzione di sostenere il dormiente.»
Com’è facile vedere, nella sua apparente Precisione Tecnica, la Voce della Libera Enciclopedia Wikipedia difetta di Numerosi Dettagli. Proviamo a fare un confronto con la più Autorevole Wikipedia the Free Encyclopedia – versione inglese. Voce “Bed“, Versione Permanente n° 360606287:
«A bed is a large piece of furniture (or a location) used as a place to sleep, and as a primary place for relaxation and sexual activity.
The box spring will often lie on a bed frame (which lifts the mattress/mattress-box spring off the ground) or on slats (usually made of 1″ x 4″ wood).
A “headboard”, “side rails”, and “footboard” or “front rail” will complete the bed.»
Dunque, vediamo che nel Principale Luogo per Rilassarsi e Svolgere Attività A Contatto Di Pelle, è previsto una testa del letto.
Un letto dei Tempi Passati
Purtroppo, lo Sviluppo e la Società Industriale ci hanno privato di tali pregiati manufatti, per lasciarci con questa sottospecie di Surrogato di Talamo:
Letto dei Tempi Minimalisti
Dunque, come è possibile compiere Attività A Stretto Contatto di Pelle che prevedano Corde, Lacci, ed altri strumenti di Temporanea Costrizione del Movimento a Scopo Ludico e non Repressivo?
Questo problema affligge numerose persone: tra queste possiamo enumerare Studenti con affitti a basto costo e conseguente Scarsa Mobilia, giovani alternativi e/o filo-lontanoriente appassionati di Fouton, Cittadini Svedesi ed altri sudditi di Ikea. Sempre più persone oggi si trovano nella Infelice Condizione di non sapere a cosa fermare le loro Cinghie dell’Amore.
Ma oggi vi presentiamo la Soluzione al Problema-Testa del Letto: la Cama-Bondage!
La Cama-Bondage è la Soluzione Pratica, Conveniente ed Economica, per trasformare qualunque Materasso (che come abbiamo letto è Componente Fondamentale e non rinunciabile di un Letto), in un Meccanismo di Contenimento Dinamico del Movimento Umano a Scopo Ludico e non Repressivo.
Pratica, perché può essere applicata a qualunque Materasso. Conveniente, perché è semplice, si nota poco e si può nascondere agilmente. Economica, perché può essere costruita in pochi minuti a partire da Apparenti Scarti e Rifiuti.
L’Idea è esposta qui di seguito: usare degli scarti di camere d’aria di un Velocipiede, per creare due Cinghie di Gomma da far passare sotto il Materasso trasversalmente al Letto (quindi in senso perpendicolare all’usuale direzione in cui si stende il corpo). Al finale di queste Cinghie di Gomma si applicano Porta-chiavi Omaggio che frequente ci vengono donati per creare dei lacci da applicare a Polsi e Caviglie del Costretto.
- Ingredienti: camere d’aria di bicicletta rotta, mastice per le forature, appendi-chiavi-gadget (x4)
- Ingredienti: forbici (non in foto), eventualmente piccole guarnizioni di gomma tonde.
- Tagliare le camere d’aria per il lato lungo da entrambi i lati.
- L’interno delle camere d’aria è cosparso di talco: pulirlo con un panno.
- Unire le strisce di gomma con il Mastice Vulcalizzante fino a raggiungere la lunghezza desiderata.
- Alle estremità delle corde di gomma fare un laccio per bloccare il porta-chiavi.
- Ecco il risultato quasi pronto.
- Si può ottenere un asola con l’anello del porta-chiavi, o si può usare una guarnizione per facilitare lo scorrimento.
- Ecco come si può bloccare un polso.
- Qui una volontaria ci mostra come bloccare una caviglia, e l’importanza di Addobbare Florealmente il Proprio Salotto.
Un prototipo della Cama-Bondage sarà in esposizione il 13-14-15 maggio durante il DoItYourTrash 2.0, in quel di Firenze, presso il C.S.A. nEXt Emerson, in Via di Bellagio 15. Accorrete Numerosi.
DÍA 215 – pelosità politiche
Come già detto, confrontare la storia dopo-guerra (o pre-caduta dell’Impero) tra la penisola iberica e quella a stivale, sarebbe come confrontare l’ultimo libro del Papa con la Teoria delle Categorie, Avatar con Q, il Polo Carmignani Occupato con il Movimento della Pantera: insomma, non ci azzecca per niente, non è la stessa partita, né lo stesso campo di gioco, non è proprio lo stesso sport (ovvia, sto generalizzando. pure qua c’erano Americani e Fascisti).
Per cui, eccovi alcune chicche dal profondo mondo della politica, che non credevate mai di vedere:
- CALDO Vegano: Centro Antiautoritario Libre de Drogas Okupado Vegano, in zona Tetuán. No alle autorità, no al capitalismo, no ai soldi, no all’uccisione degli animali o al loro sfruttamento, no alle droghe – alcool tabacco marijuana mdma k etc. – no ai cani al guinzaglio, etc. etc. Affascinanti slogan («NI DROGAS, NI AUTORIDAD, NI DINERO») e avvenenti fanzine («Libres de drogas»). Veramente ai limiti conosciuti dell’anti-anti-anti-conformismo.
- Movimenti Indipendentisti Castillani: Castilla Libera – Castilla Rossa, per la riunificazione della Castilla, Madrid è castilla, la Comunità Autonoma di Madrid come entità separata come origine della crisi economica in Castilla, Repubblica Confederale Subito, Contro la Crisi Capitalista e la Monarchia Borbonica.
pensavo che la lista venisse fuori più lunga. Penso che se mi date un po’ di tempo per ricordare, qualcosa aggiungo. In ogni caso
¡Castilla Libre de Drogas YA!

















La parola ai lettori