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DÍA 221 – cama-bondage

Cari amiche, care amici,

oggi parliamo di uno dei problemi più urgenti che affligge la Società Moderna. No, non mi riferisco a Repubblica.it né alla pratica autolesionista dell’Aperitivo, bensì ad un problema molto più pratico che ci tocca nella nostra Intimità. Per introdurvi allo Spinoso Argomento, vorrei citare brevemente l’Encilopedia Galattica l’Enciclopedia Libera Wikipedia, alla Voce “Letto“, nella Versione Permanente n° 31920056:

«Il letto è uno dei più utili e diffusi mobili domestici: esso ha la funzione di permettere un corretto e comodo riposo al suo possessore.
Nella tradizione occidentale, che come vedremo si differenzia moltissimo, in materia di letti, da quella orientale e mediorientale, il letto è un mobile composto di diverse e numerose parti:
Essenziale è principalmente la rete che ha il compito di sostenere l’intera struttura; essa può essere realizzata in vari materiali: il più comune è senz’altro la molla in acciaio, ma non mancano reti in assi di legno che hanno anche il pregio di assecondare la forma del corpo del dormitore.
Non di secondaria importanza è il materasso, la vera e propria parte comoda del letto: esso si pone tra la rete ed il corpo disteso, ed ha dunque la funzione di sostenere il dormiente.»

Com’è facile vedere, nella sua apparente Precisione Tecnica, la Voce della Libera Enciclopedia Wikipedia difetta di Numerosi Dettagli. Proviamo a fare un confronto con la più Autorevole Wikipedia the Free Encyclopedia – versione inglese. Voce “Bed“, Versione Permanente n° 360606287:

«A bed is a large piece of furniture (or a location) used as a place to sleep, and as a primary place for relaxation and sexual activity.
The box spring will often lie on a bed frame (which lifts the mattress/mattress-box spring off the ground) or on slats (usually made of 1″ x 4″ wood).
A “headboard”, “side rails”, and “footboard” or “front rail” will complete the bed.»

Dunque, vediamo che nel Principale Luogo per Rilassarsi e Svolgere Attività A Contatto Di Pelle, è previsto una testa del letto.

Un letto dei Tempi Passati

Purtroppo, lo Sviluppo e la Società Industriale ci hanno privato di tali pregiati manufatti, per lasciarci con questa sottospecie di Surrogato di Talamo:

Letto dei Tempi Minimalisti

Dunque, come è possibile compiere Attività A Stretto Contatto di Pelle che prevedano Corde, Lacci, ed altri strumenti di Temporanea Costrizione del Movimento a Scopo Ludico e non Repressivo?

Questo problema affligge numerose persone: tra queste possiamo enumerare Studenti con affitti a basto costo e conseguente Scarsa Mobilia, giovani alternativi e/o filo-lontanoriente appassionati di Fouton, Cittadini Svedesi ed altri sudditi di Ikea. Sempre più persone oggi si trovano nella Infelice Condizione di non sapere a cosa fermare le loro Cinghie dell’Amore.

Ma oggi vi presentiamo la Soluzione al Problema-Testa del Letto: la Cama-Bondage!

La Cama-Bondage è la Soluzione Pratica, Conveniente ed Economica, per trasformare qualunque Materasso (che come abbiamo letto è Componente Fondamentale e non rinunciabile di un Letto), in un Meccanismo di Contenimento Dinamico del Movimento Umano a Scopo Ludico e non Repressivo.

Pratica, perché può essere applicata a qualunque Materasso. Conveniente, perché è semplice, si nota poco e si può nascondere agilmente. Economica, perché può essere costruita in pochi minuti a partire da Apparenti Scarti e Rifiuti.

L’Idea è esposta qui di seguito: usare degli scarti di camere d’aria di un Velocipiede, per creare due Cinghie di Gomma da far passare sotto il Materasso trasversalmente al Letto (quindi in senso perpendicolare all’usuale direzione in cui si stende il corpo). Al finale di queste Cinghie di Gomma si applicano Porta-chiavi Omaggio che frequente ci vengono donati per creare dei lacci da applicare a Polsi e Caviglie del Costretto.

Un prototipo della Cama-Bondage sarà in esposizione il 13-14-15 maggio durante il DoItYourTrash 2.0, in quel di Firenze, presso il C.S.A. nEXt Emerson, in Via di Bellagio 15. Accorrete Numerosi.

EXTRA_ Blog non troppo nazionalisti

Quando incontri  turchi non nazionalisti ti spaventi per quanto, appunto, non siano nazionalisti.

Ovviamente tutto dentro una certa misura, i turchi non nazionalisti non urleranno mai sconcezze contro ATA per strada,

come non bruceranno mai la loro bandiera in piazza o davanti a palazzo Dolmabache.

A modo loro però fanno notare quei piccoli difetti  (vero che sono ironica?)  tipici di una nazione multi culturale, multi religiosa,multi sala 3D, multi  color, PAL.

Un po ‘ di tempo fa mi è capitato di incontrare uno strano individuo dopo un concerto di musica elettronica portoghese

(non ci posso fare niente), chiacchierando mi disse il nome di due blog creati da lui di denuncia sugli strupri che la grafica pubblicitaria fa sui palazzi di Istanbul e le negligenze delle varie municipalità (sapevate che Istanbul comprende una trentina di comuni solo nel macro centro? no? Sapevatelo, capre).

Tutto questo è successo tanto ma tanto tempo fa, ma per puro caso oggi, da un link pubblicato da un amico su un comunissimo social network, mi sono ricordata dei blog.

N.B:  i concetti mi erano sempre stati ben chiari, ovviamente erano i nomi che mi sfuggivano.

BLOG #1

http://www.badturkishgraphics.blogspot.com/

BLOG #2

http://www.badturkishstreets.blogspot.com/

In fondo in fondo, voglio anche segnalare un blog portoghese o di portoghesi che aggiorna i portoghesi, appunto, su eventi, mostre etc Turchia-Portogallo e varianti:

http://agendaallaturca.blogspot.com/

BÖLÜM 14(bis)_ tante case,tanti tonni! (mi riciclo,riassumo e nuove farneticazioni)

Magari vi viene voglia di stare a Istanbul,

magari no,

magari volete solo affittare casa per un po’

vacanza

giro turistico

giro di passaggio

giro

tondo.

Io “avebbi” voluto cambiare casa

(n.b “avebbi” indica lo stato del mio itaGliano

dopo 5 mesi nel girone

dei poliglotti);

il sito migliore per trovare casa è Craiglist,

sezione Turchia

sottosezione Istanbul.

Dopo che avete trovato casa

magari dopo 5 mesi iniziate a notare

atteggiamenti sospetti del vostro corpo

non so:

soffrite della sindrome del palazzo malato (SBS)?

o  come dicono amorevolmente i turchi:

“avete il verme in culo”?

in-somma:

non sopportate più la vostra stanza

avete gli incubi come da bambini

dopo aver visto IT,

il vostro appartamento è extra lusso

ma si sono dimenticati di isolare il tetto

e i 15 cm di neve ora si fanno sentire?

Iniziate a cercare!

Semplici regole per iniziare a scartare case su Craiglist a Istanbul:

-tutto ciò sotto le 400 YTL (yeni turkey lira) / 200 euro sulla Istiklal

scantinato da condividere con roger rabbit mickey mouse geronimo stilton fievel;

- appena ristrutturato completamente arredato e farneticazioni varie tipo: 5006001000:

agenzia di mezzo= deposito di almeno 1000 euro

affitto=1000 euro/cad. o più

- camera in palazzo stile greco:

catapecchia con tetto che ti cade in testa;

- camera “VICINO”  taksim:

vicino=la stessa distanza  tra voi e il vicino di casa in Italia;

Sezione foto:

più le foto mostrano appartamenti extra lusso

più gli appartamenti sono ruderi

furboni!

usano le foto di Google!

non sono un genio delle truffe:

ma si dimenticano di togliere i copyright di agenzie che si trovano a Los Angeles!

OMG!

Come fare?

- segnate i numeri di telefono dei contatti che vi interessano

(se siete a Istanbul ovvio!)

o andate a scatola chiusa

sarete fortunati

(tze);

- cominciate a visitare i vostri nuovi potenziali e ipotetici coinquilini

noterete che:

dopo un mese di ricerca

la vostra rubrica telefonica pullulerà

di:

- pittori squattrinati

- fotografi squattrinati

-scrittori squattrinati

- musicisti squattrinati

-baristi maniaci della pulizia

- architetti maniaci del lavoro

- insegnanti di yoga mangia semi bevi acqua di fonte purissima da 10 lire al litro

- skin con l’armadio pieni di vestiti da donna e penthouse degli anni ’70

- NERD.

Alla fine della ricerca

non avrete trovato casa

in compenso vi verrà voglia di continuare a cercare

e solo per continuare ad aggiornare il vostro repertorio con:

- nuovi locali jazz

- nuovi locali reggae

- nuovi locali rock

- ambienti artistico-alternativi

- nuova musica (girate sempre con l’HD!)

- nuovi film (vd.sopra)

- nuovi libri da leggere

- nuove parole per il vostro vocabolario turco personale

(se lo avete prestatemelo,

il mio è scarso)

Attualmente

per la sezione meteorologica di Istanbul

la situazione è questa:

Taskim meydani. Dove avebbi voluto vivere.


Mentre la situazione a casa nostra è questa:

snowball fight in camera della francese. ITALIA 5- FRANCIA 4

Nevica dentro.

E i tooooonni??

I tonni in Turchia sono pesciati

non può essere altrimenti!

Ma anche le sardine

le orate

le spigole

e il salmone

sono profumatamente pesciati!

Non sono matta

e non ho nessun lapsus freudiano

in merito ai pesci.

Alla richiesta di pesce

in un qualsiasi ristorante

o al mercato

si deve accompagnare il genere del pesce con l’aggettivo balikli

il termine balik indica pesce

mentre balik+li

letteralmente in italiano sta a significare pesciato o pescioso.

Sarei curiosa di scoprire

il tonno vegetato!

ton balikli= tonno pesciato

hamsi balikli=sardine pesciate

e così via.

L’Anal-colico:

(preziosi consigli sugli alcolici in terra musulmana)

Chi dice che in Turchia non si beve?

Si beve, si beve

ma bisogna avere esperienza e con pazienza imparare a risparmiare

sui carissimi alcolici turchi.

Primo metodo:

- comprare alcolici made in Turkey

VODKA (Bazooka)

GIN (CIN CIN )

BIRRA (EFES)

Secondo metodo:

RAKI IS THE ANSWER!

iniziare ad amare il raki.

Non è colpo di fulmine ma dopo i primi 4 bicchieri

il vostro turco sarà migliore di quello di un pastore dell’anatolia.

Iniziate a diluire raki e acqua nella proporzione 30-60

e continuate ad aumentare la dose di alcool man mano che i bicchieri aumentano.

Non vi assicuro un risveglio piacevole.


DÍA 33 – aggiornamenti

Wifi is like food

You know what i mean...

Updates: mi sono trasferito. Non ve l’avevo detto, ma la casa con gli hacker era una sistemazione un po’ temporanea. Per ambientarsi, cercare meglio, e conoscere gente. Se dovete cercare casa a Madrid: un consiglio. Non fatelo. È un suicidio. Peggio che ha Pisa. A me è andata bene, ho trovato una stanzina economica in una zona che mi piace, con delle persone simpatiche. Sono che non ha la finestra (cose che capitano in questa capitale degli sgabuzzini convertiti in stanze da 450€). Condivido l’appartamento con due ragazze e due gatti. Rispettivamente, una bionda con un gatto nero ed una mora con una gatta bionda. Abbiamo dei simpatici fornelli elettrici, una unica piastra con delle zone che si scaldano. Molto comodo da pulire, in verità, e l’interfaccia è molto più cool delle solite manopole. Stamani mi ci sono fatto un caffé con una moka, e sono sopravvissuto (e non ci ha messo neanche così tanto). Un’altro pregiudizio che cade, verso un futuro post-energetico.

Updates: è uscita la ubuntu 9.10. Doveva uscire ad ottobre, se ci sono riusciti finirla in tempo è stato per un pelo. Noi ci domandavamo tutti: se ritardano a novembre, la chiamano 9.11 – nome in codice Twin Towers? (Almeno se crasha, nessuno invade l’Afganistan)

Updates: Sta arrivando il freddo. I giorni dispari. I giorni pari invece c’è caldo e si può uscire senza giacca. A fronte della quotidiana immersione nel clima tropicale della metropolitana, non mi meraviglio più che la gente si ammali ciclicamente ogni 15 giorni. Mi meraviglio del fatto che la gente resti in salute, ciclicamente.

Updates: ho messo il manubrio alla bici. Non quello che volevo, perché non ci stava. Ho smontato, con una chiave piatta ed una chiave inglese, le viti grosse che bloccavano la forcella, ho estratto tutto e pulito con della benzina i cuscinetti a sfera e quello che c’era attorno. Poi ho ingrassato tutto col grasso denso, e ho rimontato come era. Poi ci ho infilato il manubrio, quello che ci entrava, e ho avvitato con una brugola la vite che c’è in cima. Poi ho cercato di recuperare pezzi per i freni, la mia bici è una specie di mountain bike e quindi non supporta i freni “a ganascia” che ho sempre usato ma quelli più cool (credo si chiamino “V system” o qualcosa del genere, deve avere qualcosa a che fare con UNIX). Però non c’erano le viti adatte, non c’erano piastre, i cavi scarseggiavano e non sapevo come montarli, così ho rimandato. Se qualcuno ha consigli al riguardo, eccomi qua. Per finire, ho iniziato a litigare con una ruota di dietro. Ne ho presa una dal mucchio, una 26, ho smontato il blocco pignoni con un bullone apposito (incastrato in una morsa su un tavolo da lavoro, è il modo migliore. girare la ruota è molta meno fatica che girare una chiave inglese), e l’ho pulito (sempre più benzina). L’ho rimontato (non serve stringerlo, si stringe pedalando), ed ho cercato di recuperare un asse. La cazzo di ruota da un lato usa un attacco strano, ho dovuto cercare per un cuscinetto a sfera ed una coppa apposita. La coppa ha delle specie di “ali” che chiudono il cuscinetto a sfera. Boh. Poi penso (ma le opinioni, al riguardo, cambiano) che dovevo mettere le 9 sfere d’ordinanza sull’altro lato (dove ci stanno i pignoni), ma non ci sono riuscito, forse manca un tappino da mettere attorno al buco del movimento centrale, e dopo un’oretta che infilavo dita ingrassate con una roba bianchiccia densa dentro il buco della ruota, sporcando qualunque cosa nel raggio di 1km, ho deciso che m’ero esibito abbastanza in attività pseudo-oscene, e ci ho rinunciato. :) come prima, consigli cercasi.

BÖLÜM 6- Non aprite quella porta..

Dopo il bagno turco

si aprono nuove frontiere

per l’occultamento delle bottiglie di birra.

[NO COMMENT]

 

BAGNO_TURCOBAGNO_TURCO2DIVANO_TURCO

[Se vi siete persi qualcosa..

Leggetevi i primi 5 capitoli!]

AAA:Cercasi volontari per

lo smaltimento dei vuoti a rendere.

Vado

conquisto

l’Europa dell’Est

torno.

Stay tuned.

Aggiornamento dell’ultim’ora

numero vuoti a rendere

750 c.a

 

DÍA 10 – 37.8°

oggi finisce l’hackmeeting e io mi sono ammalato – un pochino. Uno dei miei medici di fiducia dice che tecnicamente 37.8° è “febbricciola”. Però stavo molto male di pancia stanotte, dev’essere qualcosa che ho mangiato. Ora cerco di recuperare forze bastanti per andare a salutare la gente che parte, nel frattempo accontentatevi dei video e delle foto della manifestazione di sabato e dell’hackmeeting:

Lo striscione, permettetemi una punta d’orgoglio, era made in italy

Riconoscete qualcuno di noto in questa foto?

Riconoscete qualcuno di noto in questa foto?

Poi avevamo un proiettore sul carretto ed un telo tenuto sollevato da dei palloncini pieni di elio. :) (Tornati a casa ci siamo ovviamente subito messi a fare le vocine). Arrivati davanti alla sede della SGAE (l’equivalente della SIAE), abbiamo trovato una rete wifi aperta, ci siamo collegati e si è scaricato qualcosa da bittorrent. In videoproiezione sul muro della SGAE. A quel punto i 7/8 della polizia presente ha sollevato gli occhi al cielo, e con fare mesto se n’è andata. Chissà che si aspettavano!

Come potete sentire dal filmato, qui si sono inventati un sacco di slogan ultranerd, sullo stile dei cori ultras o autonomismo de noarti. Quel ritmo che si sono inventati negli anni settanta e che da allora non s’è più potuto cambiare, presente? “Noi la crisi non la paghiamo” è solo l’ultimo derivato di una tradizione sloganistica intergenerazionale. Qua cantano “Si si si, peer to peer!”, “Copy copy copy, copy copy left” e “Copiar, pegar, poder modificar”.

Anche i nostri amici alieni sono a favore del copyleft!

Anche i nostri amici alieni sono a favore del copyleft!

DÍA 9 – mas mad hack

Oggi vi racconto un fatto successo relmente pochi giorni fa…

La mia amica di Pisa che è qui a anche lei a Madrid per un anno, insegna italiano in una scuola. Voleva portare una canzone italiana in classe, che fosse di facile comprensione, per fare una lezione più interattiva, o qualcosa del genere. Così, dato che non si intende di computer, è venuta a chiedermi di scaricare per lei “Per te” di Jovanotti. Così io sono andato su The Pirate Bay, ho cercato la discografia di Jovanotti, firefox ha passato il file .torrent a Deluge, ho selezionato la canzone che mi interessava ed in pochi minuti l’ho scaricata. Mi direte: che c’è di strano? Perché ce lo racconti? Perché ho scoperto una cosa che penso sia bene sapere:

IN SPAGNA SCARICARE È LEGALE

per questo ci tenevo a dirlo. Non c’è nessuna legge che vi metterà in galera, staccherà la connessione, vi farà arrivare a casa la Postale. L’anno scorso il ministro della Cultura (PSOE), ha dato un sacco di soldi per una campagna contro la “pirateria”. Quelle cose tipo i video prima dei film nei cinema, “scaricare è il male”. È montata una campagna di controinformazione, che è culminata in un’azione di disobbedienza civile davanti alla sede del PSOE. Hanno annunciato pubblicamente che sarebbero andati lì con dei computer e avrebbero scaricato della cultura senza scopo di lucro. L’hanno fatto, e non gli hanno fatto nulla.

Questa è una delle cose di cui si è parlato oggi in un talk sull’hacktivismo. L’altra cosa grossa che han fatto, è che dopo questa cosa della campagna in spagna, il governo voleva approfittare del suo periodo di presidenza europea per far passare un regolamento che permettesse di legiferare in senso restrittivo in materia di diritto d’autore. L’hamlab ha lanciato una campagna mediatica, con invio di email agli eurodeputati. La cosa è andata bene, nel senso che per ora questa nota è stata bocciata, ma pare vogliano ridiscuterne a dicembre. È venuto fuori che i regolamenti dell’unione europea sono un casino, e stare dietro ai lavori del parlamento è impossibile – anche per gli stessi parlamentari. I lobbysti incasinano un sacco le carte, per di più. Vediamo come va ora con i parlamentari del Partito Pirata svedese. Ad ogni modo, continuo a convincermi che dobbiamo riprenderci l’europa (e attaccare la Kamchatka).

Un’altra cosa ganzissima che ho visto, e che conto di replicare a Pisa quando torno, è una cabina telefonica pubblica gratuita in strada. Hanno collegato il telefono ad Asterisk, e le chiamate le girano su VoIP. Si può chiamare gratis ai fissi di 48 paesi diversi. Dopo un anno e mezzo di attività, stanno per raggiungere le 10.000 chiamate, e hanno dato fuoco alla cabina 3 volte. Adesso l’hanno appena risistemata. Potete segnarvi se volete partecipare alla corstruzione di una cosa simile a Pisa :) Se si compone il numero 666, si sentono urlare le scimmie. Venite qui a provare se non ci credete.

(abbiamo dipinto lo striscione per la manifestazione di stasera)

ONDA 0 – Otto Ottobre, le origini.

C’era una volta uno studente universitario. Era alto, basso, magro, femmina, maschio, indeciso, gay, abbronzato, nero, cinese, “di sinistra”, bianco, radicale, iscritto a fisica, a giurisprudenza, a lettere, fuoricorso, normalista, lavoratore, “di destra, però ti spiego…”, cattolico, laico, ateo, agnostico, razionalista, spaventato, incazzato, deciso, residente e fuori sede. Un tipo qualunque, insomma.

L’Otto Ottobre 2008, dopo aver sentito che Tremonti e la Gelmini vogliono privatizzare l’Università con modalità poco chiare, questo studente decide di recarsi all’assembla d’ateneo autoconvocata per vedere un po’ che succede. Questo studente è il primo tassello del domino che nei mesi successivi ha investito l’Italia come un’onda. Quello studente eri tu, ricordi? :)

alcune delle foto sono state prese in prestito dall'album flickr di g.ottaviano e vengono diffuse rispettando la licenza cc http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/deed.it - grazie giuseppe : )

alcune delle foto sono state prese in prestito dall'album flickr di g.ottaviano e vengono diffuse rispettando la licenza cc http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/deed.it - grazie giuseppe : )

Io l’Otto Ottobre sono andato in piazza perché volevo fare qualcosa. Mi rubavano il futuro ed io volevo fargli pagare il conto. Volevo fare la mia parte. Niente di eclatante, solo il piccolo contributo specializzato di qualcuno che si è rotto le palle. Un po’ come ora, che per rappresaglia sto cercando di andarmene per sempre :|

Alla prima assemblea ho proposto un progetto piccolino: trasmettere in streaming le assemblee e mettere in piedi una web tv. La web tv non si poteva fare perché eravamo senza linea, nel polo occupato, e c’era bisogno di risistemarla. Nel giro di pochi giorni ero a correre in giro a tirare cavi da un tetto all’altro, piazzare antenne ed infilarmi di soppiatto in posti dove non avrei dovuto essere per riuscire a portare la connessione nel polo Carmignani e la mobilitazione verso il mondo esterno. Ovviamente non ho fatto tutto da solo, c’era il Gruppo Tecnico con me, gli eroi sconosciuti della rivoluzione :)

the World Famous Tech Group of Polo Carmignani Occupato, Pisa, Italy.

the World Famous Tech Group of Polo Carmignani Occupato, Pisa, Italy.

Un mese dopo il Carmignani era in diretta a casa di parechi milioni di italiani. Alcuni dei quali chiamavano “casa” qualche università occupata. Noi lo facevamo, almeno :|

Molte delle persone a cui sono affezionato a Pisa le ho conosciute (o conosciute meglio, se preferite) in quel periodo di grande fermento. Ciao ragazzi, vi voglio bene. Lo sapevate? Io e Lucha ci siamo conosciuti proprio in mobilitazione e, per quanto al tempo non ci frequentassimo molto ed avessimo giri un po’ diversi, abbiamo piantato i semi di quello che poi sarebbe stato questo blog. In realtà voi non lo sapete ma c’è un progetto segreto dietro Emigration for Dummies. Potete chiamarlo se volete Il Piano™. Ci sono un po’ di indizi in giro, ed altri arriveranno a breve.

quarto, quinto e sesto potere. stampa, www e superpoteri divini.

quarto, quinto e sesto potere. stampa, www e superpoteri divini.

Pensavo di inaugurare una serie di webcomic sulla mobilitazione studentesca, giusto per vedere se riesco a risvegliare un po’ di animi, però mentre mi sono messo a frugare tra le foto dell’anno scorso sono stato colpito da un attacco pericolosissimo di nostalgia. Vi succede mai? Tipo quando ripensi ad una vecchia relazione e ricordi solo i lati positivi e ti viene un attimo da dire “Eh, come si stava bene” ed invece erano giorni di strazio e sofferenza :)

Ho deciso di aprire una nuova linea di tag sul blog ( ONDA x ) con la speranza che ci sia qualcosa da raccontare sulla mobilitazione quest’anno. Spero che anche lucha e Barbs mi diano una mano e che gli argomenti non manchino, perché un’altra onda in questo momento è quello che ci vuole. Magari un pochino meglio dell’ultima.

Invito i miei collaboratori internazionali a taggare come ONDA tutte le cronache di proteste per il prossimo autunno caldo. Credo che Madrid sarà particolarmente calda: gli spagnoli si sono appena beccati il 3+2 e non sono proprio contenti. Vai lucha, esporta lo stile nostrano. La parte buona, almeno  : )

Ah! Se volete ripercorrere quei giorni epici date un’occhiata al blog della rivolta: l’imitatissimo, invidiatissimo, seguitissimo 133.anche.no

DÍA 3 – Isaac Hacksimov

Oggi ho l’onore ed il piacere di presentarvi uno dei più curiosi abitanti di ml32i



Isaac Hacksimov, eminente studiologo.

Come potete leggere dal suo Reticulum Vitae, Isaac è nato nel 2008 nel Patio Maravillas, e da allora si è sbattuto tantissimo per contriburie alla creazione e alla diffusione del software libero, allo sviluppo dell’Autogestione Digitale e alla difesa dalle Grandi Corporation. Può quindi essere considerato a buon diritto una Non-autorità nel campo del Cyberpunk, nonché una delle multi-identità più giovani che mi sia capitato mai di incontrare.

Qui a Madrid è in qualche modo diventato addirittura una leggenda metropolitana. Da quando ha prestato il suo volto per una campagna di lancio dei corsi dell’Hackademy del Patio Maravillas, la gente cerca di riconoscerlo per strada, nelle persone incontrate, nelle confuse scritte che appaiono sui monitor, nel rumore delle frequenze radio, nei fondi del caffé e nel riflesso di uno specchio visto dall’altra parte.

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**** Your mind is too SLOW to read this! ****
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(ho un po’ litigato con i codec video, mplayer e ffmpeg oggi.)
Assieme a lui stiamo preparando un po’ di cose per l’avvenente (nel senso che sta per avvenire) hackmeeting. Ieri ad esempio siamo andati al Patio a fare il lavoro più vecchio del mondo informatico: crimpare i cavi di rete. Così ho avuto occasione di scoprire, assieme ad Isaac, un’altra grande Costante Universale dell’Universo: ci vogliono da 4 a 8 plug per crimparne uno giusto. Immagino la frustrazione sia condivisa da molti. Le discussioni sull’ordine dei colori da seguire di solito sono molto appassionanti, e permettono di buttare via un po’ di plug. Poi si passa alla discussione se la linguetta va in alto od in basso, o se i colori si mettono da sinistra a destra o viceversa. Combinando queste due informazioni si può completamente annullare in contenuto informativo di una comunicazione, permettenedo di buttare via un altro paio di plug. Aggiungeteci poi quelli che si rompono, i cavi spellati corti che non arrivano ai piedini, ed il tagliare per sbaglio un plug che si riteneva giusto, e si raggiunge il numero di cui sopra. A quel punto sorgono numerose domande:

  • quanti hacker servono per crimpare un cavo di rete?
  • qual’è la probabilità che due estremità di un cavo di rete vengano crimpate nello stesso modo?
  • che succede se si è daltonici?
  • quali modi sbagliati di crimpare un cavo di rete portano un risultato quanto meno accettabile, ovvero che il cavo funzioni lo stesso?
  • è possibile usare il CAT-5 per fare bondage? ed il CAT-6?

La risposta a queste domande è sempre la stessa, e ovviamente è 42.

TRIVIA: ci sono 40320 modi diversi per crimpare un cavo di rete. Oltre a quello “standard”, esiste un ordine segreto che se viene eseguito durante una notte di luna piena, cantando in cerchio attorno ad un fuoco di legna di olivo, rende Sansonetti un giornalista serio. Chiaramente la cosa non si è ancora verificata.

Dopo il Toto-Cavo, ho assistito ad una fumosa assembla dell’Hamlab in vista dell’hm. Altra costante universale, l’autoreddito (qui si chiama auto-emplejo) è sempre un delirio da gestire. Al Patio ci sono due gruppi di auto-emplejo, una cooperativa che gestisce la cucina ed un gruppo di gente che lavora al Bar/caffetteria.

Stranamente, ho chiesto a 3 persone diverse qual’è la differenza (teorica, storica) tra i due grossi sindacati anarchici spagnoli, la CNT e la CGT, ed ho ottenuto tre risposte diverse.

  1. Che alla caduta della dittatura, al momento di rifondare la CNT, ci sia stata una scissione per motivi non meglio specificati.
  2. Che alla caduta della dittatura, ci fossero problemi legali con l’uso ufficiale della sigla CNT, per cui la CGT è la struttura “ufficiale” formale, mentre il logo CNT viene usato per iniziative e manifestazioni, etc.
  3. Che la GGT partecipi alle elezioni in fabbrica (penso all’equivalente dei consigli e RSU di casa nostra), mentre la CNT no.

Wikipedia Es risponde alla domanda nella seguente maniera: durante un congresso del ’79 della CNT, nota anche  come CNT-AIT per via della sua affiliazione alla Associazione Internazionale dei Lavoratori, a cui appartiene anche la USI italiana), un gruppo Valenciano effettua una scissione, in polemica sulla posizione di non partecipare alle elezioni in fabbrica. La scissione si chiamerà anch’essa CNT (e informalmente si distingueranno una CNT-riformata ed una CNT-storica, o CNT-AIT), e (dejà vù) la questione del nome verrà risolta da un giudice che darà ragione alla CNT storica. A questo punto la CNT-riformata prenderà il nome di CGT. La lezione è finita.

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