BÖLUM 25 (bis)_ Sesso e tulipani
(Avevo ripromesso a me stessa di non scrivere questo articolo)
In merito al capitolo precendente:
göt lalesi
traduzione letterale: culo tulipanato
in realtà viene utilizzato per definire qualcuno:
stronzo.
Quindi se già le vostre sinapsi sono impazzite
cercando collegamenti sensati tra puttane e formaggio
e riso al pomodoro con figa,
crolleranno esauste ogni qual volta che alla parola cacca associeranno il delicato profumo dei tulipani.
Da qui in poi solo la parola concime potrà mettervi pace.
Durante la mia esperienza turca ho fatto i conti
(lo devo ammettere io e la matematica, a differenza dei miei cari colleghi emigranti dummies,
siamo due mondi paralleli
che neanche per sbaglio s’incontreranno mai.
Diciamo che è un trauma infantile
alle elementari ho litigato
con la maestra a quadretti.
Veramente ho anche litigato con la maestra a righe.
Sono un’attaccabrighe.
Ci sono pochissime cose con le quali ho buoni rapporti.
indice di intelligenza o infinita stupidità?)
ma diciamo che i risultati non quadrano.
Ho fatto i conti con la lingua e il risultato è che non parlo il turco
a meno che non sia al presente
e non riguardi il mangiare, camminare, dormire, essere stanca, incazzata o felice.
Ho fatto i conti il nazionalismo
e il risultato è che sono contenta che i bambini nelle scuola elementare sotto casa non cantino l’inno tutte le mattine
alle otto e mezza.
Ho fatto i conti con la sessualità
non la mia, lo so che cosa non voglio e cosa non mi piace
ma con quella di un paese dove quando nel migliore dei casi si è allevati fuori dagli schemi religiosi
si tende comunque a incanalarsi in questi.
Non voglio aprire una discussione stile serpente che si morde la coda
o circolo vizioso
ma trovo orribile come si maltrattano le donne in questa precisa società.
Autolesionismo femminile.
Tralascio di proporvi casi disperati
non voglio portare sul blog la questione del velo o dell’osservanza religiosa
ne sono stracarichi i quotidiani e la cronaca e non solo di questi ultimi tempi.
Le donne turche
(quelle che ho avuto modo di conoscere e di convivere e ve lo dico non sono poche)
si nascondono dietro una granitica facciata
con su scritto INDIPENDENZA.
Lo sono veramente indipendenti?
No, assolutamente no.
Se fosse stato per le mie amiche turche non sarei mai dovuta uscire la sera dopo
il tramonto da sola o con altre ragazze
e non per via degli zombie
che collaborano attivamente alla vita della città
ma per via del famoso uomo arrapato turco.
I rari episodi di palpamento sulla mia persona sono sempre avvenuti in posti molto affollati (autobus)
e sempre in orari diurni (le nove del mattino).
La donna deve essere fragile
quindi un giorno si sta bene
e tre si hanno svariate malattie,
un richiamo alla donna angelicata.
(“Quella gelida maninaaaa..”)
Fanno l’amore e non sesso
e quando fanno l’amore questo implica una relazione
(non necessariamente e non in tutti i casi, ripeto che prendo spunto da esperienze personali)
quindi data la mole di relazioni “amichevoli” che ho intrattenuto durante la mia permanenza
dovrei già essere sposata.
Perdono la verginità molto più tardi rispetto a noi
sia gli uomini che le donne
e non hanno un’adeguata preparazione in tema di educazione sessuale
visto che non viene trattata nelle scuole
e non penso ci sia un scambio di opinioni sul tema in famiglia
(opinabile, si potrebbe dire quasi la stessa cosa della gioventù italiana,
infatti Italia e Turchia sono i paesi più “ignoranti” in materia di contraccezioni;
Alla domanda: “sapresti dirmi un metodo contraccettivo?”
il giovine italico risponde: “la pillola del giorno dopo”
il giovine turco: “il salto della quaglia”)
In merito alla perdita della verginità femminile
viene usata l’espressione
açık kapı
cioè aprire le porte, il che mi ricorda l’assalto a una fortezza medievale,
ma in fondo che differenza c’è?
Conquistare e Penetrare.
Alle innumerevoli donne del suo harem veniva insegnata l’arte di essere seducenti, però non ne sono rimaste testimonianze scritte. La donna che il sultano aveva scelto doveva entrare nuda nella sua camera, infilarsi, nell’oscurità, sotto le coperte ai piedi del letto e strisciare fino al suo fianco per servire al suo piacere.
Le novelline recalcitranti venivano trascinate dall’Aga Bashi con i pollici legati strettamente insieme e spesso, se non si sottomettevano, venivano picchiate con le verghe sulle piante dei piedi. Le concubine che avevano commesso qualche infrazione venivano gettate in mare chiuse in un sacco di seta, se erano di nobile origine.
Però, che gentilezza quella della seta.
Sono comunque più avanti dell’Italia
nel lontano ’95
hanno avuto il loro primo capo del governo donna: Tansu Ciller.
Sicuro le nostre ministre accessorio hanno un culo più bello.
Non c’è nessuna legge scritta che inviti le donne a portare il velo o a non entrare in moschea
ma è quello che ci si aspetta da loro;
e loro, angeli del focolare,
lo fanno.
Lei è Lady Bitch Ray
pornorapperin tedesca di origini turche
che incide per la Vagina Records
(tutto vero cercate su Goooooogle)
i suoi testi trattano temi squisitamente sessuali,
e invitano le donne turche a prendere coscienza della loro sessualità
mandando a cagare (se mi passate il francesismo) gli uomini,
beh, si chiama coerenza
non mi aspettavo altro da una con questo nome d’arte.




morale, per fare sesso, non andate in turchia. se proprio volete fare sesso in turchia, cercate ragazze non turche. se invece vi intestardite a farlo con ragazze turche, non dite che non vi avevo avvisato. più o meno?
Ciao,
molto interessante la tua descrizione della donna turca, soprattutto analizzata dal tuo punto di vista.
Io sto con una ragazza marocchina e “la riconosco” nella descrizione che fai della donna turca. Sarà forse merito/colpa dell’essere musulmane?
Devo dire poi che ho vissuto per anni nel quartiere turco di Berlino, affollato di giorno di bellissime e generalmente (ahimè) incontattabili ragazze turche che indossano insieme veli multicolori ed eroticissimi wonderbra. Queste ragazze che spariscono come ninja dalle strade al calare delle tenebre, quando il quartiere diventa regno dei loro fratelli/cugini/fidanzati/mariti e di turisti in cerca di orientalismo in salsa tedesca.
Ciao
Andrea (sardo anch’io)